La certosa di Parma, di Stendhal. Riassunto e analisi

La certosa di Parma, di Stendhal. Riassunto e analisi del romanzo.

Stendhal occupa una posizione di primo piano nella letteratura romantica dell’Ottocento, sia in Francia sia in Europa. Fra le sue opere maggiori ricordiamo i romanzi Il rosso e il nero (1830) e La certosa di Parma (1839); i libri di viaggio Roma, Napoli e Firenze (1817) e Memorie di un turista (1838).

La certosa di Parma, di Stendhal: riassunto del romanzo

Fabrizio del Dongo, il protagonista, giovane aristocratico milanese, fugge dalla tetra dimora della sua famiglia sul lago di Como e attraversa tutta l’Europa per raggiungere l’esercito di Napoleone. Nella battaglia di Waterloo però assiste alla disfatta dell’imperatore.

Di ritorno in patria, per le sue idee liberali e progressiste, Fabrizio è guardato con sospetto dagli austriaci e dallo stesso padre, che parteggia per le forze della Restaurazione. Lo proteggono invece la bella zia, la duchesa Sanseverina, che vive a Parma dove occupa una posizione di primo piano alla corte del principe di quella città, e il potentissimo conte Mosca, ministro di polizia, amante della zia. Fabrizio si traferisce così a Parma.

Coinvolto in un duello in cui uccide un attore, Fabrizio viene imprigionato nella torre della fortezza Farnese, dove, recluso per mesi, conosce la figlia del governatore della fortezza, Clelia Conti. I due giovani si innamorano e riescono a comunicare anche durante la prigionia. La zia organizza intanto la sua evasione e poi, con un altro intrigo, fa avvelenare il principe di Parma.

Sotto il successore, Fabrizio può tornare a Parma, dove Clelia ha sposato un vecchio marchese per adempiere a un voto per la guarigione del padre. Ma gli intrighi non finiscono: la Sanseverina, insidiata dal principe e conscia, infine, del suo amore per Fabrizio, lascia Parma e sposa il conte Mosca; mentre il protagonista, amareggiato dalle nozze di Clelia e perseguitato dai nemici del ministro e della zia, viene salvato dal principe, innamorato della Sanseverina. Decide così di intraprendere la carriera ecclesiastica e diviene un noto predicatore, sebbene roso dal vecchio amore.

Clelia, infine, si abbandona a una breve relazione con Fabrizio, mettendo da parte i suoi sensi di colpa. La storia avrà però un esito tragico: il figlio dei due muore in pochi mesi e la madre, divorata dall’angoscia, non gli sopravvive a lungo. Il protagonista allora si ritira nella certosa di Parma, abbandonando il mondo, le sue passioni e i suoi onori.

La certosa di Parma, di Stendhal: l’analisi del romanzo

La Certosa di Parma fu concepita e scritta in poche settimane, tra la fine dell’estate e il dicembre 1838. Questa rapidità di esecuzione per un romanzo tanto ampio e complesso spiega in parte alcune inesattezze e molte pagine un po’ sommarie e confuse, soprattutto nell’ultima parte.

Standhal, per sua precisa scelta, evita l’aggettivazione troppo ricca, i periodi complicati e le frequenti metafore. Detesta il “sentimentale”, ossia ciò che colpisce facilmente il cuore e i sentimenti. Non è possibile, poi, non ammirare l’acutezza dell’analisi psicologica delle passioni umane, il gusto per le descrizioni dettagliate e la sensibilità per i meccanismi della storia e della politica. Tutto ciò si avvale sempre di uno stile che preferisce il concreto all’astratto, l’esempio alla teoria e l’essenziale all’inessenziale.