La Constitutio de feudis (o Edictum de beneficiis regni italici) fu emanata il 28 maggio 1037 da Corrado II il Salico (990 ca-1039), imperatore del Sacro Romano Impero, mentre assediava Milano. Con questo atto riconobbe l’ereditarietà e l’irrevocabilità dei feudi minori, estendendo ai vassalli minori (valvassori) benefici simili a quelli che i grandi vassalli avevano ottenuto quasi due secoli prima con il Capitolare di Quierzy (877).
Inoltre, da questo momento, i vassalli minori potevano essere giudicati da loro pari e soprattutto trasmettere i loro diritti di feudo ai propri figli, anche in caso di donne e minori.
Il contesto storico nel quale venne emanata la Constitutio de feudis
I vassalli minori (valvassori) accusavano i grandi feudatari laici ed ecclesiastici – in particolare l’arcivescovo di Milano Ariberto d’Intimiano – di voler revocare arbitrariamente i feudi concessi, privandoli delle loro terre e dei loro diritti. I valvassori si ribellarono ad Ariberto e ai grandi feudatari, spingendo l’imperatore Corrado II a intervenire.
L’imperatore mirava a indebolire l’alta nobiltà e l’alto clero, che stavano diventando troppo potenti e autonomi, pertanto cercò l’appoggio e la fedeltà dei valvassori ed emanò la Constitutio de feudis, con la quale sancì l’ereditarietà dei feudi minori, garantendo ai valvassori che i loro benefici non potessero essere revocati senza una giusta causa e senza il giudizio dei propri pari.
Gli effetti del provvedimento
In realtà la Consititutio de feudis non solo non permise a Corrado di realizzare il proprio progetto di restaurazione del potere imperiale, ma provocò una disgregazione ancora maggiore dell’unità politica dell’impero.
I grandi feudatari infatti persero di fatto il controllo sui loro sottoposti e l’Europa si trovò frammentata in una moltitudine di domini feudali. Questi rivendicavano la propria indipendenza; spesso erano in lotta tra loro; continuamente in conflitto con i sovrani che in ogni modo tentavano di imporsi, spesso con l’uso della forza, a feudatari piccoli e grandi.

