Johann Sebastian Bach in un ritratto del 1748
Johann Sebastian Bach in un ritratto del 1748

Johann Sebastian Bach nasce il 31 marzo 1685 a Eisenach, Germania. È l’ultimo di otto figli per il signor Ambrosius Bach, violinista nella cittadina tedesca.

Johann Sebastian Bach come molti dei suoi antenati e come i fratelli, sotto la guida del padre, diventerà un musicista. I Bach, infatti, da almeno 150 anni si guadagnano da vivere suonando presso i municipi, nelle corti o nelle chiese. Anche il piccolo Bach inizia presto gli studi musicali in famiglia. Ma a dieci anni, per la morte improvvisa in pochi mesi di entrambi i genitori, la sua vita ha una svolta inaspettata: deve lasciare la casa paterna e viene accolto in quella del fratello maggiore Johann Christoph, organista presso la chiesa del paese. È con lui che si perfeziona negli studi del violino e del clavicembalo.

Finiti gli studi liceali e non potendosi permettere un corso universitario, Bach inizia a lavorare. Entra dapprima nell’orchestra di corte al servizio del duca di Weimar in qualità di violinista, poi diviene organista ad Arnstadt e a Mühlhausen, dove sposa nel 1707 la cugina Maria Barbara.

Nel 1708 ritorna alla corte di Weimar, dove lavora per otto anni.

Nel 1714, amareggiato per non essere stato scelto come direttore della cappella musicale, Bach si congeda dal duca di Weimar e accetta l’incarico di direttore dell’orchestra da camera presso la corte del principe Leopold di Köthen.
Lo stipendio che offre a Bach è molto alto per l’epoca e il nuovo incarico nell’importante città di Köthen è la posizione più importante che il musicista abbia finora raggiunto.
Poiché la rigida religione calvinista adottata nel principato non permette che la musica sia suonata in chiesa, Bach si dedica alla composizone di musica strumentale.
Sono di questo periodo i famosi sei Concerti brandeburghesi.

Bach non dimostra grande interesse per la vita mondana e gli spettacoli alla moda. Di consegenza la sua musica strumentale, a differenza di quella di altri musicisti del tempo, non è spettacolare e appariscente: egli preferisce uno stile più sobrio e meno rispondente ai canoni del Barocco.

Nel 1720 muore improvvisamente Maria Barbara lasciando Bach con quattro bambini piccoli. Di lì a poco si risposa. La scelta cade su Anna Magdalena, cantante solista alla corte di Köthen, di sedici anni più giovane, che condividerà con lui, per tutta la vita, l’amore per la musica e gli darà molti altri figli.

Nel 1723 Bach lascia Köthen perché a Lipsia si è liberato il posto di direttore del coro alla Scuola di San Tommaso.
Oltre all’insegnamento nell’antica Scuola di San Tommaso, deve occuparsi della vita musicale delle due principali chiese della città e comporre brani per ogni domenica e festività dell’anno.

Durante il suo soggiorno a Lipsia scrive circa 300 cantate, la Messa in Si minore e le grandi passioni: la Passione secondo Giovanni (1724) e la Passione secondo Matteo (1729).
Si dedica alla produzione di musica sacra perché è profondamente religioso e concepisce la sua opera come un omaggio alla grandezza del Creatore. Bach infatti intende esprimere, attraverso le note, una spiritualità profonda, per favorire la comunicazione dell’uomo con Dio.

A Lipsia Bach risiede fino alla morte. Godendo di buona salute egli lavora instancabilmente fino agli ultimi mesi di vita. Ma nel 1750 Bach, che era sempre stato miope, perde completamente, nel giro di pochi mesi, la vista. Si sottopone a un intervento chirurgico dal quale non riuscirà più a riprendersi. Muore il 28 luglio 1750, all’età di 65 anni.

Le opere più importanti

Musica strumentale: Concerti branderbughesi, Clavicembalo ben temperato, Variazioni Goldberg, Offerta musicale, Arte della fuga.
Musica sacra: Messa in Si minore, Passione secondo Giovanni, Passione secondo Matteo, Cantate.
Le sue numerose composizioni (più di mille) sono state catalogate, nel 1950, da uno studioso tedesco, Wolfgang Schmieder. Nel catalogo ogni composizione è preceduta dalla sigla BWV [Bach-Werke-Verzeichnis che, tradotto dal tedesco, significa «Catalogo dell’opera di Bach»] e da un numero progressivo che individua la composizione.