Guerra civile spagnola (1936-1939) riassunto

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guerra civile spagnola, 1936-1939, riassunto
Robert Capa, morte di un soldato repubblicano, Spagna, 1936

La Guerra civile spagnola (1936-1939) può essere considerata la “prova generale” della Seconda guerra mondiale:

  • per il massiccio impiego di mezzi militari;
  • per il bombardmento su interi paesi e su masse di civili inermi.

La lunga e dolorosa Guerra civile spagnola portò al potere il generale Francisco Franco. Mussolini e Hitler lo aiutarono massicciamente con l’invio di mezzi e di contingenti.

Procediamo con ordine:

In Spagna, nel 1923 il generale Miguel Primo de Rivera con l’appoggio del sovrano Alfonso XIII di Borbone attua un colpo di stato.

Nel 1930 il governo semidittatoriale di Rivera termina per via delle tensioni sociali. Le sinistre lo costringono alle dimissioni.

Nel 1931 democratici e repubblicani vincono le elezioni. Il re non abdica ufficialmente, ma lascia il Paese. Nasce la Repubblica: nel 1932 è promulgata una costituzione democratica molto avanzata.

Il governo repubblicano guidato da Manuel Azaña Díaz, un socialista, si impegna a realizzare una serie di provvedimenti che mirano a edificare un sistema rappresentativo democratico, che introduce la separazione tra Stato e Chiesa e riconosce l’autonomia alla Catalogna e ai Paesi Baschi.

I primi anni di governo repubblicano sono segnati da un periodo di grave instabilità economica e sociale. Si susseguono infatti un fallito colpo di stato militare nell’estate del ’32; un’insurrezione anarchica sanguinosamente repressa nell’autunno del ’34. L’agricoltura rimane fortemente arretrata e ogni riforma è impedita dall’ottusità di un ceto dominante reazionario e dalle tendenze sovversive e antistatali di un proletariato influenzato dalle ideologie anarchico-socialiste.

L’ascesa delle sinistre va a coincidere con l’intensificarsi dell’estremismo anarchico e anticlericale. Per antitesi si verifica la reazione del mondo cattolico e la formazione di movimenti antifascisti che fanno leva sulla paura della borghesia. La Spagna è l’unico paese al mondo in cui la maggiore centrale sindacale, la CNT (Confederación Nacional del Trabajo), è nelle mani degli anarchici. Si sente però allo stesso tempo il peso di un’aristocrazia terriera, mentre il 40% delle terre coltivate sono legate alla Chiesa.

Analizziamo il quadro politico:

  • a sinistra, i socialisti. Essi concedono molto alla retorica rivoluzionaria e appoggiano ogni movimento di contestazione sociale. Nel ’34 una rivolta di minatori nelle Asturie contro il governo centrale di destra trova infatti il consenso di comunisti, anarchici e socialisti;
  • a destra, i cattolici-conservatori. Questi avevano vinto le elezioni nel ’33, rendendosi protagonisti del biennio nero; non si riconoscono però nella costituzione; guardano con favore a un possibile intervento dei militari; sono vicini ai regimi militari e fascisti;
  • al centro ci sono i partiti di ispirazione radicale e democratica-repubblicana.

Nel febbraio 1936 repubblicani, socialisti, radicali, anarchici si uniscono nel Fronte popolare, blocco di coalizione contro l’avanzata delle destre, e vincono le elezioni. Manuel Azaña Díaz è eletto presidente della Repubblica.

Intanto le destre non riconoscono gli avversari come vincitori e costituiscono la Falange, squadra paramilitare che condividono la violenza degli squadristi fascisti; il proletariato vede la vittoria delle elezioni come l’inizio di una rivoluzione sociale contro i proprietari terrieri, i nobili conservatori, il clero cattolico.

Si respira aria di guerra civile, che inizia effettivamente quando i militari si oppongono al governo repubblicano. L’evento scatenante è l’assassinio di José Calvo Sotelo, esponente monarchico conservatore, per mano di un poliziotto, il 13 luglio 1936.

