Controriforma o Riforma Cattolica riassunto

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controriforma
Quello descritto nel quadro è uno dei supplizi più usati dagli inquisitori durante la Controriforma: il malcapitato accusato di stregoneria ha i polsi legati ed è sospeso con una fune a una carrucola dalla quale viene più volte lasciato cadere violentemente.

Per Controriforma o Riforma cattolica s’intende la reazione che la Chiesa cattolica oppose alla Riforma protestante iniziata nel 1517 con le 95 Tesi di Martin Lutero. L’età della Controriforma durò sino alla seconda metà del Seicento.

Il Concilio di Trento

Punto di partenza della Controriforma o Riforma cattolica fu il Concilio di Trento (1545-1563) indetto da Paolo III (per un approfondimento leggi Il Concilio di Trento, la reazione cattolica).

Queste le conclusioni del Concilio di Trento:

  • si ribadì, contro le posizioni dei luterani e dei calvinisti, il ruolo del papa e confermata l’autorità della Chiesa nell’interpretazione delle Sacre Scritture;
  • fu sancita l’importanza delle opere e non solo della grazia divina ai fini della salvezza dell’anima;
  • si riaffermò: il celibato dei preti; l’obbligo di residenza dei vescovi nella loro sede (infatti i vescovi avevano preso l’abitudine di disinteressarsi delle loro diocesi e di considerare la loro carica solo come strumento di potere individuale); il divieto di cumulo dei benefici ecclesiastici.

Nascono i seminari, le scuole parrocchiali e gli istituti ecclesiastici

La riorganizzazione della Chiesa investì anche la formazione del clero. Nacque, infatti, l’istituzione dei seminari e si stabilì il corso di studi da tenervisi, obbligatorio per quanti intendevano intraprendere il sacerdozio.

Scomparvero le scuole pubbliche e laiche nate nell’età comunale, sostituite da scuole parrocchiali per l’istruzione elementare e da istituti ecclesiastici, come i collegi dei Gesuiti, che trovarono il loro massimo interprete in Ignazio di Loyola, fondatore de La Compagnia di Gesù.

L’Indice dei libri proibiti

Il controllo sulla cultura venne istituzionalizzato attraverso la pubblicazione dell’Indice dei libri proibiti (1558), un elenco di libri considerati peccaminosi e perciò proibiti al pubblico.

La censura poteva riguardare l’intero testo o parte di esso.

Tutti i libri che provenivano dal mondo luterano o calvinista o anglicano furono comunque proibiti, qualunque fosse il loro argomento.

Per un approfondimento leggi La Chiesa e la stampa: Indice dei libri proibiti.

Un severo controllo venne esercitato anche sulla produzione letteraria, filosofica e scientifica. L’aristotelismo e il tomismo (cioè il pensiero di san Tommaso) divennero la dottrina ufficiale della Chiesa. I pensatori che si allontanavano da essa erano perseguitati.

Questa serie di provvedimenti finì per isolare la cultura italiana.

Ne scaturì un’atmosfera di autoritarismo e di fanatismo che contrastava radicalmente con l’esaltazione della ragione e lo spirito di tolleranza propri del Rinascimento. Il legame tra religione e autorità si fece strettissimo.

Il Tribunale dell’Inquisizione

In particolare gli Stati cattolici italiani dovettero accettare il Tribunale dell’Inquisizione.

Compito dell’Inquisizione fu proprio quello di combattere ed estirpare ogni idea e opinione ritenuta non conforme alla verità cattolica. Galileo Galilei (1564-1642) e Giordano Bruno (1548-1600) furono tra le personalità maggiori del tempo, a essere perseguitate dall’Inquisizione.

Il senso del peccato e la fragilità dell’uomo

Durante la Controriforma si affermò un nuovo modo di vivere la religiosità, caratterizzato dal senso del peccato e della fragilità dell’uomo. L’ideale rinascimentale di equilibrio e armonia era tramontato. In questa atmosfera inquieta e tormentata si colloca Torquato Tasso, l’ultimo grande poeta del Cinquecento.

Il clima della Controriforma ebbe un immediato riflesso anche sull’arte e la musica che tornarono a temi religiosi.

Questo argomento è tratto da: Riassunti di storia-Volume 6