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Alessandro Magno: vita, conquiste e sogno di un impero universale

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Alessandro Magno, cioè Alessandro il Grande, conosciuto anche come Alessandro III o Alessandro il Macedone, re della Macedonia dal 336 a.C. al 323 a.C., è una delle figure più celebri della storia antica. Viene chiamato Magno (dal latino magnus che significa “grande”) per tutte le battaglie vinte e per il coraggio e la bravura nell’arte militare, che lo portarono in pochi anni a creare l’impero più grande mai esistito fino a quel momento.

Chi era Alessandro Magno: origini e formazione con Aristotele

Alessandro nacque a Pella, in Grecia, il 20 luglio del 356 a.C. da Filippo II di Macedonia e Olimpiade, regina dell’Epiro. Filippo II di Macedonia affidò presto suo figlio a maestri d’eccezione, che lo educarono alle armi e a uno stile di vita austero. La sua formazione culturale fu affidata a uno dei più grandi pensatori di tutti i tempi, il filosofo greco Aristotele. Questi lo introdusse allo studio della filosofia, della politica, delle lettere, della scienza.

Nel 338 a.C., a soli diciotto anni, diede prova del suo valore, in qualità di comandante della cavalleria, nella battaglia di Cheronea, contribuendo significativamente alla vittoria macedone contro la coalizione delle poleis greche.

Appena ventenne, nel 336 a.C., successe al padre, Filippo II di Macedonia, pugnalato durante un’oscura congiura di palazzo. Alessandro ereditò un regno potente e un esercito ben addestrato.

Le principali conquiste: dalla Persia all’India

Il nuovo re macedone volle immediatamente riprendere l’impresa lasciata interrotta dal padre. Organizzò quindi una grande spedizione contro l’impero persiano, su cui ora regnava Dario III (336-330 a.C.).

Battaglia del Granico (334 a.C.)

La prima battaglia contro i Persiani si svolse nella primavera del 334 a.C. presso il fiume Granìco in Turchia, e fu vinta da Alessandro.

Battaglia di Isso (333 a.C.)

Subito dopo, Alessandro Magno si addentrò in Siria. A Isso (333 a.C.) distrusse un esercito comandato dal Gran Re in persona. La cattura del tesoro e della famiglia reale fu un durissimo colpo per il prestigio di Dario III: i sudditi cominciarono infatti ad abbandonarlo. Il Gran Re avanzò proposte di pace, ma Alessandro Magno le rifiutò. I propositi del re Macedone erano fin troppo chiari: non si accontentava di concessioni territoriali, voleva l’intero Impero persiano, voleva regnare insieme sull’Occidente e sull’Oriente.

Alessandro Magno in Egitto e la fondazione di Alessandria d’Egitto

S’inoltrò quindi in Egitto (332-331 a.C.), dove fu accolto come un liberatore. Fondò anche una città chiamata col suo nome, Alessandria, che sarebbe diventata una delle più importanti del mondo antico.

Battaglia di Gaugamela

Completata l’occupazione dell’Egitto, Alessandro si spostò in Mesopotamia. Qui Dario III si era attestato sull’alto Tigri, nella località di Gaugamela, vicino all’odierna Mosul, in Iraq. Fu la vittoria decisiva: l’esercito persiano si disgregò, Dario fuggì (331 a.C.). Nelle mani di Alessandro caddero Babilonia, Susa, Persepoli, con i loro immensi tesori.

La morte di Dario e la fine dell’Impero Achemenide

Si scatenò a questo punto l’inseguimento del gran Re in fuga verso Oriente: nell’estate del 330 a.C. Alessandro Magno giunse nella remota Bactriana (odierno Afghanistan), dove scoprì che Dario era stato ucciso dal satrapo della regione, Besso, che ne aveva usurpato il titolo.

L’uccisione a tradimento di Dario fu per Alessandro una splendida occasione politica, che egli sfruttò alla perfezione. Rese alle spoglie del sovrano defunto grandissimi onori, lo fece seppellire nella necropoli regia di Persepoli e si impegnò a punire l’uccisore: Besso fu catturato e giustiziato tra atroci torture.

Così facendo, Alessandro si presentava come l’erede della dinastia Achemenide, da cui discendeva Dario, e come il difensore della legalità, guadagnandosi immediatamente il consenso dei nobili persiani.

La conquista delle satrapie nord-orientali e le politiche di integrazione

Alessandro Magno proseguì nella conquista delle satrapie nord-orientali, come la Sogdiana, che si arrese nel 327 a.C. Qui Alessandro prese una delle sue più importanti decisioni politiche: sposò Rossane, figlia del satrapo locale, e iniziò il reclutamento di 30 mila giovani persiani da inserire nel suo esercito. Si trattava evidentemente di atti finalizzati a guadagnarsi il favore dei Persiani.

