Sandro Botticelli autoritratto in
Sandro Botticelli autoritratto in "Adorazione dei Magi", 1475 ca., tempera su tavola, 111x134 cm. Firenze, Galleria degli Uffizi.

Sandro Botticelli, vero nome Alessandro di Mariano di Vanni Filipepi, nasce a Firenze il 1° marzo 1445.

Sandro Botticelli è uno degli artisti del Rinascimento fiorentino che gode di maggiore popolarità, eppure fino al XIX secolo la sua figura era avvolta nell’oblio, prima che il critico inglese John Ruskin (1819-1900) e il movimento artistico dei prerafaelliti lo eleggessero tra i loro ispiratori, nel contesto più generale del recupero dell’arte del Trecento e del Quattrocento.

La formazione artistica di Botticelli si svolge a Firenze presso Filippo Lippi e, dopo la morte di quest’ultimo, per un breve periodo, nella bottega di Andrea del Verrocchio.
L’opera autonoma più antica del Botticelli arrivata fino a noi è forse la tavola raffigurante la Madonna col Bambino stante e un angelo.

Sandro Botticelli, "Madonna col Bambino stante e un angelo", 1465 ca., tempera su tavola, 115,2x70 cm. Ajaccio (Corsica, Francia), Palais Fesch, Musées des Beaux-Arts.
Sandro Botticelli, “Madonna col Bambino stante e un angelo”, 1465 ca., tempera su tavola, 115,2×70 cm. Ajaccio (Corsica, Francia), Palais Fesch, Musées des Beaux-Arts.

Nel 1470, quando il giovane pittore è già titolare di una propria bottega, mostra di essere in grado di produrre un capolavoro, sia dal punto di vista tecnico sia da quello stilistico, come l’Allegoria della Fortezza, appartenente a una serie di sette figure delle Virtù commissionate dal Tribunale della Mercanzia a Piero del Pollaiolo.

Sandro Botticelli, "Allegoria della Fortezza", 1470, tempera su tavola, 167x87 cm. Firenze, Galleria degli Uffizi.
Sandro Botticelli, “Allegoria della Fortezza”, 1470, tempera su tavola, 167×87 cm. Firenze, Galleria degli Uffizi.

È del 1475 ca., invece, uno dei dipinti più noti dell’artista, Adorazione dei Magiclicca qui

Nel corso degli anni Settanta del Quattrocento Botticelli dipinge una ricca serie di ritratti a testimonianza del suo interesse per questo genere. Fra questi spicca il Ritratto di Giuliano de’ Medici.

Sandro Botticelli, "Ritratto di Giuliano de' Medici", 1478-1480, tempera su tela, 75,5x52,5 cm. Washington, National Gallery.
Sandro Botticelli, “Ritratto di Giuliano de’ Medici”, 1478-1480, tempera su tela, 75,5×52,5 cm. Washington, National Gallery.

Il dipinto rappresenta una celebrazione postuma di Giuliano ucciso nel 1478 nel corso  della tragica Congiura dei Pazzi, dalla quale invece si era salvato il fratello Lorenzo dei Medici detto il Magnifico.

Attorno agli anni Ottanta del Quattrocento Sandro Botticelli raggiunge l’apice della fama, anche per la sua intimità con gli esponenti di spicco della famiglia Medici. Fra questi, Giovanni di Pierfrancesco de’ Medici e suo fratello Lorenzo, appartenenti al ramo cadetto della famiglia, e cugini di Lorenzo il Magnifico. Per i due fratelli l’artista dipinse alcuni  capolavori, tra i quali la Pallade e il centauro clicca qui e la Nascita di Venere.

Sandro Botticelli, "Nascita di Venere", 1485. Tempera su tela, 172,5x278,5 cm. Firenze, Galleria degli Uffizi.
Sandro Botticelli, “Nascita di Venere”, 1485. Tempera su tela, 172,5×278,5 cm. Firenze, Galleria degli Uffizi.

La Nascita di Venere assieme alla cosiddetta La Primavera sono capolavori oggetto di grande adorazione (per un approfondimento La Primavera di Sandro Botticelli clicca qui).

Tra le opere religiose di Botticelli spicca l’imponente pala dipinta nel 1487 per la Chiesa di San Barnaba a Firenze con la Madonna col Bambino in trono fra quattro  angeli e i santi Caterina d’Alessandria, Agostino, Barnaba, Giovanni Battista, Ignazio e Michele Arcangelo.

Sandro Botticelli, Pala di San Barnaba, 1487, tempera su tavola, 268x280 cm. Firenze, Galleria degli Uffizi.
Sandro Botticelli, Pala di San Barnaba, 1487, tempera su tavola, 268×280 cm. Firenze, Galleria degli Uffizi.

Dopo l’arrivo nel 1490 di Girolamo Savonarola presso il convento di San Marco, il clima spirituale e quello politico di Firenze erano cambiati rapidamente. E l’accesa predicazione moralizzatrice e pauperistica del frate ferrarese ha una sensibile influenza anche sulla produzione artistica di Botticelli, che in breve muta radicalmente la sua pittura, sia nei temi e nei soggetti trattati sia negli accenti stilistici. Le opere degli ultimi quindici anni della sua attività appaiono più o meno legate a questa crisi profonda della società fiorentina che, nel 1494, culminerà nella cacciata dei Medici dalla città.

Sullo scorcio del secolo si colloca probabilmente l’intenso Compianto sul Cristo morto, dipinto per la Chiesa di Santa Maria Maggiore a Firenze. Le figure dei dolenti e delle pie donne sembrano sul punto di franare dal dolore sul corpo di Cristo, mentre alla sommità del gruppo si erge un ispirato Nicodemo, che, sullo sfondo del sepolcro, leva lo sguardo e le mani, che recano la corona di spine e i chiodi della croce, al cielo. Si sa che il committente dell’opera appartenne ai seguaci di Savonarola, i cosiddetti “Piagnoni”, ma l’adesione del Botticelli a questo gruppo non è stata provata.

Sandro Botticelli, "Compianto sul Cristo morto"", 1495-1500 ca., tempera su tavola, 107x71 cm. Milano, Museo Poldi Pezzoli.
Sandro Botticelli, “Compianto sul Cristo morto””, 1495-1500 ca., tempera su tavola, 107×71 cm. Milano, Museo Poldi Pezzoli.

Nel 1504, a testimonianza del prestigio di cui godeva nell’ambiente artistico della sua città, Botticelli viene nominato membro della commissione che deve decidere la collocazione più idonea per il David di Michelangelo.

Gli ultimi anni del più famoso pittore fiorentino del XV secolo non saranno facili: vecchio, malato e in cattive condizioni economiche, Sandro Botticelli morirà nella sua Firenze il 17 maggio 1510.