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Terza guerra d’indipendenza italiana, 1866

La Terza guerra d’indipendenza italiana fu combattuta dal Regno d’Italia, alleata con la Prussia, contro l’Impero austriaco, dal 20 giugno 1866 al 12 agosto 1866. L’obiettivo era quello di liberare i territori della penisola ancora sotto la dominazione austriaca, approfittando del conflitto in corso tra l’Austria e la Prussia. La terza guerra d’indipendenza italiana fu quindi parte della più ampia guerra austro-prussiana del 1866.

Nonostante le pesanti sconfitte subite dall’esercito italiano a Custoza e dalla flotta a Lissa, la vittoria della Prussia a Sadowa sull’Austria, rese possibile, con la Pace di Vienna, l’annessione del Veneto, di Mantova e di parte del Friuli all’Italia.

Il contesto – l’accordo con la Prussia di Bismarck

Il conte Otto von Bismarck (1815-1898), nominato nel 1862 primo ministro della Prussia dal re Guglielmo I (1861-1888), puntava all’unificazione della Germania, riunendo sotto l’autorità della Prussia tutti gli stati tedeschi, distinti dall’Austria e dall’Ungheria.

Il contrasto tra Austria e Prussia si fece acuto nel 1864-1865, quando le due potenze, dopo essersi accordate per strappare alla Danimarca i ducati di Schleswig, Holstein e Lauenburg, entrarono in conflitto circa l’amministrazione dei territori conquistati.

In vista dell’imminente guerra con l’Austria, Bismarck svolse un abile lavoro di preparazione diplomatica. Si assicurò la neutralità della Russia e di Napoleone III (che vedeva con favore il possibile indebolimento dell’Austria) e nella primavera del 1866, propose al neocostituito Regno d’Italia (sorto nel 1861) un’alleanza anti-austriaca, essendo a conoscenza delle tensioni provocate dalla presenza austriaca in Veneto. L’intento di Bismarck era quello di impegnare l’Austria su due fronti.

L’8 aprile 1866 l’Italia firmò un accordo segreto con la Prussia in base al quale l’Italia si impegnava a dichiarare guerra all’Austria se la Prussia, entro tre mesi dalla firma dell’accordo, fosse entrata in guerra contro l’Impero austriaco. In caso di vittoria della coalizione, il trattato garantiva all’Italia l’annessione del Veneto. Questo accordo portò allo scoppio dela Terza guerra d’indipendenza italiana.

La Terza guerra d’indipendenza italiana, 1866

L’entrata in guerra

La Prussia attaccò l’Austria il 15 giugno 1866. Come d’accordo, cinque giorni dopo, il 20 giugno 1866, l’Italia dichiarò guerra all’Austria.

Gli italiani furono sconfitti sia per terra (l’esercito fu battuto a Custoza il 24 giugno 1866) sia sul mare (la marina fu battuta a Lissa il 20 luglio 1866). Solo Giuseppe Garibaldi ottenne una vittoria a Bezzecca, in Trentino, con i suoi Cacciatori delle Alpi (21 luglio 1866).

L’Austria fu duramente sconfitta a Sadowa (nell’attuale Repubblica Ceca) il 3 luglio 1866 dai prussiani. Giocarono a favore dei prussiani la perfetta organizzazione dell’esercito, guidato dal generale von Moltke, la migliore qualità degli armamenti (le truppe erano dotate per la prima volta di fucili a retrocarica, che consentivano una superiore rapidità di tiro), la tempestività degli spostamenti dovuta a un razionale sfruttamento delle ferrovie.

Grazie a questo successo la Prussia poté riunire sotto di sé tutti gli Stati tedeschi del Nord. Gli Stati del Sud, invece, pur ottenendo l’indipendenza dall’Austria, non vollero unirsi ai prussiani e formarono una confederazione separata.

L’Armistizio di Cormons e la Pace di Vienna

L’Armistizio di Cormons del 12 agosto 1866 stabilì la fine delle ostilità tra il Regno d’Italia e l’Impero austriaco, nel corso della Terza guerra d’indipendenza. Il 3 ottobre dello stesso anno venne firmata la Pace di Vienna. In base all’accordo di pace, l’Impero austriaco avrebbe ceduto il Veneto, il Friuli e la provincia di Mantova (ultimi territori rimasti del Regno Lombardo-Vento) alla Francia, che a sua volta li avrebbe poi trasferiti al Regno d’Italia, previo il consenso degli abitanti dei territori interessati, tramite un plebiscito, che si tenne il 21 e il 22 ottobre. L’Austria si rifiutò di cedere direttamente questi territori all’Italia, poiché gli austriaci avevano sconfitto gli italiani durante la guerra.

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