Luigi Pirandello vita, opere, poetica

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luigi pirandello
Luigi Pirandello (al centro) con Eduardo, Peppino e Titina De Filippo (1933).

Luigi Pirandello riassunto.

Pirandello come Italo Svevo trova riconoscimento abbastanza tardi.
Le più famose opere di teatro sono degli anni 1918-22; la consacrazione ufficiale del premio Nobel è del 1934, ma l’esordio della sua attività di narratore risale agli ultimi anni dell’Ottocento.

Luigi Pirandello vita e opere

28 giugno 1867 Luigi Pirandello nasce a Girgenti (oggi Agrigento).

1891 Si laurea in Lettere all’Università di Bonn, in Germania, dove resta come lettore di italiano per un anno.

1893 si stabilisce a Roma dove, a partire dal 1897 sino al 1922, insegna Lingua e Letteratura italiana all’Istituto superiore di magistero. Partecipa intanto alla vita giornalistica e letteraria introdottovi da Luigi Capuana.

1901 L’esclusa.

1904 Il fu Mattia Pascal. Si aggrava intanto la malattia nervosa della moglie, la quale sospetta ingiustamente che il marito la tradisca; ogni tentativo di Luigi Pirandello per convincerla dell’assurdità di tali sospetti è inutile. Solo diversi anni dopo, nel 1919, Pirandello, ormai disperato, acconsente che la moglie, Maria Antonietta Portulano, venga ricoverata in un ospedale psichiatrico. Morirà in una clinica per malattie mentali a Roma nel 1959, a 88 anni.
La presenza della moglie inferma di mente porta Luigi Pirandello ad avvicinarsi alle nuove teorie sulla psicoanalisi di Sigmund Freud.

1908 L’umorismo. Pubblica intanto vari volumi di novelle che verranno poi raccolte nel corpus Novelle per un anno di poco inferiore alle 365 (una al giorno).

1913 I vecchi e i giovani.

1916 Comincia la sua attività teatrale: è ancora, per ambiente e lingua, la fase siciliana: Liolà, A giarra (La giara), Il berretto a sonagli.

1917 Così è (se vi pare): inizia la fase più autentica del suo teatro.

1921 Sei personaggi in cerca d’autore. Recitato al Teatro Valle di Roma: un clamoroso insuccesso; ma pochi mesi dopo, a Milano, accolto con grande favore. Continua intanto a produrre per il teatro, abbandona l’Italia, all’estero incontra successo.

1926 Luigi Pirandello fonda una compagnia teatrale – animata specialmente dall’attrice Marta Abba – per diffondere in Italia e all’estero il suo repertorio.

1929 Entra a far parte dell’Accademia d’Italia (per un approfondimento leggi Pirandello e il fascismo: l’adesione al partito fascista).

1925-26 Pubblica Uno, nessuno e centomila, il suo ultimo romanzo.

1934 Riceve il premio Nobel.

10 dicembre 1936 muore a Roma. In base alle clausole del suo testamento, Luigi Pirandello viene ravvolto nudo in un lenzuolo e messo in una cassa sul carro dei poveri per un funerale senza fiori, senza discorsi, senza essere accompagnato da alcuno, nemmeno dai figli. È cremato per sua espressa volontà. L’urna funeraria contenenti le sue ceneri è sepolta ai piedi del “pino” della sua casa di Agrigento.

Luigi Pirandello poetica e le tematiche

Luigi Pirandello interpreta la crisi dell’uomo contemporaneo. Secondo la sua concezione il dramma dell’uomo nasce dall’impossibilità di conoscere con certezza la realtà perché essa è sfuggente, molteplice, tanto che ciascuno la può interpretare a modo suo.

L’uomo non conosce neppure se stesso: mentre crede di essere uno si accorge di essere centomila, perché di volta in volta è quello che gli altri vogliano che sia.

Generalmente poi l’uomo accetta di vivere secondo gli schemi che la società gli impone, si nasconde quindi sotto una maschera come se interpretasse una parte, e in questo stato di solitudine e di incomprensione egli finisce con il sentirsi nessuno. Questo, dunque, secondo Luigi Pirandello, è il dramma dell’uomo, che egli esprime nelle sue opere attraverso una serie di situazioni paradossali, osservate con amara ironia o profonda pietà.

La sua prosa è scarna ed essenziale e il suo linguaggio, sobrio e concreto, accentua di volta in volta, la paradossalità o l’intensità emotiva di certe pagine.

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