Babilonia, da cui prese il nome la civiltà dei Babilonesi, sorgeva nell’attuale Iraq, a circa 80 km a sud dall’odierna Baghdad. Il suo nome significa “la porta degli dèi”. Fu una vera metropoli dell’antichità. Giunse infatti ad avere 370 000 abitanti, senza contare gli schiavi con i quali, secondo alcune stime, avrebbe sfiorato un milione di persone. Era famosa in tutto il mondo antico per la sua bellezza e soprattutto per il suo aspetto divenuto leggendario.
La storia di Babilonia
L’epoca d’oro di Babilonia risale al tempo del re Hammurabi (1792-1750 a.C), il re che ha redatto il primo codice legislativo della storia, il Codice di Hammurabi. Il re Hammurabi, a capo degli Amorrei (poi chiamati Babilonesi), nel 1792 a.C. conquistò tutta la Mesopotamia e fondò un grande impero con capitale Babilonia, da cui prese il nome la civiltà dei Babilonesi. La città dominava allora un impero che si estendeva a nord, fin quasi alle sorgenti dell’Eufrate, e a sud, fin quasi al Golfo Persico. I Babilonesi, sotto la guida di Hammurabi, vissero un lungo periodo di pace e prosperità, che s’interruppe quando la Mesopotamia venne invasa da alcuni popoli confinanti.
Nel 1550 a.C., infatti, l’impero babilonese subì l’invasione degli Ittiti, seguita nel 1100 a.C. da quella degli Assiri. I Babilonesi, però, intorno al 600 a.C. si ribellarono agli Assiri, li scacciarono e fondarono un nuovo e fiorente regno sotto la guida del re Nabucodonosor (634 a.C.-562 a.C.). Nel 562 a.C. il popolo dei Persiani conquistò definitivamente la Mesopotamia. Nel 331 a.C. Alessandro Magno conquistò la città; qui egli morì nel 323 a.C. La città conobbe un definitivo declino dopo la conquista araba musulmana nel VII secolo d.C. e venne poi definitivamente abbandonata.
Babilonia nell’antichità
Babilonia, capitale dell’impero babilonese, sorgeva in pianura e aveva una pianta rettangolare. Era una metropoli dell’antichità: case a più piani, palazzi, giardini pensili, considerati una delle sette meraviglie del mondo antico; il tempio-palazzo, ovvero la ziqqurat di sette piani, alla cui sommità era situato il tempio dedicato al dio Marduk, il più importante fra gli dèi babilonesi. Essa, secondo la tradizione, si identifica addirittura con la biblica Torre di Babele.
Vi erano anche numerosi templi decorati con mattonelle smaltate, cappelle e altari dedicati ad altre divinità. Per fornire acqua a tutti e irrigare campi e giardini, Hammurabi fece realizzare un’efficiente rete di canali. Ma fu sotto Nabucodonosor che la città divenne famosa nell’antichità per la sua bellezza.
Babillonia era protetta da una doppia cinta muraria: una interna, lunga 8 chilometri, a protezione del quartiere dove si svolgevano le attività politiche e religiose; una esterna, lunga 18 chilometri, che delimitava i quartieri residenziali periferici e i terreni agricoli, per ospitare la popolazione in caso di assedio. Tra le otto porte di accesso alla città, ciascuna dedicata a una divinità, la più bella era la splendida porta di Ishtar, dea dell’amore e della guerra. Essa fu costruita sotto il re Nabucodonosor II intorno al 575 a.C. Era ricoperta di mattoni smaltati blu con figure di animali in rilievo, aventi la funzione simbolica di proteggere l’ingresso della città. Oggi è ricomposta, con i materiali recuperati dagli scavi, al Pergamon Museum di Berlino, insieme a una parte della Via delle Processioni (o Via Sacra) che passava sotto di essa, in direzione del Tempio di Marduk. Era lunga 250 metri e larga 22, fiancheggiata da un grandioso fregio azzurro, in ceramica invetriata.
Babilonia oggi
I resti di Babilonia si trovano circa 80 chilometri a sud di Baghdad, l’attuale capitale dell’Iraq. I primi scavi a Babilonia si devono all’archeologo tedesco Robert Koldewey iniziati nel 1899. Le popolazioni del posto chiamavano la zona con il nome di Kasr (cioè “Il Castello”), perché i resti dell’antica città formavano una piccola collina. Koldewey riportò alla luce le mura della Via delle Processioni, alcuni templi e la Porta di Ishtar.
Il sito dell’antica Babilonia, oggi costituito solo da scarne rovine, dal 2019 è inserito nel patrimonio mondiale dell’UNESCO.

