Don Giovanni di Molière trama, riassunto, analisi

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Don Giovanni di Molière
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Il Don Giovanni di Molière è una commedia in prosa, in cinque atti. La commedia Don Giovanni o il Convito di pietra debuttò il 15 febbraio 1665. L’opera non fu gradita agli ecclesiastici e ne proibirono la rappresentazione, nonostante il protagonista, un miscredente libertino, finiva per morire tra le fiamme dell’inferno.

Il celebre personaggio del Don Giovanni, all’epoca di Molière, era già entrato nella leggenda attraverso il Burlador de Sevilla (L’ingannatore di Siviglia) di Tirso de Molina, del 1616. In seguito, anche Carlo Goldoni ne farà una sua versione nel 1735.

Qual è la morale del Don Giovanni?

Don Giovanni è un immorale, cioè non riconosce i valori morali della società in cui vive: la fedeltà a una sola donna è per lui un «falso onore». Le donne, nell’ottica deformata e volutamente paradossale del libertino, vengono presentate come vittime da salvare, perché ingiustamente defraudate della possibilità di essere sedotte.

Qual è dunque la sola forza cui obbedisce il protagonista? L’impulso naturale, il piacere, costantemente rinnovato su un oggetto diverso, il gioco della seduzione e la vittoria finale sulla vittima e sui valori in cui questa credeva.

Don Giovanni di Molière analisi

Nel Don Giovanni Molière ignora le tre unità aristoteliche (tempo, luogo e azione). L’azione infatti dura due giorni; i luoghi cambiano a ogni atto; il racconto è spezzettato in episodi autonomi. In definitiva, l’unico filo conduttore è l’inseguimento di Don Giovanni da parte di Elvira.

Originale è inoltre la mescolanza di registri e toni diversi: i personaggi comici e farseschi (Sganarello, le contadine) affiancano quelli tragici (Elvira e i fratelli); gli elementi fantastici (l’episodio della statua che si anima) s’intrecciano a quelli realistici e grotteschi.

Trama Don Giovanni di Molière

La storia si svolge in Sicilia; non vi sono indicazioni a proposito del periodo storico in cui si svolgono le vicende.

Don Giovanni ha sedotto, sottraendola al convento, la nobile Elvira, che ha sposato e subito abbandonato. Alla ricerca di nuove conquiste amorose, dopo essere caduto in acqua nel corso di un’avventura galante, il libertino viene salvato dal contadino Pierotto e, in breve tempo, ne conquista la fidanzata, la contadina Carlotta.

In fuga dai fratelli di Elvira, che lo cercano per vendicare l’onore offeso della sorella, Don Giovanni cambia abiti e si veste da viaggiatore e obbliga il servo Sganarello a travestirsi da medico. Nelle sue nuove vesti, porta soccorso a un cavaliere assalito da alcuni ladri, senza sapere che in realtà si tratta di Carlos, uno dei fratelli di Elvira, il quale sentendosi in obbligo nei confronti del suo salvatore, persuade il fratello Alonso a rimandare la sua vendetta.

Nuovamente scampato ai suoi inseguitori, Don Giovanni s’imbatte nella tomba del Commendatore, un gentiluomo da lui ucciso alcuni mesi prima. In segno di sfida, Don Giovanni invita a cena la statua del defunto, che accetta inclinando la testa.

Assediato dai creditori e dal padre, che gli ingiunge di mutare i costumi, Don Giovanni finge di convertirsi, simulando onestà. Riesce in questo modo a ingraziarsi il padre (sperando cinicamente nella sua morte per ottenerne l’eredità) e di sfuggire a Elvira e ai fratelli di lei.

Don Giovanni crede di aver ingannato tutti con la sua nuova metamorfosi, ma la statua del Commendatore si presenta a cena e, stringendogli la mano, lo trascina nell’inferno.