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Assiri: ascesa e crollo dell’Impero assiro

Gli Assiri, un popolo di origini nomade, giunsero nella Mesopotamia settentrionale verso il 2500 a.C. Circondati da nemici ostili, dovettero da subito sviluppare notevoli capacità militari. Dopo essere stati a lungo sottomessi dai Babilonesi e dagli Ittiti, verso il 1300 a.C. si ribellarono ed iniziarono ad affermarsi. Posero la capitale ad Assur, una città situata lungo il corso settentrionale del fiume Tigri, in una posizione strategica per le vie che conducevano in Siria, in Anatolia e nel Kurdistan. Grazie a un esercito potente e ben addestrato, gli Assiri cominciarono presto a espandersi.

L’espansione assira

Tiglatpileser III e i suoi successori

Sotto Tiglatpileser III (745 a.C.-727 a.C.) gli Assiri conquistarono gran parte della Mesopotamia, la Siria e la Palestina.
Nell’arco di circa un secolo, i successori di Tiglatpileser estesero il dominio assiro su tutta la Mesopotamia, la Siria e la Palestina. Nel 670 a.C. il re Esarhaddon conquistò il Basso Egitto, costringendo il faraone a ritirarsi a Sud: per la prima volta nella Storia l’intero Vicino Oriente era sottomesso a una sola potenza.

Con Assurbanipal l’impero assiro raggiunge la massima espansione

L’impero assiro raggiunse la massima espansione con Assurbanipal (668 a.C.-631 a.C.), che fondò la capitale Ninive. Assurbanipal passò alla Storia non solo come conquistatore, ma soprattutto come re colto e saggio. Nel suo maestoso palazzo di Ninive, il sovrano costituì una splendida biblioteca, dove volle fossero raccolti tutti i testi letterari, scientifici e religiosi dell’epoca.
Tra le rovine del suo palazzo sono state rinvenute nel secolo scorso decine di migliaia di tavolette d’argilla o di frammenti un tempo raccolti in quella biblioteca.

La caduta dell’impero assiro

La rovina dell’impero assiro iniziò subito dopo il momento della massima espansione, quando un po’ dovunque si manifestarono spinte disgregatrici, proprio da parte degli stessi popoli che aveva dominato con tanta brutalità. Si cominciò con la riscossa dell’Egitto, che in pochi anni si liberò dal giogo assiro, mentre la crisi decisiva scoppiava a Babilonia, dove Assurbanipal aveva insediato un fratello che gli si rivoltò contro. I Babilonesi si allearono con la popolazione iranica dei Medi, che nel 614 a.C. distrussero Assur.

Due anni dopo, nel 612 a.C., anche Ninive venne conquistata e l’ultimo esercito assiro fu sbaragliato dai Babilonesi. Questo evento segnò la scomparsa dell’impero assiro. Esso venne spartito tra i Babilonesi che occuparono la pianura mesopotamica, i Medi che occuparono i territori iranici, armeni, anatolici, infine gli Egizi occuparono la fascia siro-palestinese.

L’esercito assiro e la crudeltà verso i nemici

L’esercito assiro era temuto per l’abilità e l’organizzazione dei suoi guerrieri, addestrati e feroci. I soldati avevano a disposizione armi in ferro, molto più resistenti di quelle in bronzo usate dai loro nemici. Gli Assiri sapevano costruire macchine da guerra come arieti, cioè lunghi pali rinforzati adatti a sfondare le porte d’accesso delle città nemiche, e torri d’assalto mobili, alte costruzioni in legno per scavalcare le mura.

Gli Assiri sono ricordati in particolare per la loro ferocia; i popoli vinti erano tenuti sottomessi unicamente con il terrore. Nelle iscrizioni fatte scolpire dai sovrani assiri ritornano infatti ossessivi i raccapriccianti particolari delle sofferenze imposte ai nemici, insieme con una meticolosa contabilità di prigionieri giustiziati, teste tagliate, donne e bambini deportati in terre lontane. Distruzioni, massacri, pesantissime tassazioni, deportazioni di massa: questi i sistemi di sottomissione e di dominio.

L’organizzazione sociale e le attività degli Assiri

A capo dell’impero assiro c’era il re, che aveva un potere assoluto. Per controllare un impero così vasto, inviava dei funzionari nei territori più lontani, che governavano in suo nome.

La popolazione era composta da due grandi gruppi. Uno era costituito da guerrieri, sacerdoti e nobili che vivevano nelle grandi città e possedevano numerose terre. L’altro, più numeroso, era formato da contadini, pastori e artigiani, che durante i periodi di guerra combattevano come soldati. I contadini assiri furono tra i primi a coltivare la pianta del cotone, da cui ricavavano i tessuti. I pastori allevavano animali da cortile, cammelli che utilizzavano per trasportare le merci, e cavalli per la guerra. Gli artigiani assiri erano abili nella lavorazione del ferro, con cui costruivano armi molto resistenti, inoltre creavano bellissimi gioielli d’oro e d’argento. Anche il commercio era un’attività molto diffusa: i prodotti artigianali assiri erano ricercati tra le popolazioni del tempo.

Assiri – religione

Gli Assiri erano politeisti. La divinità più importante era Assur, il dio che proteggeva l’esercito in battaglia. Gli Assiri credevano che egli scendesse in battaglia al fianco del re e proteggesse l’esercito. Ogni ordine del re discendeva direttamente dal dio e doveva essere eseguito. Il suo tempio si trovava nella prima capitale dell’impero, chiamata appunto Assur, che sorgeva sul fiume Tigri.

Un’altra divinità era Adad, dio della pioggia, del lampo e della tempesta. Dai Babilonesi ripresero la dea Ishtar e il dio Shamash.

Gli Assiri rappresentavano le loro divinità come esseri dall’aspetto terrificante, metà esseri umani e metà animali. In onore degli dèi costruivano ziqqurat al centro delle loro città.

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