il fascismo in italia

Il Fascismo in Italia: riassunto di storia.

Negli anni immediatamente successivi alla Prima guerra mondiale, l’Italia fu colpita da una grave crisi economica e sociale che influì notevolmente sulla vita politica e favorì la nascita e l’ascesa al potere del movimento fascista, fondato da Benito Mussolini il 23 marzo 1919 (per un approfondimento leggi Mussolini fonda i Fasci di combattimento).
Tale movimento si caratterizzò subito per l’uso della violenza messa in atto dalle «squadre d’azione» fasciste, gruppi armati che commettevano violenze e rappresaglie contro gli oppositori.

Il potere conferito a Mussolini dopo la marcia su Roma (28 ottobre 1922), consentì al duce di costruire il nuovo regime, impadronendosi del potere in Italia.
In pochi anni il governo fascista instaurò una dittatura, eliminando ogni forma di democrazia: le elezioni politiche vennero messe sotto controllo, i partiti politici contrari al fascismo vennero eliminati, la libertà di stampa e la libertà di parola soppresse, la pena di morte ripristinata, gli impieghi pubblici furono riservati agli iscritti al partito fascista. Gli oppositori al fascismo venivano incarcerati e lasciati morire in carcere, come successe all’intellettuale comunista Antonio Gramsci (in prigione dal 1926 al 1935); venivano perseguitati, costretti all’esilio o mandati al confino, lontano dalle loro case. Molti furono anche malmenati e uccisi dalle squadre fasciste.

Il fascismo era un movimento fortemente nazionalista: esso infatti mirava a esaltare la nazione italiana al di sopra delle altre, dimostrandone la superiorità. Perciò Mussolini lanciò un’orgogliosa campagna per l’autarchia, cioè per il consumo di prodotti italiani in sostituzione di quelli esteri: orzo al posto del caffè, suole di sughero invece che di cuoio, stoffa di fiori di ginestra invece che di cotone, divise militari di orbace (una specie di ortica) invece che di lana, pellicce di gatto al posto di quelle di visone. All’interno dell’Italia le minoranze che parlavano lingue diverse dall’italiano furono costretti a usare esclusivamente la lingua italiana e il governo fece cambiare perfino i nomi dei paesi e delle persone. Tutti i nomi stranieri furono sostituiti con nomi italiani; per esempio: da flirt a “amoretto”; da cognac a “arzente”; da penalty a “rigore”; da goal a “rete”.

Al di fuori dell’Italia il fascismo cercò di rafforzare ed estendere i domini coloniali. L’esercito italiano riconquistò la Libia, che era una colonia italiana, e nel 1936 attaccò e conquistò l’Etiopia, uno Stato indipendente nell’Africa centro-orientale. L’attacco italiano provocò però le critiche degli altri Paesi europei e l’Italia si ritrovò isolata.

Per uscire dall’isolamento, il governo fascista rafforzò i legami con il governo tedesco: la Germania era, dal 1933, sotto una feroce dittatura, quella nazionalsocialista, guidata da Adolf Hitler, che incitava all’odio contro gli ebrei e mirava ad ampliare i territori tedeschi in Europa (per un approfondimento leggi Il Nazismo in Germania, nascita e ascesa clicca qui).
Anche in Italia vennero approvate le leggi razziali (1938) che discriminavano fortemente gli ebrei e impedivano loro di lavorare in uffici pubblici, di insegnare, di sposare persone che non fossero ebree.
Nel 1939 Germania e Italia strinsero un’alleanza militare (Patto d’acciaio), chiamato anche «Asse Roma-Berlino».

Il fascismo cadde il 25 luglio 1943 (per un approfondimento leggi 25 luglio 1943: la caduta del fascismo) e la Repubblica Sociale Italiana (detta Repubblica di Salò), costituitasi dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, ufficialmente ebbe termine il 29 aprile 1945 con la resa di Caserta: il giorno prima Mussolini era stato catturato mentre tentava di fuggire in Svizzera e fucilato (per un approfondimento leggi Mussolini fonda la Repubblica di Salò).

Oggi la Costituzione italiana vieta la riorganizzazione del disciolto partito fascista.