il popolo ebraico: dalle origini ad oggi

Il popolo ebraico, la sua storia: le origini, l’esodo dall’Egitto, la monarchia, la cattività babilonese, il ritorno in Palestina, il protettorato di Roma, le guerre giudaiche, la diaspora degli Ebrei, l’antisemitismo.

Verso il 2000 a.C. alcune tribù semi-nomadi di lingua semitica provenienti dalla Mesopotamia, forse dalla regione di Ur, giunsero in Palestina. Secondo il racconto biblico, le guidava Abramo; Dio si rivelò ad Abramo come l’unico vero Dio e strinse un’alleanza con il popolo ebraico, promettendogli la sua protezione e il possesso della Palestina, o Terra d’Israele.

Tra il 1800 a.C. e il 1200 a.C., alcune tribù ebraiche, passarono in Egitto, attratte dalle sue ricchezze agricole. Qui rimasero fino a che non vennero perseguitate da più faraoni, tra cui Ramses II, inducendole ad abbandonare il paese. Si tratta del biblico esodo (in greco “uscita”) dall’Egitto, guidato da Mosè intorno al 1250 a.C.
Durante il viaggio di ritorno – racconta la Bibbia – gli Ebrei peregrinarono per quarant’anni nel deserto e Mosè ricevette da Dio sul monte Sinai, le Tavole della Legge.

Nel corso del XII secolo a.C. gli Ebrei si insediarono definitivamente in Palestina.

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Intorno al 1000 a.C. l’area siro-palestinese si presentava come un mosaico di popoli. Lungo le coste mediterranee, nella parte meridionale, si affacciavano le città filistee, in quella settentrionale le città fenicie; nell’interno erano stanziate le confederazioni di tribù di Israele, Giuda, Ammon, Moab, Edom, mentre l’area siriana accoglieva le comunità di Aramei, genti nomadi di lingua semitica stanziatesi in quei luoghi dopo il XIII sec. a.C., dove fondarono piccole città-Stato.

I continui conflitti che impegnavano le tribù ebraiche con le popolazioni cananee e soprattutto con i Filistei le spinsero a dar vita a una compagine politica sotto il governo di un re.

Il primo re d’Israele fu Saul (1020 a.C. – 1000 a.C.) che sconfisse i Filistei e unificò la Palestina: con Saul inizia la breve età storica, circa un secolo, della monarchia unitaria ebraica. Alla fine del suo regno, però, i Filistei ripresero forza, ma il nuovo re David (1000 a.C. – 960 a.C.), successore di Saul, sconfisse Filistei e Aramei e stabilì la capitale del regno a Gerusalemme.

A David successe il figlio Salomone (960 a.C. – 920 a.C.). Con Salomone, Gerusalemme si arricchì di edifici monumentali, primo fra tutti il celebre Tempio di Gerusalemme, consacrato all’unico Dio di Israele.

Alla morte di Salomone, il Regno degli Ebrei si spaccò in due parti: a nord il Regno di Israele, a sud il Regno di Giuda.
Per l’indebolimento conseguente alla scissione, il Regno d’Israele fu conquistato dagli Assiri nel 721 a.C. e quello di Giuda fu abbattuto nel 587 a.C. dai Babilonesi che distrussero il Tempio di Gerusalemme, la città stessa e deportarono parte della popolazione in Mesopotamia. È il periodo della cosiddetta cattività (cioè prigionia) babilonese.

Il ritorno degli Ebrei in Palestina avvenne nel 539 a.C., sotto il nuovo, immenso impero persiano di Ciro il Grande, che comprendeva anche la Palestina. Ciro il Grande consentì la ricostruzione del Tempio di Gerusalemme, ma in Palestina non rinacque più un regno ebraico: nei secoli la regione rimase una provincia dei vari imperi che si avvicendarono.

Nel 63 a.C. Roma impose il protettorato sulla Palestina. Il dominio romano suscitò diverse insurrezioni degli Ebrei. Seguirono le due guerre giudaiche. La prima guerra giudaica, scoppiò nel 66 d.C., ebbe il suo apice nel 70 d.C., con la distruzione del Tempio di Gerusalemme su ordine di Tito e il suo epilogo con la caduta dell’ultimo baluardo di resistenza ebraica a Masada nel 73 d.C. La seconda guerra giudaica, scoppiò nel 132 d.C., quando l’imperatore Adriano proibì la circoncisione e si accinse a ricostruire Gerusalemme come colonia romana con il nome di Aelia Capitolina. Ebbe il suo epilogo nel 135 d.C. con la presa della fortezza di Betar.
Agli Ebrei fu impedito di restare. Ebbe inizio la diaspora (dispersione) degli Ebrei in comunità sparse in tutto il mondo mediterraneo e in Oriente.

Prima per motivi religiosi e poi per il diffondersi dell’antisemitismo, gli Ebrei hanno subito nel corso della Storia dure e sanguinose persecuzioni: nel XIX secolo si verificarono massacri di Ebrei (pogrom) nell’Europa orientale; nel corso della Seconda guerra mondiale la Germania nazista attuò un vero e proprio genocidio, sterminando sistematicamente nei campi di concentramento il popolo ebraico. Per un approfondimento leggi 27 gennaio 1945, il Giorno della Memoria.

Oggi l’ebraismo è diffuso principalmente nel Medio Oriente asiatico, per la presenza dello Stato d’Israele (fondato sul territorio della Palestina nel 1948), negli Stati Uniti, in Europa.