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Maria Stuart regina di Scozia, tra intrighi, conflitti religiosi e lotte dinastiche

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Maria Stuart regina di Scozia dal 1542 al 1587, chiamata in italiano Maria Stuarda nelle numerose opere liriche e letterarie fiorite poi sulla sua vicenda, è una delle figure più affascinanti e tragiche della storia europea del XVI secolo. La sua vita fu segnata da intrighi politici, conflitti religiosi e lotte dinastiche che coinvolsero Scozia, Francia e Inghilterra.

Maria Stuart – le origini

Maria nacque l’8 dicembre 1542 a Linlithgow, in Scozia, figlia di Giacomo V di Scozia e Maria di Guisa. In quanto nipote di Enrico VIII d’Inghilterra (era suo prozio) era in linea di successione per il trono inglese.

Pochi giorni dopo la sua nascita, suo padre Giacomo V morì. Perciò il 9 settembre 1543, a soli nove mesi di vita, Maria venne incoronata regina di Scozia, sotto la reggenza di sua madre, Maria di Guisa.

Maria regina di Scozia in Francia

Per proteggerla dalle mire inglesi (Enrico VIII voleva unire i regni di Scozia e Inghilterra attraverso il matrimonio tra suo figlio Edoardo VI e la piccola Maria) fu inviata in Francia alla corte dei Valois e fu promessa in sposa a soli 6 anni a Francesco di Valois, figlio primogenito del re di Francia Enrico II e di Caterina de’ Medici.

Il 24 aprile 1558, a 16 anni, Maria Stuart sposò per ragion di Stato il delfino Francesco (allora quindicenne), che l’anno successivo (1559) divenne re di Francia col nome di Francesco II e lei divenne regina consorte di Francia. Nel 1560 Francesco II morì, a causa di una grave infezione ad un orecchio, che pare gli avesse procurato un ascesso cerebrale.

Il ritorno in Scozia e i conflitti religiosi

Rimasta vedova, nel 1561 Maria rientrò in Scozia per governare in prima persona. Appena giunta in Scozia, la cattolica regina Maria trovò una situazione interna estremamente difficile: il calvinismo aveva raggiunto posizioni maggioritarie e non accettava il dialogo con il potere politico.

Maria Stuart cercò di recuperare al cattolicesimo le posizioni perdute e allacciò stretti rapporti con il sovrano cattolico Filippo II di Spagna e con il Papato, che sostenevano la sua aspirazione al trono inglese in opposizione a Elisabetta I, tanto più in quanto dal punto di vista dinastico Maria ne era l’erede più diretta, mentre Elisabetta I era figlia di Enrico VIII e Anna Bolena, la cui unione rimaneva illegittima per la Chiesa cattolica.

Il matrimonio con Lord Darnley e la nascita di Giacomo

Nel 1565 Maria di Scozia, per rafforzare le sue pretese al trono inglese, sposò suo cugino Enrico Stuart, Lord Darnley. Entrambi erano nipoti di Margherita Tudor, sorella di Enrico VIII d’Inghilterra e Giacomo IV di Scozia: il che rendeva entrambi discendenti diretti dei Tudor e pretendenti al trono inglese. Dalla loro unione nacque il futuro Giacomo VI di Scozia, che in seguito divenne anche Giacomo I d’Inghilterra, unificando le corone di Scozia e Inghilterra.

L’assassinio di Lord Darnley e il matrimonio con il conte di Bothwel

Dal punto di vista personale il loro matrimonio fu tormentato: Lord Darnley era ambizioso e pretenzioso e nel 1567 fu assassinato in circostanze misteriose, probabilmente su ordine del conte di Bothwel, che poco dopo sposò Maria. Questo evento compromise definitivamente la sua reputazione.

Abbandonata dal popolo e aggredita da una rivolta dei Lords protestanti, il 24 luglio 1567 la regina Mary Stuart fu costretta ad abdicare in favore del figlio Giacomo, di appena un anno, e a fuggire dalla Scozia.

Maria Stuart regina di Scozia – la prigionia e la morte

Maria regina di Scozia si rifugiò da sua cugina, Elisabetta regina d’Inghilterra: era il 19 maggio 1568. Da quel momento Elisabetta I la tenne in una condizione tra l’ospite e la prigioniera per 19 anni: in quanto nipote di Margherita Tudor, Maria vantava diritti al trono inglese.

Mary Stuart divenne il vessillo della Chiesa cattolica. La Santa Sede e la corona spagnola inviarono missionari gesuiti in Inghilterra nell’impresa disperata di recuperare una popolazione ormai conquistata dal protestantesimo, ma anche agenti segreti incaricati di provocare sommosse e sicari con il compito di uccidere la regina Elisabetta I. Queste trame facevano tutte capo a Maria Stuart, che da parte sua non aveva mai rinunciato a insediarsi sul trono inglese.

Intanto il popolo inglese e vasti settori della corte chiedevano a gran voce la morte della regina scozzese, il «serpente scozzese» che continuava a tessere congiure. La scoperta di un’ennesima cospirazione, la Congiura di Babington (1586), segnò il destino di Maria, che fu processata e condannata a morte per alto tradimento.

Elisabetta I esitò a lungo prima di far eseguire la sentenza: far uccidere un’erede al trono non era un problema da poco, se poi si trattava di una cattolica uccisa da un’anglicana… ma alla fine si piegò alla volontà dei più.

8 febbraio 1587 – Mary Stuart (Maria Stuarda) viene giustiziata

La testa di Maria, la cattolica regina di Scozia ed ex regina consorte di Francia, accusata di tradimento da sua cugina Elisabetta I d’Inghilterra, rotolò sul patibolo l’8 febbraio 1587.

Maria si presentò sul patibolo, nel castello di Fotheringhay in Inghilterra, con una veste rosso cremisi, il colore della passione dei martiri, appositamente scelto da lei, perché davanti ai protestanti inglesi volle morire da martire cattolica.

Il popolo di Londra festeggiò la notizia per una settimana, mentre nel mondo cattolico la morte eroica di Maria – aveva serenamente dichiarato al boia di morire martire per la propria fede – suscitò commozione e orrore. Il re cattolico Filippo II di Spagna allestì un’imponente flotta, l’Invincibile Armata, per invadere l’Inghilterra protestante di Elisabetta I. Ma l’impresa spagnola fu un completo fallimento: nello scontro decisivo, la flotta spagnola subì gravissime perdite e una violenta tempesta ne completò la distruzione.

Nella mia fine è il mio principio

Il 23 marzo 1603 morì Elisabetta I d’Inghilterra, nubile e senza figli legittimi, estinguendo la dinastia Tudor. Il figlio di sua cugina Maria, il re di Scozia Giacomo VI, divenne re d’Inghilterra col nome di Giacomo I (1603-25). Le due corone di Scozia e d’Inghilterra – quest’ultima comprendente anche l’Irlanda – si trovarono finalmente unite in una sola persona.

Si materializzava così il motto di Maria Stuart: “Nella mia fine è il mio principio”.

Eredità storica

La figura di Maria Stuart ha ispirato numerose opere letterarie e liriche, tra cui il dramma Maria Stuart (1800) di Friedrich Schiller e l’opera Maria Stuarda (1834/1835) di Gaetano Donizetti, direttamente ispirata alla tragedia di Schiller.

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