Leonardo da Vinci, autoritratto, 1512 ca. Biblioteca Reale, Torino
Leonardo da Vinci, autoritratto, 1512 ca. Biblioteca Reale, Torino

Leonardo da Vinci, pittore, scultore, architetto e scienziato, ma anche ingegnere e scrittore, è certamente una delle figure più notevoli del Quattrocento, quella che sembra meglio rappresentare lo spirito dell’Umanesimo.

Leonardo da Vinci – la vita

Nato il 15 aprile del 1452, visse sino a trent’anni in Toscana, lavorando a Firenze nella bottega del pittore Andrea Verrocchio.
A Firenze entrò a far parte della cerchia di intellettuali, letterati e artisti che Lorenzo de’ Medici era solito frequentare in qualità di loro mecenate.
Poi fu assunto da Ludovico il Moro in qualità di architetto e di ingegnere. Perciò visse, a partire dal 1482, per diciassette anni, a Milano. Qui dipinse la Vergine delle rocce e l’Ultima Cena.
Caduto Ludovico, si spostò a Mantova, Venezia, Firenze, Roma e infine in Francia, al servizio del sovrano Francesco I. Qui dipinse la Gioconda.
Leonardo da Vinci morì ad Amboise il 2 maggio 1519.

Leonardo da Vinci – pensiero e opere letterarie

Per questo personaggio, unico nella storia del suo tempo, non  vi era alcuna contrapposizione tra l’esercizio dell’attività di artista e gli studi filosofico-scientifici, anzi, l’arte rappresenta per Leonardo un efficace strumento di indagine della realtà. Egli stesso sottolinea l’importanza dell’esperienza sensibile, conseguita attraverso la pittura, come “madre di ogni  certezza”. La realtà diventa oggetto delle sue incessanti e scrupolose osservazioni condotte con una mentalità scientifica moderna: centinaia di disegni di anatomia, botanica, zoologia, astrologia, ingegneria militare e idraulica, accompagnati da fitti appunti, testimoniano le sue vaste conoscenze e scoperte.

Leonardo da Vinci ha dunque lasciato migliaia di appunti, spesso di diffficile decifrazione anche perché egli, mancino, scriveva da destra verso sinistra, e anche scritti letterari (Apologi, Favole). Organico in ogni sua parte è solo il Trattato di pittura, peraltro sistemato nella sua forma definitiva da un allievo, Francesco Melzi, a cui egli aveva lasciato i propri manoscritti.

Restano anche numerosi codici contenenti disegni e note scientifiche. Tra i maggiori:

  • Codice Atlantico (Milano, Biblioteca Ambrosiana);
  • Codice sul volo degli uccelli (Torino, Biblioteca Reale);
  • Fogli A, B, C, (Biblioteca Reale del Castello di Windsor) con studi anatomici;
  • Codice 8936 e 8937 sulle macchine e la fusione del cavallo (Biblioteca Nazionale di Madrid).

Proprio per il carattere non sistematico della scrittura, lo stile può essere ora rapido e trascurato, ora ricercato.

Leonardo da Vinci accetta la definizione di “omo sanza lettere” che qualche cortigiano aveva dato di lui, perché conosceva assai poco il latino e il greco e usava solo il volgare. Leonardo ribatte, però, che, se è un illetterato, sa seguire l’insegnamento della natura e imparare dall’esperienza scientifica della realtà.

Egli rifiuta anche ogni concezione metafisica e religiosa della natura: i fenomeni naturali sono prima di tutto oggetto di percezione sensoriale, senza la quale non si ha conoscenza.

Per il principio fondamentale del suo pensiero “la vera conoscenza si basa sull’esperienza” Leonardo da Vinci viene considerato l’iniziatore di “quel metodo sperimentale” che più tardi, con Galileo Galilei, costituirà la base della scienza moderna.

Leonardo da Vinci – le opere pittoriche

Tra le opere pittoriche, quelle più rappresentative, ricordiamo: