Teofrasto: biografia e opere

Teofrasto nacque a Efeso nell’isola di Lesbo intorno al 370 a.C. Teofrasto, ossia «divino parlatore», è il soprannome che Aristotele attribuì al suo discepolo prediletto, Tirtamo di Lesbo.

Morto Aristotele nel 322 a.C. fu nominato per testamento direttore del Liceo. Il Liceo divenne così la sede definitiva della scuola aristotelica, che continuò a godere di straordinaria fortuna. Secondo un’informazione riportata da Diogene Laerzio, alle lezioni di Teofrasto assistevano persino duemila studenti, attirati anche dalle sue doti di brillante conferenziere.

Morì nel 286 a.C.

Le opere

Teofrasto scrisse numerose opere. Come il maestro ebbe infatti molteplici interessi, anche se in lui lo scienziato prevale sul filosofo.

Della sua immensa produzione restano due opere complete di botanica: la Storia delle piante in nove libri e le Cause delle piante in sei libri; e l’opuscolo Caratteri, al quale è legata la sua fama.

I Caratteri, Teofrasto

Sono trenta brevi bozzetti, ciascuno dei quali descrive un tipo umano, caratterizzato da un certo difetto morale: 1 l’essere bugiardi; 2 l’adulazione; 3 il parlare a vanvera; 4 l’essere rude nel carattere e nei modi; 5 il cercare a tutti i costi di essere graditi; 6 la spudoratezza; 7 la loquacità; 8 il raccontar balle; 9 l’essere arraffoni; 10 la tirchieria; 11 la maleducazione; 12 l’essere inopportuni; 13 l’essere impiccioni; 14 la sventatezza; 15 la zoticheria; 16 la superstizione; 17 la incontentabilità; 18 la diffidenza; 19 la repellenza; 20 la mancanza di tatto; 21 la vanità; 22 la taccagneria; 23 la millanteria; 24 la superbia; 25 la viltà; 26 l’essere reazionari; 27 il voler essere sempre giovani; 28 la maldicenza; 29 la furfanteria; 30 l’avarizia.

Lo schema seguito per rappresentare ciascun carattere è uniforme: ad una chiara e precisa definizione del tipo preso in esame segue la sua descrizione mediante esemplificazioni di situazioni concrete nelle quali quel carattere ha modo di rivelarsi.

Lo stile è essenziale, privo di artifici o ridondanze, tipico dello distacco dello scienziato che esegue l’analisi.