Donatello, San Giorgio, statua e basamento, 1415-1417, marmo, h 209 cm. Firenze, Museo Nazionale del Bargello (in origine nella nicchia di Orsanmichele).

La figura di San Giorgio ha origini tardoromane, ma la sua leggenda ha avuto una grande diffusione nel Medioevo.
Giorgio impersona la figura del Santo Cavaliere che sconfigge il male grazie alla propria fede, dopo aver attraversato una serie di dure prove, in un percorso di purificazione spirituale.

La duecentesca Legenda Aurea di Jacopo da Varagine narra di un terribile drago che aveva imposto, come condizione per la sopravvivenza di una città della Lidia, un tributo in vite umane. Quando tra le vittime viene estratta a sorte la figlia del re, Giorgio giunse in suo soccorso, domando il drago e portandolo in città legato alla cintura della giovane.

Il drago impersonerebbe il demonio, sconfitto dai valori di fede e di coraggio.
Nell’opera di Donatello, il drago e la principessa sono riconoscibili sul basamento della statua. Qui Donatello ha realizzato, con la tecnica dello stiacciato e della prospettiva, la scena dell’uccisione del mostro.

Basamento del San Giorgio di Donatello.
Basamento del San Giorgio di Donatello.

La scultura del San Giorgio fu commissionata a Donatello nel 1416 dalla corporazione dell’Arte degli Spadai e Corazzati per il loro tabernacolo in Orsanmichele (oggi è collocata presso il Museo Nazionale del Bargello, Firenze) e la sua armatura ben rappresenta il mestiere dei committenti.

La figura di San Giorgio è equilibrata, quasi composta da figure geometriche pure. Ricorrono i riferimenti al triangolo, che troviamo ripetuto nello scudo e nell’impostazione ferma delle gambe (leggermente divaricate e saldamente fissate al suolo), e dell’ovale, che delinea il volto, le spalle, la configurazione del busto. L’impianto è simmetrico, eppure la figura esprime naturalezza, grazie soprattutto alla posizione diversificata delle braccia e alla leggera rotazione del capo. I volumi sono definiti da un chiroscuro deciso.

Il santo è nella posa statica di un guerriero, che con espressione intensa osserva davanti a sé. Egli non è colto nel momento eroico dell’azione, ma mentre medita. Il suo sguardo, concentrato su un punto lontano, esprime un’intensa forza emotiva. Il suo volto esprime fierezza.
Giorgio Vasari nelle Vite, scorgerà in quest’opera “una vivacità fieramente terribile ed un meraviglioso gesto di muoversi entro quel sasso”.

San Giorgio è la rappresentazione dell’uomo nuovo, che afferma la propria volontà di voler comprendere e agire, l’eroe rinascimentale che sa di dover contare sulle proprie capacità intellettuali e morali per giungere allo scopo prefissato.

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