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Botticelli – la vita e le opere

Sandro Filipepi, detto il Botticelli, nasce a Firenze il 1° marzo 1445.

È uno degli artisti del Rinascimento fiorentino che gode di maggiore popolarità.

La sua formazione artistica si svolge a Firenze presso Filippo Lippi e, dopo la morte di quest’ultimo, per un breve periodo, nella bottega di Andrea del Verrocchio.

Botticelli opere

Madonna col Bambino stante e un angelo

L’opera autonoma più antica del Botticelli arrivata fino a noi è forse la tavola raffigurante la Madonna col Bambino stante e un angelo.

Sandro Botticelli, "Madonna col Bambino stante e un angelo", 1465 ca., tempera su tavola, 115,2x70 cm. Ajaccio (Corsica, Francia), Palais Fesch, Musées des Beaux-Arts.
Sandro Botticelli, “Madonna col Bambino stante e un angelo”, 1465 ca., tempera su tavola, 115,2×70 cm. Ajaccio (Corsica, Francia), Palais Fesch, Musées des Beaux-Arts.

Allegoria della Fortezza

Nel 1470, quando il giovane pittore è già titolare di una propria bottega, mostra di essere in grado di produrre un capolavoro, sia dal punto di vista tecnico sia da quello stilistico, come l’Allegoria della Fortezza. L’opera appartiene a una serie di sette figure delle Virtù commissionate dal Tribunale della Mercanzia a Piero del Pollaiolo.

Sandro Botticelli, "Allegoria della Fortezza", 1470, tempera su tavola, 167x87 cm. Firenze, Galleria degli Uffizi.
Sandro Botticelli, “Allegoria della Fortezza”, 1470, tempera su tavola, 167×87 cm. Firenze, Galleria degli Uffizi.

Adorazione dei Magi

È del 1475 ca., invece, uno dei dipinti più noti dell’artista, Adorazione dei Magi.

Ritratto di Giuliano de’ Medici

Nel corso degli anni Settanta del Quattrocento Botticelli dipinge una ricca serie di ritratti a testimonianza del suo interesse per questo genere. Fra questi spicca il Ritratto di Giuliano de’ Medici.

Sandro Botticelli, "Ritratto di Giuliano de' Medici", 1478-1480, tempera su tela, 75,5x52,5 cm. Washington, National Gallery.
Sandro Botticelli, “Ritratto di Giuliano de’ Medici”, 1478-1480, tempera su tela, 75,5×52,5 cm. Washington, National Gallery.

Il dipinto rappresenta una celebrazione postuma di Giuliano ucciso nel 1478 nel corso  della tragica Congiura dei Pazzi, dalla quale invece si è salvato il fratello Lorenzo dei Medici detto il Magnifico.

Pallade e il centauro, Primavera, Nascita di Venere

Attorno agli anni Ottanta del Quattrocento Botticelli raggiunge l’apice della fama, anche per la sua intimità con gli esponenti di spicco della famiglia Medici. Fra questi, Giovanni di Pierfrancesco de’ Medici e suo fratello Lorenzo, appartenenti al ramo cadetto della famiglia, e cugini di Lorenzo il Magnifico.

Per i due fratelli l’artista dipinge alcuni  capolavori, tra i quali la Pallade e il centauro e la Nascita di Venere.

"Nascita di Venere", 1485. Tempera su tela, 172,5x278,5 cm. Firenze, Galleria degli Uffizi.
Sandro Botticelli, “Nascita di Venere”, 1485. Tempera su tela, 172,5×278,5 cm. Firenze, Galleria degli Uffizi.

La Nascita di Venere assieme alla cosiddetta Primavera sono capolavori oggetto di grande adorazione.

Madonna col Bambino in trono

Tra le opere religiose di Botticelli spicca l’imponente pala dipinta nel 1487 per la Chiesa di San Barnaba a Firenze.

Si tratta della Madonna col Bambino in trono fra quattro angeli e i santi Caterina d’Alessandria, Agostino, Barnaba, Giovanni Battista, Ignazio e Michele Arcangelo.

Pala di San Barnaba, 1487, tempera su tavola, 268x280 cm. Firenze, Galleria degli Uffizi.
Sandro Botticelli, Pala di San Barnaba, 1487, tempera su tavola, 268×280 cm. Firenze, Galleria degli Uffizi.

Dopo l’arrivo nel 1490 di Girolamo Savonarola presso il convento di San Marco, il clima spirituale e quello politico di Firenze cambiano rapidamente.

L’accesa predicazione moralizzatrice e pauperistica del frate ferrarese ha inoltre una sensibile influenza anche sulla produzione artistica di Botticelli. Egli in breve muta radicalmente la sua pittura, sia nei temi e nei soggetti trattati sia negli accenti stilistici.

Le opere degli ultimi quindici anni della sua attività appaiono più o meno legate a questa crisi profonda della società fiorentina che, nel 1494, culminerà nella cacciata dei Medici dalla città.

Compianto sul Cristo morto

Sullo scorcio del secolo si colloca probabilmente l’intenso Compianto sul Cristo morto, dipinto per la Chiesa di Santa Maria Maggiore a Firenze. Le figure dei dolenti e delle pie donne sembrano sul punto di franare dal dolore sul corpo di Cristo, mentre alla sommità del gruppo si erge un ispirato Nicodemo. Egli, sullo sfondo del sepolcro, leva lo sguardo e le mani, che recano la corona di spine e i chiodi della croce, al cielo.

Si sa che il committente dell’opera apparteneva ai seguaci di Savonarola, i cosiddetti “Piagnoni”, ma l’adesione del Botticelli a questo gruppo non è stata provata.

"Compianto sul Cristo morto"", 1495-1500 ca., tempera su tavola, 107x71 cm. Milano, Museo Poldi Pezzoli.
Sandro Botticelli, “Compianto sul Cristo morto””, 1495-1500 ca., tempera su tavola, 107×71 cm. Milano, Museo Poldi Pezzoli.

Gli ultimi anni

Nel 1504, a testimonianza del prestigio di cui gode nell’ambiente artistico della sua città, Botticelli è nominato membro della commissione che deve decidere la collocazione più idonea per il David di Michelangelo.

Gli ultimi anni del più famoso pittore fiorentino del Quattrocento non saranno facili: vecchio, malato e in cattive condizioni economiche, Botticelli morirà nella sua Firenze il 17 maggio 1510.

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