Il colombre - Dino Buzzati. Riassunto e significato

Il racconto Il colombre dello scrittore e giornalista italiano Dino Buzzati fu pubblicato per la prima volta nel Corriere della Sera il 22 agosto 1961, poi inserito nella raccolta Il colombre e altri cinquanta racconti. Qui di seguito il riassunto e il significato.

Il colombre di Dino Buzzati. Riassunto e significato

Fin da piccolo Stefano sognava di andare per mare con il padre, capitano e padrone di un veliero. Il giorno del suo dodicesimo compleanno il padre decide di accontentarlo e lo porta con sé.

Mentre si trova a poppa, Stefano vede qualcosa di strano spuntare dalla superficie del mare. Il padre guarda con il cannocchiale e riconosce il colombre, uno squalo tremendo, sinonimo di sventura per la vittima designata, l’unica che riesce a scorgerla assieme alle persone del suo stesso sangue.

Preoccupato per la vita del figlio, il padre lo fa sbarcare e riparte senza di lui.

In seguito il ragazzo viene mandato a studiare in una città dell’interno lontana dal mare. Diventa uomo e trova lavoro in un emporio di quella città.

Trascorrono gli anni, il padre muore e Stefano si trova a ereditare una discreta fortuna con la quale acquista un piroscafo. Ossessionato dal passato, decide di tornare a navigare e il colombre riprende a inseguirlo.

Divenuto vecchio, Stefano, che con il suo lavoro ha accumulato successi e milioni ma non ha trovato serenità e affetti, decide di andare incontro al colombre, che ha sempre considerato il suo nemico, e di affrontarlo.

Salito su un barchino è subito raggiunto dal colombre. Stefano sta per colpirlo con l’arpione quando il colombre gli rivela di averlo sempre inseguito perché doveva consegnargli una bellissima perla da parte del re del mare, che dà a chi la possiede fortuna, potenza, amore e pace dell’animo.

Due mesi dopo, alcuni pescatori trovano un barchino nei pressi di una scogliera: sopra c’è lo scheletro di un uomo che stringe in mano un sassolino rotondo.

Dino Buzzati in questo racconto ha voluto rappresentare un’allegoria del tema del fallimento esistenziale. L’autore ci vuole dire che inseguendo illusioni e vane attese, oppure fuggendo da immaginari pericoli e da assurdi incubi, l’uomo si priva con le proprie mani della possibilità di assaporare la vita per quello che è e per quello che essa sa offrire, poco o tanto che sia.