Il Don Giovanni di Wolfgang Amadeus Mozart

Il Don Giovanni di Mozart: la storia, i personaggi, la vicenda.

La storia del personaggio

La figura del libertino Don Giovanni, che oscilla tra storia e fantasia, si può ricondurre alle tradizioni folcloriche spagnole che accennano già in epoca medievale al conquistatore e alle sue avventure.

Progressivamente la leggenda si afferma in generi teatrali diversi, spaziando dalla tragedia alla Commedia dell’Arte fino al dramma per musica.

Nel 1630 questo personaggio si impone sulle scene teatrali dando inizio alle numerose interpretazioni delle sue avventure. El burlador de Sevilla y convidado de piedra (Il seduttore di Siviglia e convitato di pietra) di Tirso de Molina è la prima opera scritta che si rifà alla vecchia leggenda del giovane libertino che, in segno di sfida, invita a cena una statua, simbolo dell’aldilà.

Rivisitata in diverse occasioni, la figura di Don Giovanni conosce una felice rielaborazione con Dom Juan ou Le festin de pierre (Don Giovanni o Il convitato di pietra, 1665) di Molière; anche Carlo Goldoni si accosterà al personaggio mettendo in scena nel 1736 Don Giovanni Tenorio, o sia Il Dissoluto.

Il Don Giovanni di Wolfgang Amadeus Mozart

Il compositore austriaco Wolfgang Amadeus Mozart (1756-91), che tra l’altro conosceva il balletto Don Juan (1761) del musicista tedesco Christoph Willibald Gluck, scelse con il librettista Lorenzo Da Ponte (1749-1838) di mettere in scena ancora una volta, ma in modo completamente nuovo, le avventure di questo personaggio, impostandole secondo l’idea del dramma giocoso (a metà strada fra l’opera seria e l’opera buffa).

L’opera venne rappresentata per la prima volta al Teatro Nazionale di Praga il 29 ottobre 1787, sotto la direzione dello stesso compositore.

L’esito è del tutto nuovo grazie alla commistione di elementi comici e drammatici. Il compositore infatti va oltre il puro divertimento e non si pone mai in modo moralistico nei confronti delle audaci avventure del conquistatore che giunge a sfidare l’aldilà per appagare i propri sensi.

I personaggi e la vicenda

Dopo l’ouverture il sipario si alza «in una città della Spagna» del Cinquecento.
La vicenda di Mozart e Da Ponte è quella nota del «giovane cavaliere estremamente licenzioso» (come recita la didascalia del libretto) alle prese con conquiste e serenate, macchinazioni e travestimenti che si concluderanno con la sua morte. Al fianco del conquistatore c’è Leporello: servo fedele, personaggio buffo e giocoso.

Atto Primo

Leporello fa da sentinella al suo padrone, entrato in casa di Donna Anna per sedurla, travestito da fidanzato di lei, Don Ottavio.

Donna Anna, accortasi dell’inganno urla; suo padre, il Commendatore, accorre e sfida Don Giovanni a duello ed è da questi ucciso.

Don Giovanni fugge con Leporello e s’imbatte in Donna Elvira (una sua conquista precedente, ancora invaghita di lui e desiderosa di redimerlo). Riesce a defilarsi mentre Leporello tenta di consolarla dicendole che non sarà né la prima né l’ultima e le enumera minuziosamente tutte le donne sedotte dal suo padrone.

Intanto Don Giovanni s’imbatte in un corteo nuziale e si invaghisce immediatamente della sposa Zerlina, che si lascia corteggiare dalle sue lusinghe e dalle sue promesse. «Là ci darem la mano, / Là mi dirai di sì» canta il libertino alla ragazza, rapita dal suo fascino, in uno dei duetti più famosi della storia dell’opera.

