scuola di atene
Raffaello, Scuola di Atene, 1510 ca., affresco, Città del Vaticano, Palazzi Vaticani, Stanza della Segnatura

La Scuola di Atene è il grande affresco realizzato da Raffaello nella Stanza della Segnatura, adibita a biblioteca privata del papa. Dal 1508 al 1514 circa Raffaello lavorò agli affreschi di quattro stanze dei Palazzi Vaticani, su commissione di Papa Giulio II. Nelle stanze si alternano così rappresentazioni allegoriche relative alla teologia, alla scienza, alla filosofia, alla giustizia, alla politica, all’arte.

La Scuola di Atene si presenta come una celebrazione della sapienza antica: riassume tutta la storia del pensiero filosofico centrato attorno alle posizioni di Aristotele e Platone, dipinti al centro di un edificio di grandi dimensioni, identificato con alcune basiliche romane o, molto probabilmente, con i progetti di Bramante all’ampliamento di San Pietro, volti a comunicare grandezza e potenza in una sorta di propaganda politica. Erano stati proprio i progetti attivi all’interno del Vaticano a suggerire, quindi, a Raffaello tale composizione per la Scuola di Atene, il cui edificio è a base di croce latina.

Sulla sinistra della Scuola di Atene è raffigurato Platone, con il volto di Leonardo da Vinci, esponente dell’idealismo: ha sotto il braccio il Timeo e con il dito indica verso l’alto ad indicare il mondo delle idee, l’iperuranio. Sulla destra si trova, invece, Aristotele: regge l’Etica Nicomachea e punta il dito verso lo spettatore ad indicare l’unica realtà esistente, le idee immanenti nelle cose stesse.

Il primo piano della Scuola di Atene ospita la figura di Eraclito, seduto sulle scale che scrive su un parallelepipedo. Un Eraclito con le sembianze di Michelangelo. Omaggio offerto a Michelangelo, che nello stesso periodo stava lavorando agli affreschi della Cappella Sistina.
Sempre in primo piano, appare Pitagora, mentre legge un grosso libro e un altro personaggio gli regge una tavoletta, dove sono stati individuati la tetraktys e la suddivisione tipica dei pitagorici dell’ottava musicale.
Sdraiato sui gradini è Diogene, l’abito lacero, l’atteggiamento di ostentato disprezzo verso il decoro e la ciotola.
Il gruppo verso destra si concentra attorno alla figura di Euclide, secondo alcuni Archimede, con i tratti somatici del Bramante.

A sinistra di Platone si trova Socrate con una tunica verde bottiglia, indentificato per le somiglianze con i busti antichi che lo raffigurano.

A destra di Aristotele, con abiti contemporanei, Raffaello raffigura se stesso, vicino la colonna e altri personaggi del suo tempo. Riconosce loro il ruolo di intellettuali, ponendoli sullo stesso piano dei filosofi antichi e indicando l’unione e la continuità tra sapere antico e moderno.

L’impianto della Scuola di Atene presenta un’ampia spazialità prospettica: sul fondo e dalle aperture della volta si intravede il cielo, mentre in primo piano la scena si apre all’osservatore. La composizione è simmetrica, organizzata attorno alle figure di Platone e Aristotele; tuttavia, i personaggi si dispongono con assoluta libertà nell’ampia sala. I colori sono chiari, valorizzati da una luce nitida.

La Scuola di Atene suggerisce la visione di un mondo ordinato, in cui le figure umane creano una complessa trama di corrispondenze, in un rapporto armonico e proporzionale con l’architettura.

I due massimi filosofi dell’antichità, Platone e Aristotele, collocati al centro, sono una chiara allusione all’importanza conseguita dall’uomo nel Rinascimento.

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