La Guerra civile spagnola o Guerra di Spagna si combattè tra il 1936 e il 1939. Può essere considerata la “prova generale” della Seconda guerra mondiale: per il massiccio impiego di mezzi militari, per il bombardmento su interi paesi e su masse di civili inermi. La lunga e dolorosa Guerra civile spagnola portò al potere il generale Francisco Franco, che instaurò una dittatura (il franchismo) durata fino al 1975. L’Italia fascista e la Germania nazista inviarono aiuti decisivi a Franco, fornendo aerei, armi e truppe, per evitare un governo repubblicano/comunista e instaurare un regime alleato.
Le origini della Guerra civile spagnola
La nascita della Repubblica
In Spagna, nel 1931, in seguito alla vittoria elettorale dei repubblicani e dei socialisti, venne deposto Alfonso XIII e, abolita la monarchia, venne proclamata la Seconda Repubblica Spagnola.
La Repubblica avviò una modernizzazione radicale. Venne approvata la Costituzione del 1931, che introdusse il suffragio universale (esteso alle donne nel 1933) e la separazione tra Stato e Chiesa. Le riforme principali riguardarono la redistribuzione delle terre ai braccianti (riforma agraria), l’autonomia della Catalogna e la riduzione del potere dei vertici militari. La Repubblica dovette affrontare scioperi e rivolte da parte di anarchici e conservatori duramente represse dalle forze militari.
Il biennio nero
Le elezioni del 1933 furono vinte dalla destra conservatrice, portando a un “biennio nero” (1933-1935) in cui le riforme progressiste furono congelate o annullate, causando rivolte popolari, come l’insurrezione dei minatori nelle Asturie (1934), duramente repressa da Francisco Franco.
La vittoria del Fronte Popolare e il colpo di stato
Nel 1936 le elezioni furono vinte da una coalizione di sinistra, il Fronte Popolare, costituito da socialisti, repubblicani, comunisti e altre forze. Gli estremisti di destra e i conservatori non riconobbero gli avversari come vincitori e decisero di prendere il potere con un colpo di stato militare (17 luglio 1936) guidato dal generale Francisco Franco.
La Guerra civile spagnola (1936-1939)
Ebbe così inizio la Guerra civile spagnola, durata tre anni (1936-1939) e combattuta tra il governo della Seconda Repubblica Spagnola (repubblicani) e i nazionalisti guidati da Francisco Franco. La Guerra si svolse tra combattimenti durissimi, con violenze ed eccessi da ambo le parti, che causarono circa mezzo milione di morti: 150 mila di questi erano civili, rimasti vittime dei bombardamenti aerei.
L’intervento internazionale
Il conflitto fu caratterizzato anche da un forte intervento internazionale. Hitler, seguito da Mussolini, si gettò immediatamente su quell’occasione sia per favorire un’altra dittatura di destra in Europa sia per sperimentare la forza della Luftwaffe, la nuova aeronautica tedesca. Poté così sperimentare nuove tecniche di bombardamento a tappeto su obiettivi civili. Tra le missioni dell’aviazione tedesca spiccò per il suo orrore il bombardamento di Guernica, nel nord della Spagna: la città rasa al suolo è diventata il simbolo di quell’epoca bestiale grazie al quadro di un grandissimo pittore spagnolo Pablo Picasso (Guernica di Pablo Picasso).
Mentre la Germania nazista e l’Italia fascista fornirono sostegno militare e logistico ai nazionalisti, l’Unione Sovietica appoggiò i repubblicani, con l’invio di materiale bellico e rifornimenti, e provvide a organizzare le Brigate internazionali, cioè reparti di volontari antifascisti provenienti da tutti i Paesi: vi presero parte anche numerosi intellettuali come Ernest Hemingway e George Orwell.
La vittoria di Francisco Franco
Nonostante la collaborazione dell’URSS e l’impegno di migliaia di volontari europei, l’inferiorità militare dei repubblicani risultò evidente. Ad accrescere la debolezza dell’esercito repubblicano c’erano anche le divisioni interne alla sinistra: i contrasti politici fra comunisti filosovietici, socialisti e anarchici sfociarono addirittura nello scontro armato.
Più unito e dotato di mezzi migliori, l’esercito di Franco ottenne così la vittoria: tra gennaio e marzo del 1939 occupò Barcellona e Madrid. La guerra civile spagnola terminò il 1° aprile 1939. La democrazia era finita anche in Spagna; Francisco Franco instaurò la dittatura franchista, che durò fino alla sua morte nel 1975. A settembre dello stesso anno (1939) iniziò la Seconda guerra mondiale. Francisco Franco, nonostante le ripetute pressioni di Hitler, si rifiutò sempre di entrare nel conflitto.
Le conseguenze politiche e sociali della Guerra civile spagnola
La guerra civile spagnola ha prodotto una lunga dittatura militare di stampo fascista (franchismo), durata fino al 1975, che ha causato:
- una società repressa e controllata, con migliaia di persone imprigionate, torturate o giustiziate per le loro idee repubblicane o socialiste;
- centinaia di migliaia di rifugiati (intellettuali, politici, cittadini comuni) fuggirono all’estero, privando il paese di una vasta classe dirigente e intellettuale;
- la Chiesa cattolica riacquistò un ruolo centrale nell’istruzione e nella vita sociale, smantellando le riforme laiche della Seconda Repubblica;
- ritardo nello sviluppo democratico rispetto al resto dell’Europa occidentale.
La testimonianza letteraria di Hemingway e Orwell
Dopo aver assistito alla guerra civile spagnola in qualità di inviato speciale, Ernest Hemingway pubblicò nel 1940 Per chi suona la campana, in cui raccontò la sua esperienza, attraverso il protagonista, suo alter ego, Robert Jordan, giovane professore americano.
Nel 1948 venne pubblicata la prima e unica traduzione italiana di Omaggio alla Catalogna, il personale resoconto di George Orwell, scritto in prima persona, della guerra civile spagnola.