Proprio quando Zerlina sta per cedere, arriva Donna Elvira che la mette in guardia. Arrivano anche Donna Anna e il suo fidanzato Don Ottavio che chiedono a Don Giovanni di aiutarli a cercare l’assassino del Commendatore.
Intanto Donna Elvira continua a inveirgli contro ed egli imbarazzato si giustifica dandole della matta. Ma è proprio ascoltando il suono della sua voce che Donna Anna riconosce l’assassino del padre e lo comunica al fidanzato Don Ottavio.

Masetto, lo sposo di Zerlina, è infuriato con questa, perché stava per cedere, ma Zerlina giura che non è successo niente.

Don Giovanni organizza una festa in onore di Masetto e Zerlina e invita tutti. Don Ottavio, Donna Anna e Donna Elvira partecipano mascherati.

Leporello distrae Masetto; Don Giovanni prende Zerlina in disparte e tenta di sedurla; lei grida e tutti accorrono. Il seduttore accusa Leporello, ma Don Ottavio, Donna Anna e Donna Elvira, gettate le maschere, lo accusano; egli però riesce a fuggire.

Atto Secondo

Leporello è arrabbiato con il suo padrone, perché lo ha accusato ingiustamente; dichiara di volere andare via, ma Don Giovanni lo convince a restare e lo coinvolge in un’altra delle sue imprese amorose: chiede al suo servo di scambiare con lui gli abiti perché vuole conquistare la cameriera di Donna Elvira.

Donna Elvira vede Leporello e lo scambia per il suo padrone, che intanto è sotto il balcone a cantare una serenata alla cameriera. Arriva Masetto con altri contadini: sta cercando Don Giovanni per ucciderlo. Questi ha indosso i vestiti di Leporello; riesce così a non farsi riconoscere; disarma Masetto e lo picchia; poi fugge.

Passa di là Zerlina: vede il suo Masetto e corre da lui, che le dice che è stato Leporello a picchiarlo.

Intanto Leporello, all’oscuro di quanto è appena accaduto, sta cercando di divincolarsi da Donna Elvira. Arrivano Don Ottavio, Donna Anna, Masetto e Zerlina che, scambiandolo per Don Giovanni, vogliono ucciderlo.

Leporello rivela la sua vera identità: Don Ottavio lascia la compagnia per cercare Don Giovanni; Donna Elvira accusa Leporello di averla ingannata; Donna Anna di essere complice di Don Giovanni; Zerlina di aver picchiato il suo Masetto.

Leporello fugge; Masetto chiarisce che a picchiarlo è stato Don Giovanni con indosso i vestiti di Leporello.

Leporello e il suo padrone si rincontrano al cimitero e si rimettono ciascuno i propri abiti. Don Giovanni racconta a Leporello l’avventura capitatagli poc’anzi: una donna, scambiandolo per Leporello, lo ha abbracciato e baciato. Leporello è stizzito: probabilmente si trattava di sua moglie. Don Giovanni ride divertito.

All’improvviso si sente una voce terribile: la statua del Commendatore ha parlato! Si trovano infatti vicino alla tomba del padre di Donna Anna ucciso da Don Giovanni. Leporello ha paura, mentre il libertino, per nulla intimorito, trova la cosa divertente e dice al servitore di invitare la statua a cena.

Don Ottavio chiede a Donna Anna di sposarlo, lei gli risponde che accetterà solo dopo che la morte del padre sarà stata vendicata.

Don Giovanni è a tavola e sta cenando. Arriva Donna Elvira e lo supplica di pentirsi di tutte le sue malefatte. Don Giovanni non ci pensa proprio e Donna Elvira va via amareggiata, ma poco dopo la si vede tornare indietro: sta scappando mentre urla spaventata.

Leporello va alla porta e vede che c’è la statua del Commendatore. Spaventato, si nasconde sotto il tavolo, mentre Don Giovanni gli va incontro e gli stringe la mano. La statua del Commendatore gli chiede di pentirsi. All’ennesimo «no» in risposta all’ultima esortazione al pentimento, Don Giovanni, avvolto dalle fiamme dell’inferno, sprofonda con il suono dell’orchestra e del coro.

L’ultima scena vede tutti i personaggi che concludono: «Questo è il fin di chi fa mal».