La filosofia: quando nasce e perché, i primi filosofi

Spiegazione semplice e completa su cos’è la filosofia, quando e dove nasce, le ragioni per cui nasce; i primi filosofi.

Che cos’è la filosofia

La filosofia è un campo di studi:

  • si pone domande;
  • riflette sul mondo e sull’essere umano;
  • indaga sul senso dell’essere e dell’esistenza umana;
  • analizza le possibilità e i limiti della conoscenza.

Quando nasce e dove nasce la filosofia

La filosofia andò maturando tra l’inizio del VI secolo a.C. e la metà del V secolo a.C. soprattutto in due ambienti: nella ricca Ionia e nell’Occidente greco, vale a dire l’Italia meridionale e la Sicilia.

I pensatori del VI secolo a.C. si prefiggevano di investigare la realtà senza ricorrere a motivazioni sovrannaturali e/o divine.

La scuola ionica

I rappresentanti della cosiddetta «scuola ionica» ricercarono infatti l’arché, il «principio primo» da cui discendono tutte le cose, identificandolo con diversi elementi:

La scuola pitagorica in Magna Grecia

All’altra estremità del mondo greco, in Sicilia e nell’Italia meridionale, Pitagora (580/570 a.C. – 495 a.C.), in età adulta, si stabilì a Crotone e lì fondò la sua scuola.

La scuola pitagorica si configurava come una società segreta, alla quale si era ammessi attraverso una serie di rituali iniziatici. Gli adepti conducevano un’austera vita comunitaria, seguivano strettamente una serie di norme di comportamento e di alimentazione e si sottoponevano all’autorità assoluta dello scolarca (il capo della scuola). Un fatto inusuale è che l’associazione era aperta anche alle donne e agli stranieri.

I Pitagorici si diramarono anche in altre città della Magna Grecia, come Reggio e Metaponto.

La scuola non si esaurì con la morte del suo caposcuola; filosofi pitagorici erano noti ancora più di un secolo dopo.

Data la segretezza delle dottirne, che non potevano circolare all’esterno della cerchia degli iniziati, è difficile tracciare un quadro attendibile del pensiero di Pitagora e dei suoi discepoli. Si sa per certo che fondavano il loro insegnamento sulla matematica (assegnando tuttavia ai numeri una valenza mistica e simbolica), sull’astronomia, sulla geometria e sulla musica.

I Pitagorici credevano inoltre nella metempsicosi e praticavano forme di ascesi e di educazione dell’anima in cui la musica aveva una notevole parte.

Il movimento sofistico

Nel corso del secolo compreso tra la fine vittoriosa delle guerre persiane e la morte di Alessandro Magno (323 a.C.) il centro della riflessione filosofica si sposta in particolare ad Atene.

L’Atene del V secolo a.C. è l’Atene vittoriosa, l’Atene che ha sconfitto il nemico persiano. A questo si aggiunga la crisi dell’aristocrazia, l’accresciuta potenza della borghesia cittadina, l’espandersi dei traffici e dei commerci, l’avvento della democrazia.

L’affermarsi della democrazia in Atene rese sempre più importante, ai fini del successo nell’agone politico, l’arte del persuadere i propri concittadini nelle assemblee: i sofisti furono appunto ammirati maestri di retorica, che insegnavano dietro pagamento ai giovani ambiziosi e ricchi della nuova società ateniese le tecniche del parlare e del convincere. Gli esponenti principali del movimento sofistico furono Protagora di Abdera e Gorgia di Lentini.

Socrate

Contemporaneo dei sofisti è Socrate. Egli mette in luce l’insufficienza del vuoto tecnicismo retorico dei sofisti e vuole che ciascuno proceda all’esame delle regole di condotta acriticamente accettate.

Di qui i lunghi e minuziosi interrogatori a cui sottopone i suoi interlocutori, costringendoli a uscire dall’inerzia e dalla passività e a diventare coscienze vigili e inquiete, preoccupate di individuare nel profondo il senso e la motivazione dei propri atti.

