monasteri

Nel X secolo, quattrocento anni dopo la loro fondazione, i monasteri benedettini erano diventati centinaia ed erano sparsi in tutta l’Europa occidentale. La loro presenza rivestì un’importanza vitale nei primi secoli del Medioevo.

Innanzitutto essi svolsero un’importante funzione economica. Infatti erano dei veri e propri centri di produzione in  grado di nutrire non solo i monaci, ma anche una grande quantità di bisognosi in fuga da città in rovina e quasi prive di approvvigionamento, campagne inselvatichite, scorribande di popoli in cerca di bottino. Non mancavano quindi nei monasteri i locali adibiti alle attività agricole: il granaio, il mulino, il frantoio, le fucine dove lavorare i metalli, le cantine, gli orti, le stalle e le abitazioni per i coloni e i servi che lavoravano per il monastero.
La loro perfetta organizzazione fondata sulla formula della Regola di Benedetto da Norcia “Ora et labora”, “Prega e lavora”, faceva sì che i loro campi e i loro allevamenti rendessero molto, tanto che una piccola parte poteva essere destinata al commercio. Pian piano assunsero la fisionomia di importanti aziende agricole.

I monasteri svolgevano anche una funzione sociale: soccorrevano i poveri, ospitavano i viandanti, curavano i malati. Non mancavano infatti la farmacia e l’infermeria destinata sia ai monaci sia ai forestieri.

I monasteri furono i principali centri culturali del Medioevo, svolgendo un ruolo fondamentale nella salvaguardia della cultura classica: nello scriptorium (sala di studio e di scrittura), i monaci amanuensi ricopiavano, ornandoli da splendide miniature, i codici della Bibbia e i testi sacri, nonché gli antichi testi greci e latini, molti dei quali sono giunti fino a noi grazie a questo paziente lavoro di trascrizione.

Nei monasteri furono aperti anche scuole monastiche dove i novizi potevano imparare a leggere e a scrivere (essere istruiti era una condizione indispensabile per potere leggere e comprendere le Sacre Scritture).

All’interno del monastero sorgeva poi un piccolo cimitero perché i monaci non lasciavano il monastero neppure dopo la morte.

I monasteri erano quindi delle città in miniatura, dei luoghi sicuri e attivi nel caos dell’Europa dei primi secoli del Medioevo.