L’Unificazione tedesca del 1871 si realizzò sotto la guida del cancelliere Otto von Bismarck, attraverso tre guerre, che marginalizzarono l’Austria e imposero l’egemonia della Prussia, culminando nella proclamazione dell’Impero tedesco (il Secondo Reich). Le tre guerre che portarono all’unità della Germania e alla nascita del Secondo Reich si realizzarono tra il 1864 e il 1871 e furono vittoriose e straordinariamente rapide.
Le tre guerre di unificazione tedesca
La guerra contro la Danimarca 1864
La prima guerra fu combattuta contro la Danimarca nel 1864, per sottrarle il controllo dei ducati dello Schleswig e dell’Holstein, popolati prevalentemente dai tedeschi. Questa guerra vide la Prussia alleata con l’Austria e terminò con la sconfitta dei danesi (1865) che cedettero i due ducati. All’Austria andò l’amministrazione dell’Holstein, alla Prussia quello dello Schleswig.
Guerra austro-prussiana 1866
A questo punto il principale ostacolo all’unificazione tedesca era proprio l’Austria, che dominava la Confederazione germanica. Dopo aver stretto un’alleanza con il Regno d’Italia, così da impegnare l’Impero asburgico su due fronti, nel 1866 il Primo Ministro del Regno di Prussia Otto von Bismarck dichiarò guerra all’Austria.
Lo scontro principale della guerra austro-prussiana avvenne non lontano da Praga, a Sadowa, il 3 luglio 1866, dove i prussiani sconfissero pesantemente gli austriaci.
La guerra per gli austriaci era definitivamente perduta, nonostante le vittorie da loro riportate contro gli italiani a Custoza e a Lissa.
Il 23 agosto 1866 fu stipulato a Praga il trattato di pace. Il Regno d’Italia, grazie all’alleanza con la Prussia (e nonostante le sconfitte subite a Custoza e a Lissa) ottenne il Veneto, mentre la Germania venne divisa in due Confederazioni: la Confederazione del Nord, presieduta dal re di Prussia Guglielmo I; e la Confederazione del Sud, collegata a quella del Nord da un’unione doganale e da un’alleanza militare, ma indipendente dalla Prussia. L’imperatore francese Napoleone III, infatti, temendo l’eccessivo rafforzamento della Prussia, aveva imposto che la Confederazione del Sud mantenesse la sua autonomia. Per completare il suo progetto, Bismarck doveva perciò fare i conti con la Francia. Una nuova guerra era inevitabile.
Guerra franco-prussiana 1870-1871
La Francia di Napoleone III nutriva una crescente proccupazione per i successi militari della Prussia, anche perché Bismarck non nascondeva il proprio interesse per due regioni francesi, abitate da popolazioni di lingua tedesca e ricche di giacimenti di carbone e ferro: l’Alsazia e la Lorena.
Nel 1870, inoltre, la tensione diplomatica tra i due Paesi crebbe a causa di una questione dinastica: la successione al trono di Spagna. La vicenda venne abilmente sfruttata da Bismarck, che manipolò una comunicazione del re di Prussia Guglielmo I, il “dispaccio di Ems“, allarmando ancor più l’opinione pubblica francese preoccupata dall’eventualità che sul trono spagnolo potesse sedere un parente di Guglielmo I. Se questo fosse accaduto, infatti, la Francia sarebbe stata circondata.
A questo punto l’imperatore francese Napoleone III ritenne inevitabile il conflitto e decise di prendere l’iniziativa. Il 19 luglio 1870 dichiarò guerra alla Prussia. La guerra franco-prussiana fu rapida poiché la superiorità dell’esercito tedesco era davvero schiacciante. La battaglia decisiva di tenne a Sedan, il 2 settenbre 1870. L’esercito francese fu annientato e lo stesso imperatore Napoleone III fu fatto prigioniero.
Due giorni dopo, il 4 settembre 1870, Parigi insorse e proclamò la Terza Repubblica, come venne definita (la Prima repubblica francese era stata proclamata nel 1792, in seguito alla Rivoluzione francese e all’abolizione della monarchia; la seconda istituita nel 1848 e terminata nel 1852 con l’instaurazione del Secondo Impero francese da parte di Napoleone III). Il governo repubblicano tentò di continuare la guerra contro la Prussia, ma nel gennaio 1871 dovette definitivamente arrendersi e firmare a Francoforte la pace.
La nascita del Secondo Impero tedesco (il Secondo Reich)
Sconfitta anche la Francia di Napoleone III, il 18 gennaio 1871, nella Sala degli Specchi della Reggia di Versailles, simbolo della grandezza francese, il re di Prussia Guglielmo I venne incoronato imperatore (kaiser) di Germania. Dopo il Primo Impero tedesco (il medievale Sacro Romano Impero Germanico) ora era la volta del Secondo impero tedesco (il Secondo Reich): l’unificazione della Germania era raggiunta.
Il Secondo Impero tedesco (o Secondo Reich) terminò ufficialmente il 9 novembre 1918. La caduta dell’impero fu causata dalla disastrosa sconfitta nella Prima guerra mondiale e dai violenti moti rivoluzionari interni, che costrinsero l’imperatore (kaiser) Guglielmo II ad abdicare e a fuggire in esilio nei Paesi Bassi, portando alla proclamazione della Repubblica di Weimar.

