La Vergine delle rocce di Leonardo da Vinci: analisi delle due versioni
Leonardo da Vinci "La Vergine delle rocce". A sinistra la prima versione: 1483-1486, olio su tavola trasportato su tela, 199x122 cm, Parigi, Museo del Louvre. A destra la seconda versione: 1491-1508 ca., olio su tavola, 189,5x120 cm. Londra, National Gallery.

La Vergine delle rocce: analisi delle due versioni de La Vergine delle rocce di Leonardo da Vinci.

Il 25 aprile del 1483 i membri della Confraternita dell’Immacolata Concezione commissionano a Leonardo da Vinci il dipinto La Vergine delle rocce per la loro cappella in San Francesco Grande a Milano (una chiesa non più esistente).

Questo impegno ha tuttavia una storia travagliata e Leonardo arriverà a eseguire due dipinti, di medesimo soggetto, differenziati solo per alcune varianti oltre che per una diversa tenuta qualitativa.

La prima versione del “La Vergine delle rocce”, oggi al Louvre, pare sia stata terminata attorno al 1486, ma un contenzioso sulla valutazione dovette convincere Leonardo a non consegnarla alla Confraternita. Pertanto avrebbe realizzato la seconda pala, ora a Londra, ricorrendo ampiamente ad aiuti e sarebbe stata consegnata solo nel 1508, estinguendo ogni contrasto con i primi committenti.
Nel corso di questo percorso Leonardo dovette venire incontro anche ad altre loro richieste, semplificando l’originale iconografia del dipinto.

Il soggetto nei due dipinti è lo stesso: Leonardo dipinse il momento dell’incontro nel deserto del Sinai tra Gesù Bambino e Giovanni Battista, anch’egli fanciullino, alla presenza della Vergine e di un angelo. Le figure sono ambientate in un paesaggio roccioso, sulla soglia di una grotta in penombra.

Nella tavola parigina Gesù Bambino e il Battista fanciullo sono nudi, entrambi privi di aureole e della piccola croce (per il Battista). Inoltre, in modo singolare, l’angelo attira l’attenzione di colui che guarda sul san Giovannino, indicandolo con il dito puntato verso l’altro lato della pala. Nell’opera ora a Londra sparisce proprio questo gesto; i nudi non sono più integrali e compaiono le aureole (sebbene potrebbe trattarsi di aggiunte posteriori); diverso e molto meno pittorico, il costume dell’angelo; più grezza è la fattura delle teste, in particolare di Gesù; le rocce sono come raschiate, umidità e atmosfera sono quasi dissolte, la mirabile “naturalezza” degli atteggiamenti reciproci si incrina in sfumature un po’ leziose.

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