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Ermes o Mercurio mitologia greca e latina

Ermes (per i Romani Mercurio) è il dio greco che protegge i viaggiatori, i mercanti e i ladri e tutti coloro che hanno la necessità di essere svelti con l’azione o la parola. È anche il messaggero degli dèi. I calzari alati, infatti, gli consentono di raggiungere velocemente gli uomini per riferire loro la volontà degli dèi, ma pure di accompagnare le anime dei morti fino agli Inferi tornando subito indietro. Suoi attributi sono i calzari alati, il pètaso (un cappello da viaggio a larghe tese) e il caduceo, un bastone d’oro con due serpenti intrecciati e due ali in cima. Per essere il protettore dei mercanti è spesso rappresentato con in mano una borsa colma di monete d’oro. Il suo culto era diffuso in tutta la Grecia.

Ermes – le origini e i miti fondamentali a lui legati

Figlio di Zeus e della ninfa Maia, nacque in una grotta sul monte Cillene, in Arcadia. Fu fin dalla nascita assai vivace, tanto che dopo poche ore di vita commise il suo primo furto: portò via, dalla mandria del dio Apollo, 50 mucche e per farne perdere le tracce legò delle cortecce d’albero sotto i loro zoccoli e le nascose in una grotta presso Pilo.

Apollo, accortosi della sparizione, si mise subito alla ricerca e, quando trovò la grotta, trovò anche il piccolo Ermes (o Hermes) che dormiva beatamente nella sua cesta. Ermes volle fare un patto con Apollo: in cambio del perdono, gli avrebbe dato uno strumento musicale che aveva appena costruito con un guscio di tartaruga, un ponticello sul quale erano ben tese sette corde di budello di pecora: era la lira. Apollo si placò e accettò il dono.

Ruoli principali

Messaggero degli dèi

Zeus nominò Ermes araldo e messaggero degli dèi e in cambio ottenne una verga (il caduceo), un cappello rotondo e un paio di sandali alati. Come messaggero degli dèi, Ermes era anche il dio dei sogni, in quanto anche il sogno era considerato come un messaggio di Zeus.

Psicopompo: guida delle anime dei defunti nell’oltretomba

Sempre in funzione di araldo degli dèi, Ermes accompagnava le ombre dei morti nell’Ade, e perciò era chiamato con l’appellativo di Psicopompos, voce che in greco significa appunto «il conduttore di anime».

Protettore dei viaggiatori

Una qualità indispensabile di tutti gli araldi è che sapessero ben parlare, in quanto dovevano convincere la gente a cui si rivolgevano. Perciò Ermes (o Hermes), araldo degli dèi, era anche il dio dell’eloquenza abile, sottile, parsuasiva. E siccome, per compiere le sue svariate missioni, era sempre in viaggio per il mondo, fu considerato il protettore dei viaggiatori e della sicurezza delle strade. Perciò nei punti più pericolosi e dove una via si biforcava, veniva innalzata in suo onore un’erma, una pietra quadrangolare sormontata dalla testa del dio.

Protettore dei commercianti e dei ladri

Ermes fu venerato anche come dio dei commerci, dei traffici, dei guadagni. Egli possedeva infatti l’astuzia, la destrezza, la parola facile e suadente: tutte doti necessarie ai commercianti.

La mancanza di scrupoli e la tendenza che il dio aveva dimostrato d’impossessarsi della roba altrui, persino quando era in fasce, lo faceva anche il protettore degli imbroglioni e dei ladri.

I figli del dio Ermes

A Ermes sono attribuiti numerosi figli: Ermafrodito, nato da Afrodite; il dio Pan dalla ninfa Driope; Evandro da Carmenta; Cefalo da Erse; Autolico il nonno di Ulisse; l’argonauta Eurito.

Ermes nell’Odissea

Nel quinto libro su ordine di Zeus fa visita a Calipso nell’isola di Ogigia, per ordinarle di lasciare partire Odisseo. Poi, nel decimo libro consegna a Odisseo un farmaco (l’erba Moly) capace di neutralizzare gli incantesimi della maga Circe e salvare i compagni. Infine, nel ventiquattresimo libro guida le anime dei Proci uccisi da Odisseo nella dimora dei morti (l’Ade).

Ermes nella mitologia romana è Mercurio

Nel mondo romano il dio Ermes assume il nome di Mercurio.

Mercurio è raffigurato nella sua veste di messaggero, equipaggiato per il viaggio con calzari alati, un cappello a larghe tese e il caduceo, ovvero un bastone di alloro o di olivo, con due ali all’estremità superiore e intrecciato con due serpenti: il mito racconta infatti che Mercurio un giorno avesse separato due serpi che combattevano fra loro. Il caduceo era quindi simbolo di pace e, di conseguenza, anche di prosperità e di commerci.

Alle Idi di maggio (il 15 del mese), nell’antica Roma, si festeggiava i Mercuralia, in onore del dio Mercurio. I mercanti si radunavano presso una fontana a egli dedicata presso la Porta Capena. Poiché, per la loro attività, spesso dovevano far ricorso alla menzogna e all’imbroglio, dopo essersi purificati con l’acqua che sgorgava dalla fontana, ne raccoglievano altra in giare anch’esse purificate e una volta tornati a casa, con un ramo di alloro, la spargevano sulla loro mercanzia. Questo rituale era accompagnato da preghiere e invocazioni.

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