repubblica di salò
12 settembre 1943 - Mussolini liberato sul Gran Sasso da un commando di aviatori e paracadutisti tedeschi

La Repubblica Sociale Italiana o Repubblica di Salò: riassunto di Storia schematico e scorrevole per conoscere e memorizzare rapidamente.

La Repubblica Sociale italiana o Repubblica di Salò: le origini

A partire dall’8 settembre 1943, l’Italia fu non solo divisa di fatto da un fronte, ma anche spezzata in due entità statali distinte, in guerra l’una contro l’altra.

Infatti, mentre nel Sud il vecchio stato monarchico sopravviveva, esercitando la sua sovranità sotto il controllo alleato, nell’Italia settentrionale il fascismo risorgeva dalle sue ceneri sotto la protezione degli occupanti nazisti.

Dal Gran Sasso alla Repubblica Sociale italiana o Repubblica di Salò

Il 12 settembre 1943, un commando di aviatori e paracadutisti tedeschi liberò Benito Mussolini imprigionato a Campo Imperatore, sul Gran Sasso (Operazione Quercia).

Pochi giorni dopo, il duce annunciò da Radio Monaco la sua intenzione di dar vita, nell’Italia del Centro-Nord occupata dai tedeschi, a un nuovo stato fascista repubblicano, che avrebbe preso il nome di Repubblica Sociale Italiana (RSI), a un nuovo Partito fascista e a un nuovo esercito che continuasse a combattere al fianco dei tedeschi.

La RSI si proponeva tra l’altro di punire gli artefici del «tradimento» del 25 luglio: cinque dei gerarchi che avevano votato l’ordine del giorno Grandi – fra cui Galeazzo Ciano, marito di Edda la figlia di Mussolini – furono fucilati a Verona nel gennaio del 1944 dopo un sommario processo.

Il nuovo Stato repubblicano – o repubblichino, come era spregiativamente chiamato dagli antifascisti – trasferì i suoi uffici e le sue rappresentanze da Roma, troppo vicina al fronte, al Nord, tra Lombardia e Veneto. La sede del governo era a Salò, sulle rive del lago di Garda: da qui la denominazione di Repubblica di Salò.

Mussolini ribadì la sua fedeltà all’alleato tedesco e si propose come unico legittimo rappresentante dell’Italia. Chiamò alle armi le classi in età di combattere, ottenendo l’adesione dei fascisti, tra i quali numerosissimi giovani.

I combattenti della Repubblica di Salò avevano diverse motivazioni. Alcuni aderirono alla chiamata perché il loro consenso al fascismo era profondo; altri perché ritenevano disonorevole voltare le spalle ai tedeschi; i più ingenui perché erano ancora convinti che Hitler avrebbe vinto la guerra; molti perché, dopo ciò che avevano fatto, temevano la vendetta delle loro vittime. Qualcun altro poi scelse di continuare a indossare la divisa da repubblichino (così erano chiamate da chi disprezzava le milizie della Repubblica di Salò) semplicemente per tornare a scatenare impunemente la propria ferocia.

La totale dipendenza dai tedeschi

In generale la Repubblica di Salò non acquistò mai una vera credibilità per la sua totale dipendenza dai tedeschi. Quello tedesco si comportò a tutti gli effetti come un esercito di occupazione: praticavano un intenso sfruttamento delle risorse economiche e umane dei territori controllati; applicavano le politiche razziali.

Gli eccidi e la persecuzione degli Ebrei

Contro fascisti e nazisti, nel Nord presero le armi gli antifascisti. I nazisti reagirono agli attentati con la consueta ferocia: non riuscendo a catturare i responsabili applicarono la tecnica della rappresaglia indiscriminata contro i civili.

Tra gli episodi più tragici ricordiamo gli eccidi di Boves, in provincia di Cuneo; delle Fosse Ardeatine a Roma; di Sant’Anna di Stazzema, vicino a Lucca; di Marzabotto, nei pressi di Bologna.

Infine anche in Italia, come in Francia, in Polonia e in tutte le altre nazioni occupate, le SS, con la complicità dei fascisti, rastrellarono migliaia di ebrei e li uccisero nei campi di sterminio. Uno di essi, la Risiera di San Sabba – un impianto per la pilatura del riso, trasformato in fabbrica di morte – sorgeva nell’omonimo quartiere periferico di Trieste.

Caduta della Repubblica Sociale italiana o Repubblica di Salò

Ufficialmente la Repubblica di Salò ebbe termine il 29 aprile 1945 con la resa di Caserta. Il giorno prima Mussolini era stato catturato mentre tentava di fuggire in Svizzera e fucilato.