Questa fotografia, tristemente celebre, mostra le terribili condizioni in cui avvenivano i trasferimenti verso i campi di concentramento nazisti
Questa fotografia, tristemente celebre, mostra le terribili condizioni in cui avvenivano i trasferimenti verso i campi di concentramento nazisti.

Campi di concentramento ci sono stati anche in Italia. Durante la seconda guerra mondiale furono operativi 35 campi di concentramento in Italia.

Campo di concentramento a Fossoli

Ci fu quello di “transito” situato a Fossoli, nelle vicinanze di Carpi, in provincia di  Modena.
Il campo di concentramento di Fossoli non fu utilizzato come luogo di soppressione in massa dei prigionieri, ma piuttosto come punto di raccolta e di smistamento degli ebrei e di altre persone arrestate in Italia perché ostili al regime nazifascista.

Dall’8 febbraio 1944, data in cui subentrò la gestione diretta da parte delle SS, Fossoli divenne campo poliziesco e di transito per prigionieri politici e razziali destinati ai lager del Nord Europa.

Dal campo di concentramento di Fossoli, in sette mesi di gestione nazista, transitarono circa 5000 deportati di cui la metà ebrei: un terzo dei deportati ebrei dal nostro Paese passò da Fossoli.
Dalla stazione di Carpi partirono, in sette mesi di attività del campo, 8 convogli ferroviari, 5 dei quali destinati ad Auschwitz (Polonia).

Sul primo convoglio diretto verso Auschwitz, il 22 febbraio 1944, viaggiava anche Primo Levi che rievoca la sua breve esperienza a Fossoli nelle prime pagine di Se questo è un uomo e nella poesia Tramonto a Fossoli.

Tramonto a Fossoli
Io so cosa vuol dire non tornare.
A traverso il filo spinato
ho visto il sole scendere e morire;
ho sentito lacerarmi la carne
le parole del vecchio poeta:
“Possono i soli cadere e tornare:
a noi, quando la breve luce è spenta,
una notte infinita è da dormire”.
Primo Levi, 7 febbraio 1946

La Risiera di San Sabba

In Italia c’era un altro centro di raccolta dal quale si partiva per Auschwitz e per gli altri campi di sterminio nazisti: la Risiera di San Sabba, situato presso Trieste.

Nato come stabilimento per la pilatura del riso nel 1913, la Risiera di San Sabba venne utilizzato dopo l’8 settembre 1943 dai nazisti come campo di prigionia. In seguito è stato destinato allo smistamento dei deportati diretti in Germania e Polonia; al deposito dei beni razziati; alla detenzione ed eliminazione di ostaggi, partigiani, detenuti politici ed ebrei.
Il 4 aprile 1944 è stato messo in funzione anche un forno crematorio.

Nel 1965 la Risiera di San Sabba è stata dichiarata Monumento Nazionale con decreto del Presidente della Repubblica Giuseppe Saragat e nel 1975 è divenuto Museo Civico.

Tra i principali campi di concentramento in Italia ricordiamo anche:

  • il campo di transito di Bolzano, operativo da maggio 1944 a maggio 1945;
  • il campo di concentramento di Borgo San Dalmazzo (Cuneo), operativo da settembre 1943 a febbraio 1944.

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