Il Capitolare di Quierzy promulgato il 14 giugno 877 da Carlo II il Calvo (823-877), figlio di Ludovico il Pio e nipote di Carlo Magno, sancì l’ereditarietà dei feudi maggiori, cioè quelli di conti, marchesi e duchi, creati direttamente dal sovrano, il cui sostegno era fondamentale per la difesa e il governo del regno.
In realtà si trattava di una disposizione provvisoria emanata per garantire la continuità amministrativa dei feudi maggiori mentre i vassalli accompagnavano Carlo II il Calvo in una campagna militare in Italia contro i pirati Saraceni, su sollecitazione di papa Giovanni VIII.
La disposizione n. 9 del Capitolare di Quierzy stabiliva, in particolare, che in caso di morte di un conte, il figlio (o in sua assenza un parente più prossimo o il vescovo) avrebbe amministrato provvisoriamente la contea fino al ritorno del sovrano, che avrebbe poi deciso a chi affidare definitivamente il beneficio.
Per mezzo del Capitolare di Quierzy s’intendeva dunque assicurare la continuità del titolo beneficiario ai signori che avessero preso parte alla spedizione militare contro i Saraceni.
Il contesto storico nel quale viene emanato il Capitolare di Quierzy
Il feudo (cioè le terre concesse ai vassalli in cambio della prestazione di un servizio militare) era dato solo temporaneamente dal signore al vassallo, perché il feudo non era altro che il pegno di una fedeltà che poteva anche venire meno. Di conseguenza, non essendo una proprietà del vassallo, esso non era ereditario e alla morte del vassallo doveva teoricamente tornare nelle mani del sovrano, che avrebbe potuto riassegnarlo.
Ma, con il declino del potere centrale della monarchia carolingia, si impose la tendenza da parte dei feudatari a considerare il feudo come una proprietà e a trasmetterlo ai propri discendenti. Un momento decisivo in questo processo fu il Capitolare di Quierzy, emanato da Carlo il Calvo nell’877, che stabiliva l’ereditarietà temporanea dei feudi in caso di morte improvvisa del vassallo in guerra. Ma in realtà prendeva in considerazione il costume che si diffondeva: i feudi venivano ereditati dai figli o dai parenti.
Conseguenze del Capitolare di Quierzy
Questa nuova situazione che si venne a creare, cioè il rafforzamento del potere dei feudatari e la suddivisione del potere del re in una miriade di feudi autonomi, si chiama frammentazione feudale del potere. Con essa nacque il sistema feudale vero e proprio.
Nel 1037, poi, l’imperatore Corrado II il Salico, con la Constitutio de feudis, sancì l’ereditarietà anche dei feudi minori (cioè quelli concessi da un feudatario ai suoi vassalli) per tentare di indebolire la potenza dei vassalli maggiori, ormai totalmente sfuggiti a ogni controllo.