Attraverso il dialogo socratico l’interlocutore giudica se stesso, scopre le contraddizioni e le incoerenze delle proprie superficiali giustificazioni e si persuade della necessità della scienza, vala a dire di un sapere autentico.

Consapevole ormai della propria ignoranza, l’interlocutore ben disposto finisce per acquisire il bene più prezioso: l’esigenza di proseguire la ricerca fino a raggiungere il persuaso accordo con se stesso. E poiché questo risultato è possibilie, anche se richiede impegno e fatica, si deve concludere che nell’ordine morale non tutto è arbitrio e convenzione. L’uomo che «conosce se stesso» scopre che esistono valori assoluti; nel possesso di essi consiste il vero sapere, dall’obbedienza a essi nascono la virtù e la felicità.

L’influenza di Socrate sulla filosofia del IV secolo è determinante tanto da ispirare la nascita di alcune scuole:

  • la cinica, fondata da Antistene;
  • cirenaica, avviata da Aristippo;
  • megarica, guidata da Euclide;
  • l’Accademia di Platone.

Platone

Platone (427-347 a.C.) dopo aver ricevuto una prestigiosa educazione, nel 407 divenne discepolo di Socrate. Seguì il maestro fino alla sua morte (399 a.C.).

Il pensiero di Platone ci è noto dalle sue opere. Nella monumentale Repubblica delinea la sua utopia dello Stato ideale, vale a dire lo Stato che abbia come fine ultimo l’educazione e la felicità dei cittadini.

La meditazione di questo tema fondamentale lo conduce alla costruzione di una nuova filosofia esposta nei suoi Dialoghi.

I primi dialoghi sono generalmente rivolti a dimostrare che l’opinione non vagliata dal pensiero dialettico è illusoria e falsa e che la vera conoscenza è fondata solo sulla forza del pensiero che cerca la verità.

Poi, nei dialoghi della maturità, si sviluppa la parte metafisica della sua dottrina, sostanzialmente fondata sul presupposto che la vera realtà non è quella che l’uomo può vedere o di cui può fare esperienza in questo mondo, illusorio anch’esso; la realtà più vera e alta si trova nel mondo delle Idee e soprattutto nell’idea suprema che è quella del Bene cui l’anima umana – e in particolare quella del filosofo – deve tendere attraverso tutta la sua vita, mediante la virtù e l’applicazione alla filosofia e alla giustizia.

Così Platone presenta un modello di filosofia svincolata dagli altri saperi (come per esempio le scienze, tranne quelle matematiche e geometriche che sono astratte e dialettiche) e finalizzata non alla felicità individuale di una persona o alla sua affermazione nel mondo (come avevano fatto i sofisti, con i quali polemizza aspramente), ma alla ricerca della verità attraverso la libertà di pensiero.

Aristotele

Aristotele (384-322 a.C.) discepolo di Socrate e fondatore del Liceo.

Formalizzò le regole del ragionamento (la logica), con cui investigò ogni aspetto della realtà e ogni campo di conoscenza (metafisica, fisica, matematica, poetica, retorica, politica ecc.).

Alla guida del Liceo gli successe Teofrasto (370-286 a.C.), anch’egli caratterizzato da molteplici interessi culturali, specie naturalistici.

Il declino della Grecia classica

Aristotele visse alla fine di un’era. Alessandro Magno, che fu suo allievo, morì poco prima di lui. Ebbe così inizio il periodo ellenistico della storia greca.

Atene continuò a essere il luogo della filosofia per eccellenza; accanto al Liceo e all’Accademia, che rimasero attivi fino a epoca tarda, la città fu culla di grandi scuole filosofiche di età ellenistica. Fra esse ricordiamo l’Epicureismo, lo Stoicismo e lo Scetticismo.