Assiri: ascesa e crollo dell'Impero assiro
Il re assiro Assurbanipal combatte contro un leone, VII sec. a.C., particolare di un bassorilievo dal palazzo di Ninive, Londra, British Museum

Assiri, un popolo di origine semitica, tra le antiche civiltà della Mesopotamia.

Assur capitale del Regno assiro

Giunsero nella Mesopotamia settentrionale verso il 2500 a.C. Posero la capitale ad Assur, una città situata lungo il corso settentrionale del fiume Tigri, in una posizione strategica per le vie che conducevano in Siria, in Anatolia e nel Kurdistan.

Tiglatpileser III e la massima espansione dell’impero assiro

Sotto Tiglatpileser III (745 a.C. – 727 a.C.) gli Assiri conquistarono gran parte della Mesopotamia, la Siria e la Palestina.
Nell’arco di circa un secolo, i successori di Tiglatpileser estesero il dominio assiro su tutta la Mesopotamia, la Siria e la Palestina. Nel 670 a.C. il re Esarhaddon conquistò il Basso Egitto, costringendo il faraone a ritirarsi a Sud: per la prima volta nella Storia l’intero Vicino Oriente era sottomesso a una sola potenza.

L’impero assiro raggiunse la massima espansione con Assurbanipal (668 a.C. – 631 a.C.). Assurbanipal passò alla Storia non solo come conquistatore, ma soprattutto come re colto e saggio. Nel suo maestoso palazzo di Ninive, il sovrano costituì una splendida biblioteca, dove volle fossero raccolti tutti i testi letterari e religiosi dell’epoca.
Tra le rovine del suo palazzo sono state rinvenute nel secolo scorso decine di migliaia di tavolette d’argilla o di frammenti un tempo raccolti in quella biblioteca.

La caduta dell’impero

La rovina dell’impero assiro iniziò subito dopo il momento della massima espansione, quando un po’ dovunque si manifestarono spinte disgregatrici. Cominciò con la riscossa dell’Egitto, che in pochi anni si liberò dal giogo assiro, mentre la crisi decisiva scoppiava a Babilonia, dove Assurbanipal aveva insediato un fratello che gli si rivoltò contro. I Babilonesi si allearono con la popolazione iranica dei Medi, che nel 614 a.C. distrussero Assur.

Due anni dopo, nel 612 a.C., anche Ninive venne conquistata e l’ultimo esercito assiro fu sbaragliato dai Babilonesi. Questo evento segnò la scomparsa dell’impero assiro. Esso venne spartito tra i Babilonesi che occuparono la pianura mesopotamica, i Medi che occuparono i territori iranici, armeni, anatolici, infine gli Egizi la fascia siro-palestinese.

La crudeltà degli Assiri verso i nemici

Gli Assiri sono ricordati in particolare per la loro ferocia; i popoli vinti erano tenuti sottomessi unicamente con il terrore. Nelle iscrizioni fatte scolpire dai sovrani assiri ritornano infatti ossessivi i raccapriccianti particolari delle sofferenze imposte ai nemici, insieme con una meticolosa contabilità di prigionieri giustiziati, teste tagliate, donne e bambini deportati in terre lontane. Distruzioni, massacri, pesantissime tassazioni, deportazioni di massa: questi i sistemi di sottomissione e di dominio.

Assiri religione

Erano politeisti. La divinità più importante era Assur, il dio che proteggeva l’esercito in battaglia.

Un’altra divinità era Adad, dio della pioggia, del lampo e della tempesta.

Gli Assiri rappresentavano le loro divinità con forme umane; in onore degli dèi costruivano ziqqurat al centro delle loro città.