Zoroastrismo
Ahura Mazda, il dio venerato dai Persiani, dal palazzo reale di Persepoli

Lo Zoroastrismo, la religione fondata da Zarathustra: le origini, le divinità, le convinzioni fondamentali, il culto dei morti, i libri sacri.

Lo Zoroastrismo si fonda sulla dottrina del profeta Zarathustra (poi chiamato Zoroastro dai Greci). Zarathustra visse forse nel XII sec. a.C. e operò nel nord-est della Persia (attuale Iran). In Occidente la figura del profeta Zarathustra è nota per il suo utilizzo da parte del filosofo Friedrich Nietzsche in Così parlò Zarathustra.

Zarathustra si riteneva direttamente ispirato da Dio, che lo aveva chiamato alla sua missione attraverso una serie di visioni. Il suo insegnamento incominciò a diffondersi nel VII sec. a.C., e nel VI sec. a.C., con la fondazione dell’Impero persiano da parte di Ciro il Grande, lo Zoroastrismo divenne la religione ufficiale, diffusa dalla Grecia all’Egitto, fino all’India settentrionale.

Questa religione dominò l’area persiana fino alla conquista araba. Oggi permangono comunità zoroastriane in Iran, Tagikistan, Azerbaigian e India (i cosiddetti Parsi, comunità fuggite dall’Iran nel periodo della sua islamizzazione e rifugiatesi in India).

Lo Zoroastrismo è una religione dualista, cioè ritiene il mondo dominato da due divinità, che rappresentano due poli contrapposti: Ahura Mazda, creatore della vita, coadiuvato da spiriti buoni, e Angra Mainyu, divinità malvagia, coadiuvato da spiriti demoniaci.

Il destino di ogni uomo dipende dalla scelta che egli compie a favore di una delle due divinità. Se l’uomo pratica la giustizia, pensa, parla e agisce rettamente e per amore della verità, la sua ricompensa sarà il paradiso dopo la morte. Chi sceglie il male è invece destinato alla casa della menzogna, luogo di eterni tormenti.

Particolarmente importante è il rito di iniziazione attraverso cui i giovani vengono accolti nello Zoroastrismo.

Per quanto riguarda i cerimoniali di morte, nei tempi antichi i cadaveri (ritenuti impuri, perché subito dopo la morte vengono invasati da demoni e spiriti maligni) non potevano essere né seppelliti né bruciati (terra e fuoco sono considerati elementi sacri, puri), ma venivano esposti agli avvoltoi sulle torri del silenzio (alte impalcature). Anche i re persiani Dario, Ciro e Serse, in quanto zoroastriani, furono spolpati dagli avvoltoi prima di essere sepolti. Oggi, la tradizione dell’esposizione è seguita solo dai Parsi; gli altri ricorrono alla cremazione e all’inumazione (la bara viene però posta nel cemento per non contaminare la purezza della terra).

L’insegnamento di Zarathustra è contenuto in diciasette inni (Gatha) raccolti nel libro sacro Avesta composta da una parte poetica più una serie di commentari.

Dopo il III secolo dallo Zoroastrismo ufficiale si distaccò lo Zurvanismo, una corrente sacerdotale che nega la libertà e la sostanziale bontà del mondo.