Religione etrusca caratteristiche e divinità

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Religione etrusca caratteristiche e divinità

La religione etrusca era una religione politeista, perché gli Etruschi credevano in molte divinità. Era inoltre una religione rivelata, perché secondo gli Etruschi gli dèì comunicavano agli uomini il futuro attraverso i fulmini, il volo degli uccelli e le viscere degli  animali.

Solo i sacerdoti erano in grado di interpretare questi  messaggi, cioè praticavano la divinazione.

Gli aruspici erano i sacerdoti-indovini che predicevano gli avvenimenti futuri osservando le viscere (in particolare il fegato) degli animali sacrificati; gli àuguri invece facevano previsioni basandosi sul volo degli uccelli, sul fumo dell’incenso bruciato o sui riflessi nell’interno lucido di una coppa.

Quali sono le divinità etrusche?

Le divinità etrusche erano antropomorfe, perché avevano aspetto e carattere umani e secondo gli Etruschi erano responsabili di tutto quello che accadeva sulla Terra.

Gli dèi etruschi avevano caratteristiche simili agli dèi greci ma avevano nomi diversi.

Le divinità più importanti erano Tinia, il signore dei cieli. Corrispondeva a Zeus, il padre degli dèi per i Greci.

Poi c’era Uni, moglie di Tinia e protettrice delle nascite. Le sue caratteristiche erano molto simili a quelle di Era, moglie di Zeus.

Infine, c’era Mnerva, dea della saggezza, del commercio e della guerra. Assomigliava molto alla dea greca Atena.

Tra gli altri dèi adorati dagli Etruschi c’erano: Maris, simile ad Ares, dio della guerra; Nethus, simile a Poseidone, dio del mare; Turan ad Afrodite, dea dell’amore.

Oltre agli dèi, gli Etruschi credevano nei demoni, che affliggevano i defunti nell’aldilà.

Alle divinità dedicarono numerosi templi.

Tagete il profeta della religione etrusca

Il profeta della religione etrusca era Tagete, un fanciullo dotato della saggezza di un anziano.

Secondo la leggenda, un giorno un contadino, che arava un campo vicino a Tarquinia, vide sollevarsi una zolla dal solco e assumere le sembianze di un bambino. Era Tagete, che insegnò agli Etruschi i precetti della “etrusca disciplina“. Poi, dopo aver finito di parlare scomparve misteriosamente.

I libri sacri

Le norme vennero scritte in tre serie di libri sacri: i Libri Aruspicini che insegnano a leggere le viscere degli animali sacrificati; i Libri della Folgore in cui si spiega come leggere il volere degli dèi attraverso i fulmini; i Libri Rituali dove è spiegato come consacrare i templi, stabilire i confini, fondare le città.

Il culto dei morti nella religione etrusca

Gli Etruschi credevano nella vita dopo la morte e seppellivano i defunti nelle necropoli, le “città dei morti”, poste fuori le mura della città. In loro onore celebravano riti, cerimonie e banchetti funebri accompagnati da musiche e danze.

La religione etrusca influenzò poi i Romani, che adottarono molte figure e rituali etruschi, specialmente quelli correlati alla divinazione.