Pochi giorni dopo, il 17 luglio 1936 c’è il colpo di stato di cinque generali, guidati da Francisco Franco, postosi a capo delle forze militari stanziate in Marocco. Assumono il controllo della Spagna occidentale. Il governo repubblicano dà le armi al popolo, organizza i corpi volontari, appoggiato da parte delle forze armate.

La guerra civile spagnola inizialmente è a favore dei repubblicani, che controllano le regioni del Nord-Est, le più ricche e industrializzate. Il generale Francisco Franco avrà però l’appoggio della Germania e dell’Italia, che non rispetteranno il patto di non intervento sancito nel ’36 da Francia, Gran Bretagna, Germania e Italia.

In Francia il governo del Fronte popolare vorrebbe intervenire a favore della repubblica spagnola, ma è bloccata dalla Gran Bretagna, decisa a non muoversi.

Hitler, seguito da Mussolini, si getta immediatamente su quell’occasione sia per favorire un’altra dittatura di destra in Europa sia per sperimentare la forza della Luftwaffe, la nuova aeronautica tedesca. Può così sperimentare nuove tecniche di bombardamento a tappeto su obiettivi civili. Tra le missioni spicca per il suo orrore il bombardamento di Guernica, la città rasa al suolo e diventata il simbolo di quell’epoca bestiale grazie al quadro di un grandissimo pittore spagnolo Pablo Picasso (Guernica di Pablo Picasso clicca qui).

Oltre agli aerei, Hitler manda in Spagna anche forze terrestri armate fino ai denti. Mussolini fa lo stesso con successo molto minore.

L’unico aiuto autentico giunto alla repubblica viene dall’Unione Sovietica. Essa, oltre ad inviare materiale bellico e rifornimenti, costituisce le Brigate internazionali a cui prendono parte comunisti, antifascisti e numerosi intellettuali come Ernest Hemingway e George Orwell.

Il Fronte popolare rimane diviso internamente. Perde progressivamente la componente borghese progressista, impaurita dalla violenza degli anarchici, insofferenti alla disciplina militare; rifiutano qualsiasi compromesso politico, accettato persino dai comunisti. E sono proprio i comunisti a scontrarsi con gli anarchici. Nel 1937 a Barcellona c’è infatti uno scontro violento tra gli anarchici e i comunisti e l’esercito repubblicano. Forti dell’autorevolezza conferita loro dall’appoggio dell’ URSS, i comunisti adottano nei confronti degli anarchici una dura repressione. Molti sono infatti gli anarchici scomparsi tra il 1937 e il 1938 e il POUM, il partito Operaio di Unificazione Marxista, è liquidato anche con l’intervento di agenti sovietici.

Le divisioni interne portano i repubblicani a perdere buona parte del consenso popolare, che si avvicinava ai nazionalisti. E sono i nazionalisti a vincere la guerra. Nel 1938 i franchisti riescono infatti a spezzare in due il territorio controllato dai repubblicani separando Madrid dalla Catalogna.

Perso anche l’appoggio sovietico e delle Brigate internazionali, la Repubblica spagnola resiste per un anno. All’inizio del 1939, i nazionalisti sferrano l’offensiva finale che si conclude con la caduta di Madrid.

La guerra civile spagnola finisce il 1° aprile 1939 con la vittoria dei nazionalisti. Francisco Franco instaura la dittatura, che durerà fino alla sua morte nel 1975.

Dopo aver assistito alla guerra civile spagnola in qualità di inviato speciale, Ernest Hemingway pubblica nel 1940 Per chi suona la campana, in cui racconta la sua esperienza, attraverso il protagonista, suo alter ego, Robert Jordan, giovane professore americano.

Nel 1948 è pubblicata la prima e unica traduzione italiana di Omaggio alla Catalogna, il personale resoconto di George Orwell, scritto in prima persona, della guerra civile spagnola.