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Asse Roma Berlino: l’alleanza italo-tedesca

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L’Asse Roma Berlino è il patto di amicizia formale firmato da Germania e Italia il 25 ottobre 1936 e ufficializzato da Mussolini il 1° novembre 1936, durante un discorso tenuto a Milano, nel quale utilizzò per la prima volta l’espressione “asse”:

Questa verticale Berlino-Roma non è un diaframma, è piuttosto un asse attorno al quale possono collaborare tutti gli Stati europei animati da volontà di collaborazione e di pace.

Si trattava di un forte accordo di stabile alleanza e collaborazione tra i due Stati, per meglio realizzare le rispettive politiche di espansione e intorno al quale avrebbe dovuto ruotare, da allora in poi, la politica europea.

L’Asse Roma-Berlino fu il preludio al Patto d’Acciaio, l’alleanza militare che Italia e Germania avrebbero siglato nel 1939, che prevedeva l’impegno per i due contraenti a scendere in guerra a fianco dell’alleato senza alcuna riserva. Nel 1940 il Patto d’Acciaio fu esteso anche al Giappone con il Patto tripartito, il cosiddetto Asse Roma-Berlino-Tokyo, cui aderirono poi alcune potenze secondarie, come la Bulgaria, l’Ungheria e la Romania, che prevedeva il dominio della Germania sulla maggior parte dell’Europa continentale, il dominio dell’Italia sul Mediterraneo e il dominio del Giappone sull’Asia Orientale e sul Pacifico.

Perché l’Italia si alleò con la Germania nell’Asse Roma Berlino?

L’Italia si alleò con la Germania nell’Asse Roma-Berlino principalmente a causa dell’isolamento internazionale seguito all’invasione dell’Etiopia (1935-1936), che provocò le sanzioni della Società delle Nazioni e la rottura dei rapporti con Francia e Gran Bretagna, fortemente contrarie alla nascita di una nuova potenza coloniale. La Germania, invece, riconobbe l’annessione italiana dell’Etiopia.

A ciò si aggiunga che i due Paesi condividevano ideologie totalitarie, nazionaliste e anti-comuniste. Entrambi i regimi, poi, miravano a rovesciare l’ordine internazionale stabilito dai trattati di pace della Prima guerra mondiale per espandere le rispettive sfere d’influenza. I due Paesi, quindi, si riavvicinarono, superando i precedenti dissidi sulla questione austriaca. Tale riavvicinamento fu sancito il 25 ottobre 1936 dalla firma di un patto di amicizia cui si diede il nome di Asse Roma Berlino. Mussolini mirava a usare l’accordo con la potenza tedesca in ascesa per ottenere maggior peso internazionale, ma l’accordo finì per subordinare l’Italia alla politica tedesca .

Asse Roma Berlino: conseguenze

Sebbene Mussolini considerasse l’avvicinamento alla Germania nazista non tanto come una scelta irreversibile, quanto un mezzo di pressione su Francia e Inghilterra, in realtà egli fu sempre più condizionato dall'”amicizia” tedesca, al punto di dover accettare passivamente tutte le iniziative di Hitler. Pertanto, l’Asse Roma-Berlino portò a conseguenze drammatiche:

  • l’Italia partecipò al fianco della Germania nella Guerra civile spagnola (1936-1939) per dare appoggio alle truppe di Francisco Franco, fornendogli sia uomini che mezzi, rimanendo coinvolta in un dispendioso conflitto che servì da preludio alla Seconda guerra mondiale;
  • il 6 novembre 1937 l’Italia aderì al cosiddetto Patto Anticomintern, un accordo stipulato l’anno prima, il 25 novembre 1936, da Germania e Giappone, che impegnava i due Paesi a lottare contro il comunismo internazionale;
  • nel 1938 l’Italia fascista di Mussolini accettò l’annessione dell’Austria alla Germania nazista (Anschluss) e l’emanazione delle leggi razziali simili a quelle tedesche, per dimostrare la sua fedeltà alla Germania.

Dall’Asse alla firma del Patto d’acciaio

L’alleanza italo-tedesca portò successivamente a un’alleanza militare sancita con il Patto d’acciaio, firmato il 22 maggio 1939, che prevedeva l’impegno per i due contraenti a scendere in guerra a fianco dell’alleato senza alcuna riserva.

L’anno seguente, il 27 settembre 1940, l’alleanza militare venne estesa anche al Giappone con il Patto tripartito, il cosiddetto Asse Roma-Berlino-Tokyo, cui aderirono poi alcune potenze secondarie, come la Bulgaria, l’Ungheria e la Romania, che prevedeva il dominio della Germania sulla maggior parte dell’Europa continentale, il dominio dell’Italia sul Mediterraneo e il dominio del Giappone sull’Asia Orientale e sul Pacifico.

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