Bismarck, il cancelliere di ferro riassunto

1611
Bismarck, il cancelliere di ferro che unificò la Germania

Bismarck (1815-1898) è l’artefice dell’unificazione tedesca del 1871. Guidò il governo tedesco in qualità di cancelliere (primo ministro) dal 1871 al 1890.

La politica interna di Bismarck

Bismarck promosse una politica interna autoritaria avversa ai cattolici e ai socialisti accusati di sovvertire l’ordine sociale.

Bismarck contro i cattolici e i socialdemocratici

Nei primi anni ’70 Bismarck iniziò infatti una politica duramente anticattolica – il Kulturkampf, la “battaglia per la civiltà” – emanando una serie di misure volte non solo ad affermare il carattere laico dello Stato (obbligo del matrimonio civile, abolizione  di ogni controllo religioso sull’insegnamento), ma anche a porre sotto sorveglianza l’attività del clero cattolico.

La lotta scatenata dal cancelliere ebbe però l’effetto di stimolare l’orgoglio e la compattezza dei cattolici tedeschi. Essi infatti riuscirono nel giro di pochi anni a raddoppiare la loro rappresentanza parlamentare. Bismarck fu quindi costretto ad attenuare le misure anticattoliche e a varare una nuova legislazione ecclesiastica molto più moderata della precedente.

L’abbandono del Kulturkampf fu imposto al cancelliere anche dalla necessità di fronteggiare la minaccia che veniva dall’ascesa della socialdemocrazia. Già nel 1878, traendo pretesto da due attentati falliti contro l’imperatore, il governo varò una serie di leggi eccezionali specificatamente rivolte contro il movimento socialdemocratico.

Tuttavia le leggi eccezionali, prorogate periodicamente fino al 1890, non riuscirono a bloccare la crescita elettorale della socialdemocrazia. La sua affermazione sancì il fallimento della politica di Bismarck.

La politica estera

In politica estera il cancelliere Bismarck si adoperò affinché in Europa fosse assicurata la pace; solo così, secondo la sua opinione, poteva essere garantito lo sviluppo dell’Impero tedesco.

In particolare, per evitare che la Francia, sconfitta dalla Germania nel 1871 (guerra franco prussiana), potesse cercare una rivalsa, nel 1873 varò il Dreikaiserbund (alleanza dei tre imperatori) con Germania, Austria e Russia, destinato a entrare in crisi poco dopo. Infatti, i rapporti austro-russi si incrinarono per via di contrasti nei Balcani (guerra con la Turchia).

Sempre in funzione anti-francese, Bismarck nel 1882 promosse la Triplice alleanza, un trattato che legava la Germania all’impero austro-ungarico e all’Italia e aveva l’obiettivo di isolare la Francia.

Bismarck inoltre organizzò la Conferenza di Berlino del 1884-85, con cui favorì un accordo tra gli Stati europei per la spartizione dell’Africa. In questo modo concentrava sul continente africano le mire espansionistiche delle grandi potenze, distogliendole da più pericolosi interessi in ambito europeo.

Con la salita al potere di Guglielmo II però Bismarck dovette lasciare il suo incarico e la politica estera tedesca cambiò: prevalsero le scelte di tipo imperialista e la spinta al riarmo.