eraclito
Eraclito, particolare della Scuola di Atene, Raffello Sanzio

Eraclito vive ad Efeso tra il VI e il V secolo a.C.
Della sua vita non si sa molto. Si presume che, pur vivendo in una roccaforte democratica, appartenesse all’orientamento politico opposto alla cultura del demos e fosse, perciò, di origini aristocratiche.

Intorno alla natura è un’opera in prosa, in cui Eraclito ha raccolto aforismi e sentenze brevi e taglienti e dai toni enigmatici. Motivo per cui, Eraclito è chiamato l’oscuro dalla tradizione.

La sua filosofia ha toni altezzosi: distingue la filosofia, sinonimo di verità, dalla comune mentalità degli uomini, fonte di errore e, quindi, pone una distinzione tra i dormienti, i non filosofi, che vivono un una sorta di illusione, incapaci di comprendere le leggi che regolano il mondo circostante, e i desti, i filosofi, che vanno al di là delle apparenze immediate, cogliendo il nocciolo segreto delle cose.

Tale contrapposizione tra desti e dormienti è interpetata da alcuni come la contrapposizione tra aristocrazia e popolo, mentre altri la interpretano solo sotto il profilo sociologico, riferendosi al contrasto netto tra filosofi e non filosofi.

Eraclito traccia, poi, i caratteri del vero filosofo.
Il filosofo vero è colui che andando al di là delle credenze comuni, in solitudine scandaglia la propria anima, che offre una ricerca senza fine.
Il filosofo vero è colui che possiede una conoscenza profonda degli argomenti e sa elevarsi a una veduta complessiva dell’essere. Critica, infatti, tanto personaggi come Omero e Pitagora, che con la loro multiscienza non fanno altro che ammucchiare dati su dati, mantenendo una conoscenza vagante alla superficie delle cose; quanto coloro che si concetrano su una disciplina particolare.
Filosofo vero, infine, è chi individua una condotta di vita indipendente da quella degli uomini volgari.

Eraclito è definito filosofo del divenire, in virtù del suo celebre panta rei, sebbene alcuni critici sostengano che tale definizione non appartenga al filosofo, ma ai suoi discepoli. Per lo scarso numero di frammenti non è possibile distinguere la filosofia di Eraclito da quella dei seguaci.

In ogni caso, Eraclito considera il mondo come un flusso perenne in cui tutto scorre come le corrente di un fiume, le cui acque non sono mai le stesse.

Eraclito individua il principio di tutte le cose nel fuoco: tutto ciò che esiste proviene dal fuoco e ritorna al fuoco secondo il duplice processo della via all’in giù (il fuoco condensandosi, diventa acqua e poi terra) e della via all’in su (la terra rarefacendosi, diventa acqua e poi fuoco).

Come Anassimandro, anche Eraclito fa riferimento ai contrari, che, in quanto opposti lottano tra loro e nessuno può stare senza l’altro, in quanto l’uno vive in virtù dell’altro. E’ questa la legge segreta del mondo. E la legge dell’interdipendenza e inscindibilità degli opposti è definita logos.

Da ciò deriva che la vita è lotta e opposizione e l’armonia, dunque, non risiede nella conciliazione dei contrari.

Se tutto è logos e tutto è fuoco, indicando con il primo la legge universale che governa le cose e con il secondo il principio fisico che le costituisce, ne deriva allora una concezione panteistica.

Si deduce anche dai pochi frammenti una concezione ciclica del mondo: l’universo come insieme di fasi alterne di distruzione-produzione.

Eraclito è dipinto nella Scuola di Atene di Raffaello Sanzio.