Questa linea politica fu ribadita con ancora più forza tre anni dopo, con le cosiddette nozze di Susa, dove Alessandro Magno sposò Stàtira, figlia di Dario III di Persia, mentre oltre 10 mila Macedoni prendevano in sposa donne persiane: era il chiaro tentativo di creare un’aristocrazia mista greco-macedone, l’unica che, nella visione di Alessandro, avrebbe potuto rappresentare la classe dirigente del’impero universale da lui creato.

A tale politica Alessandro Magno accompagnò una trasformazione della propria figura di re sul modello orientale, reclamando onori divini per la propria persona e introducendo la proskýnesis, “prosternazione”, una sorta di profondo inchino accompagnato da un accenno di bacio che nelle monarchie orientali era un gesto di rispetto verso il re.

Queste scelte provocarono però una profonda frattura fra il sovrano e l’aristocrazia macedone, che si sentiva minacciata dalla politica di favore verso i Persiani e non poteva accettare la nuova concezione orientalizzante della regalità imposta da Alessandro. Per i Macedoni, e per i Greci in generale, il re infatti poteva essere al massimo un “primo fra i pari”, mai un dio o un semidio. Vi furono gravi episodi di dissenso, che Alessandro sopì o con denaro o con la violenza.

Alessandro Magno in India

Nell’estate del 326 a.C., Alessandro Magno giunse con il suo esercito ai confini dell’India, e con esso i confini dell’antico impero achemenide. Le truppe, sfinite, rifiutarono di proseguire fino al Gange come il re avrebbe voluto. Alessandro dovette decidere il ritorno.

La morte di Alessandro Magno e la divisione dell’impero nei regni ellenistici

Nella primavera del 324 a.C. Alessandro rientrò a Susa. Alla vigilia di una nuova spedizione verso l’Arabia, il 10 giugno del 323 a.C. morì a Babilonia, forse di malaria.

Alla morte di Alessandro Magno, le diverse province dell’impero furono governate dai suoi generali, i diàdochi, cioè i “successori”. Le rivalità presto accesesi tra questi e i loro successori segnò un cinquantennio di lotte che portarono allo smembramento dell’Impero macedone in numerosi regni, noti col nome di Regni ellenistici, cioè, letteralmente, “regni di cultura greca”. I maggiori furono i regni di Macedonia, di Egitto, di Siria e di Pergamo. Tutti questi regni ebbero una durata secolare e finirono per essere inglobati nell’Impero romano.

Il progetto di impero universale e la fusione delle culture

Alessandro Magno è ricordato come il re che sognava un impero universale perché, a differenza dei sovrani che lo avevano preceduto, non si limitò a conquistare territori per sfruttarne le ricchezze, ma cercò consapevolmente di unire sotto un’unica corona popoli, lingue e religioni diverse, fondando città con funzioni militari e culturali lungo tutte le rotte del suo esercito, favorendo matrimoni misti tra macedoni e persiani, adottando alcuni costumi della corte achemenide e promuovendo una vera “fusione” tra mondo greco e mondo orientale, al punto che gli storici vedono nel suo progetto politico la nascita di un modello di regno sovranazionale che anticipa l’idea stessa di impero universale.

L’eredità di Alessandro: mondo ellenistico e mito del condottiero

La strategia di Alessandro Magno di assimilazione culturale e il rispetto per le tradizioni locali favorirono un dialogo tra le civiltà greco e orientale e la creazione di un impero vasto e multiculturalmente integrato che portò alla diffusione della cultura ellenistica, caratterizzata dalla fusione di elementi greci e orientali, gettando così le basi per la filosofia, l’arte e la scienza nei secoli a venire.

Le date fondamentali della vita e delle conquiste di Alessandro Magno

 

  • 356 a.C. – Pella (Macedonia): nascita di Alessandro, figlio di Filippo II di Macedonia e Olimpiade.
  • 334 a.C. – Fiume Granico (Asia Minore): prima grande vittoria contro i Persiani, inizio della campagna che porterà alla conquista dell’impero achemenide.
  • 333 a.C. – Isso (Cilicia): Alessandro sconfigge di nuovo Dario III e apre la strada verso la Siria e la Fenicia.
  • 332–331 a.C. – Egitto (fondazione di Alessandria): Alessandro viene accolto come liberatore, riconosciuto come “figlio di Amon” e pone le basi della futura città di Alessandria.
  • 331 a.C. – Gaugamela (vicino Arbela, Mesopotamia): vittoria decisiva su Dario III, crollo del potere persiano e nascita del vasto impero di Alessandro.
  • 326 a.C. – Fiume Idaspe (India): sconfitta del re Poros, punto estremo dell’avanzata verso oriente prima del rifiuto dell’esercito di proseguire.
  • 323 a.C. – Babilonia (Mesopotamia): morte improvvisa di Alessandro a soli 33 anni, che segna la fine del suo sogno di un impero universale e l’inizio della divisione del regno tra i diadochi.

 

 

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