i funerali di ettore

I funerali di Ettore concludono l’Iliade.

Dopo il colloquio nella tenda, Achille restituisce a Priamo il cadavere del figlio Ettore e gli accorda undici giorni per celebrare i funerali. Priamo torna quindi a Troia con il cadavere di Ettore.

I diversi momenti dei funerali di Ettore

Andromaca, Ecuba ed Elena piangono sul corpo dell’eroe

Andromaca compiange lo sposo morto prematuramente, se stessa rimasta vedova, il piccolo figlio orfano, la città rimasta senza difensore. Prevede che presto la città cadrà; le donne saranno portate via prigioniere; il bambino sarà destinato anch’egli alla schiavitù oppure sarà gettato dalla torre per vendetta da un Greco a cui Ettore ha ucciso un familiare.

Ecuba, la madre di Ettore, nel suo lamento funebre ricorda gli altri suoi figli fatti prigionieri da Achille e venduti in isole lontane; e poi l’accanimento di Achille contro il corpo di Ettore. Ringrazia gli dèi perché la crudeltà di Achille non ha minimamente sfigurato il corpo del figlio rimasto perfetto e intatto come se fosse appena morto per una freccia benigna di Apollo (così gli antichi Greci definivano le morti improvvise e indolori).

Elena pronuncia il suo lamento funebre per terza. Ella di Ettore rimpiange la bontà che ha alleviato la sua solitudine in una terra straniera in cui tutti la odiano, perché causa della guerra di Troia.

Priamo ordina che sia raccolta la legna per la pira funebre

Su invito di Priamo, il popolo erige una grandissima catasta di legna, sulla quale il corpo di Ettore è cremato. Non ci sono sacrifici umani, né uccisioni sacrificali di animali com’era avvenuto per i funerali di Patroclo.

Le ceneri di Ettore sono poste in un’urna d’oro

Fratelli e amici raccolgono le ossa e le dispongono in una cassa d’oro, poi sepolta sotto un tumulo di pietra e terra. Le sentinelle vegliano sulla tomba per proteggerla: la tregua sta per terminare.

Il solenne banchetto

Le celebrazioni funebri terminano con un solenne banchetto offerto da Priamo a tutto il popolo per onorare il figlio morto e confortare i Troiani.

Così si conclude il poema.