La Stanza di Eliodoro di Raffaello nei Musei Vaticani
La Stanza di Eliodoro di Raffaello nei Musei Vaticani

La Stanza di Eliodoro fu affrescata dal grande Raffaello Sanzio, tra i più celebri artisti del Rinascimento italiano. Fa parte delle cosiddette Stanze di Raffaello, anche note come Le Stanze Vaticane.

Le Stanze di Raffaello comprendono quattro stanze consecutive: Stanza della Segnatura, Stanza di Eliodoro, Stanza dell’Incendio di Borgo, Stanza di Costantino.

La Stanza di Eliodoro di Raffaello nei Musei Vaticani – la storia

Tale sala fu adibita, per volere di Giulio II, alle udienze private che il pontefice accordava alle massime autorità politiche, religiose, diplomatiche. Pertanto il programma pittorico è politico ed è volto a illustrare la protezione accordata da Dio alla Chiesa.

Raffaello è l’autore delle quattro scene principali negli arconi delle pareti. Gli episodi storici rappresentati sono realmente accaduti. Il nome della sala deriva da uno degli affreschi delle pareti.

Quattro gli affreschi alle pareti:

  • La cacciata di Eliodoro dal Tempio;
  • La Messa di Bolsena;
  • La liberazione di San Pietro;
  • Incontro di San Leone Magno con Attila.

La Stanza di Eliodoro di Raffaello nei Musei Vaticani – La cacciata di Eliodoro dal Tempio

Raffaello, La cacciata di Eliodoro dal Tempio, Stanza di Eliodoro
Raffaello, La cacciata di Eliodoro dal Tempio, Stanza di Eliodoro

Viene illustrato il momento culminante della punizione di Eliodoro di Antiochia, ministro di Seleuco IV, re di Siria, venuto a rubare nel Tempio di Gerusalemme. Nell’angolo destro della scena un cavaliere celeste si abbatte col suo cavallo sul vinto Eliodoro.

L’affresco mostra in modo emblematico la protezione accordata da Dio, ogniqualvolta la Chiesa sia minacciata nel suo patrimonio. E perché il messaggio risuonasse ancora più efficace, il papa Giulio II si fece ritrarre nell’angolo sinistro in sedia gestatoria (la sedia per il trasporto del pontefice), circondato dal seguito, intento a contemplare il giudizio di Dio a difesa del sacro patrimonio.

Al centro della scena il Gran Sacerdote Onias prega alla luce dei ceri: egli costituisce il fulcro prospettico della scena.

La Stanza di Eliodoro di Raffaello nei Musei Vaticani – La Messa di Bolsena

Raffaello, La Messa di Bolsena, Stanza di Eliodoro
Raffaello, La Messa di Bolsena, Stanza di Eliodoro

L’affresco della Messa di Bolsena ricorda un miracolo avvenuto nel 1263. Protagonista fu un sacerdote boemo. Questi, dubbioso sulla reale presenza di Cristo nell’Eucarestia, vide effettivamente stillare sangue dall’ostia durante la celebrazione della Messa nella chiesa di Santa Cristina a Bolsena.

Dopo tale episodio venne innalzata la cattedrale di Orvieto, per custodire il corporale macchiato al momento del miracolo. A memoria del prodigio invece venne istituita la festa del Corpus Domini, di cui Giulio II era devoto a tal punto che si fece rappresentare come spettatore sul lato destro della scena.

Il sacerdote presso l’altare, collocato al centro della scena, constata con stupore l’avvenuto miracolo. Dietro di lui una piccola folla si agita alla vista del miracolo. Dal lato opposto è inginocchiato dinanzi all’altare il papa Giulio II. Presso lui sono riconoscibili alcuni cardinali e membri della Guardia Svizzera (istituita dallo stesso Giulio II nel 1506) oltre ad alcuni sediari (addetti alla sedia gestatoria per il trasporto del pontefice).

La Stanza di Eliodoro di Raffaello nei Musei Vaticani – La liberazione di San Pietro

Raffaello, La liberazione di San Pietro, Stanza di Eliodoro
Raffaello, La liberazione di San Pietro, Stanza di Eliodoro

Raffaello ha tradotto in immagini un racconto tratto dagli Atti degli Apostoli. Si narra che Pietro, incarcerato a Gerusalemme, vide in sogno un angelo, che lo conduceva fuori dalla prigione mentre i custodi erano addormentati.

  • Al centro San Pietro legato con catene è immerso nel sonno dietro le sbarre della cella.
  • Nel mezzo l’angelo in un chiarore soprannaturale si china su di lui e gli mostra la porta del carcere.
  • Sul lato destro della scena, l’apostolo condotto per mano dall’angelo si accinge a scendere le scale dove dormono due soldati.
  • Dalla parte opposta un soldato con la torcia accesa sveglia i compagni per dare l’allarme.

Il messaggio a cui l’affresco allude è: la miracolosa protezione che Dio accorda alla Chiesa ogniqualvolta essa è minacciata.

La Stanza di Eliodoro di Raffaello nei Musei Vaticani – Incontro di San Leone Magno con Attila

Raffaello, Incontro di San Leone Magno con Attila, Stanza di Eliodoro
Raffaello, Incontro di San Leone Magno con Attila, Stanza di Eliodoro

Nell’affresco di Incontro di San Leone Magno con Attila il fine è mostrare la salvaguardia di Dio accordata alla sede di Pietro custodita dalla Provvidenza.

Da sinistra avanza il corteo papale con in testa il papa Leone I Magno (440-461 d.C.). Secondo la tradizione fermò il re degli Unni Attila l’8 giugno 452 d.C.

L’episodio in realtà avvenne nel nord d’Italia (nei pressi di Mantova) ma Raffaello lo trasferisce alle porte di Roma perché la città è considerata il cuore della cristianità. Sullo sfondo infatti sono riconoscibili alcuni dei monumenti più caratteristici quali il Colosseo, un acquedotto, una basilica e un obelisco.

Al centro della scena, Attila sul cavallo nero volge lo sguardo impaurito verso la visione che gli è apparsa in cielo degli apostoli Pietro e Paolo armati di spade e accenna un istintivo moto di fuga.

Mentre l’affresco veniva eseguito, Giulio II morì e nei tratti di Leone I Magno venne raffigurato il nuovo pontefice Leone X.