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I Babilonesi prendono il nome da Babilonia, città famosa per la sua bellezza e capitale dell’impero babilonese fondato da re Hammurabi (1792-1750 a.C.), che si estendeva dal Golfo Persico fino al medio corso del fiume Eufrate.
Chi erano i Babilonesi
La civiltà babilonese nacque in Mesopotamia, nell’attuale Iraq, intorno al 2000 a.C., quando gli Amorrei (in seguito chiamati Babilonesi), un popolo semitico proveniente dall’Arabia settentrionale, si stabilirono in Mesopotamia, mescolandosi con i Sumeri. Successivamente Hammurabi riunì le diverse città-stato sumeriche in un unico impero, perché aveva capito che un elemento di debolezza della civiltà dei Sumeri era la divisione in città-stato.
Ascesa e caduta dell’impero babilonese
Nel 1531 a.C., i Babilonesi furono conquistati prima dagli Ittiti, poi dai Cassiti e, infine, nel 732 a.C., dagli Assiri. Solo nel 612 a.C., i Babilonesi sconfissero gli Assiri e fondarono il secondo impero babilonese, molto più vasto del primo, che prosperò fino al 550 a.C. quando fu sconfitto dai Persiani.
La civiltà babilonese
Quando Hammurabi divenne imperatore ogni città aveva le sue regole. Egli capì che per governare un territorio così vasto, e con popolazioni diverse, occorreva che tutti rispettassero le stesse leggi. Nacque così il Codice di Hammurabi: un insieme di leggi scritte, le prime della storia.
Organizzazione sociale
Dal Codice di Hammurabi, giunto fino a noi, sappiamo che nella società babilonese, così come in quella sumera, le persone non erano considerate tutte uguali, ma divise in classi sociali. A capo dell’impero babilonese c’era il re, nelle cui mani era concentrato il potere politico, religioso e militare. Al di sotto c’erano poi:
- uomini liberi (chiamati awilum): proprietari terrieri, sacerdoti, scribi, soldati, artigiani, medici e commercianti;
- uomini semiliberi (chiamati muskenum): contadini e pastori, che formavano la maggioranza della popolazione e lavoravano in cambio di protezione;
- schiavi (chiamati wardum): prigionieri di guerra e debitori. Essi avevano perso la libertà e non avevano alcun diritto. Per riconoscerli venivano rasati e marchiati con un segno che indicava il loro proprietario.
Le donne erano fortemente sottomesse. Il marito poteva ripudiare la moglie e quest’ultima addirittura essere venduta come schiava per pagare i debiti del marito.
Le attività lavorative
Come i Sumeri, anche i Babilonesi furono agricoltori, pastori e artigiani. Coltivavano grano, miglio e alberi da frutto, tra cui la palma da dattero. Dall’orzo ottenevano la birra, mentre il vino era importato dai popoli che abitavano più a nord, perché il clima delle loro terre non favoriva la coltivazione della vite.
I pastori allevavano capre e pecore, da cui ricavavano latte, formaggi e carne. Anche la pesca era molto diffusa. Furono anche abili artigiani, soprattutto nella lavorazione dell’oro, nella produzione di ceramiche e nella costruzione di attrezzi da lavoro. Furono anche commercianti. I Babilonesi commerciavano con i popoli dell’Asia, del mar Mediterraneo e dell’Africa del Nord. Poiché non esisteva la moneta, scambiavano la loro merce attraverso il baratto con oro, argento e altri metalli preziosi.
Religione e dèi
I Babilonesi come i Sumeri erano politeisti, adoravano cioè molti dèi, e come i Sumeri costruivano per essi le ziqqurat. Le divinità più importanti erano:
- Marduk, dio delle piogge, creatore dell’uomo e dell’Universo. Ogni primo giorno dell’anno, all’inizio della primavera, si svolgeva una processione in suo onore per le strade di Babilonia, dove si trovava il tempio a lui dedicato, che veniva aperto a tutti solo in quell’occasione.
- Molto amata era anche Ishtar, dea della fertilità, dell’amore e della guerra. In suo onore, re Nabucodonosor fece costruire la più bella porta d’ingresso in Babilonia (la porta di Ishtar).
- Shamash, dio del sole e della giustizia.
- Nabu, figlio di Marduk, dio della saggezza e della scrittura.
Accanto ad esse erano venerate altre divinità, spesso legate alle forze della natura. La vita quotidiana era influenzata dalla religione e tutti erano molto attenti a ottenere e a mantenere il favore degli dèi.
L’eredità della civiltà babilonese
I Babilonesi conoscevano la scrittura cuneiforme e avevano leggi scritte riunite nel Codice di Hammurabi.
Impararono a distinguere le stelle dai pianeti; diedero i nomi alle costellazioni; studiarono le ecclissi e le fasi lunari. Perfezionarono il calendario sumero. Furono i primi a suddividere il giorno in 24 ore. Inventarono i giardini pensili, cioè terrazze coltivate, una delle sette meraviglie del mondo antico.
I Babilonesi erano in grado di compiere interventi chirurgici alla testa e agli occhi, come documentato dal Codice di Hammurabi, che regolamentava anche la pratica medica.
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