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Conferenza di Parigi 1919 e il nuovo ordine geopolitico

La Conferenza di Parigi del 1919 fu la conferenza di pace convocata dai Paesi vincitori della Prima guerra mondiale (Francia, Gran Bretagna, Italia e Stati Uniti) per ridefinire l’assetto geopolitico europeo e stipulare i Trattati di pace. Si aprì il 18 gennaio 1919 e si chiuse il 21 gennaio 1920. I Paesi sconfitti furono convocati solo per la firma dei trattati.

Figure chiave della Conferenza di pace di Parigi all’indomani della Prima guerra mondiale furono i “Quattro grandi”: Woodrow Wilson, Presidente americano; Georges Clemenceau, Presidente del Consiglio francese; David Lloyd George, Primo Ministro britannico; Vittorio Emanuele Orlando, Presidente del Consiglio italiano.

I Quattordici punti di Wilson e la Società delle Nazioni

Il presidente americano Wilson presentò i suoi “Quattordici punti” come una proposta per una pace equa e duratura, basata su principi quali il diritto all’autodeterminazione: se tutti i popoli soggetti a una potenza straniera – sostenne il presidente – saranno liberati e potranno “autodeterminarsi”, cioè scegliere liberamente le proprie forme di governo e le proprie leggi, non esisteranno più motivi di tensione nel mondo.

Questi punti includevano anche l’istituzione di un nuovo organismo internazionale: la Società delle Nazioni (da cui trent’anni dopo sarebbe nata l’ONU). La Società delle Nazioni mirava a prevenire futuri conflitti attraverso il dialogo e la cooperazione. Tuttavia, questo progetto, indubbiamente interessante, non poté essere attuato come previsto. Il Senato americano bocciò infatti la proposta di Wilson e si rifiutò di far entrare gli Stati Uniti all’interno del nuovo organismo. I parlamentari americani infatti non vedevano di buon occhio un coinvolgimento diretto del proprio Paese nelle vicende europee e preferivano continuare la politica isolazionista della “dottrina Monroe“. Per la neonata Società delle Nazioni fu un duro colpo: privata della guida americana, snobbata dal Giappone (che rifiutò categoricamente di entrarvi), proibita a tutti i Paesi sconfitti, essa non poté rappresentare la totalità degli Stati del mondo, e non riuscì dunque a svolgere il ruolo importante che avrebbe dovuto avere.

Il nuovo ordine geopolitico imposto dalla Conferenza di Parigi

La Conferenza di Parigi, pur ispirandosi ai 14 punti di Wilson e, in particolare, al principio di autodeterminazione, fu pesantemente influenzata dagli interessi delle potenze vincitrici, che portarono alla caduta di quattro grandi imperi (Tedesco, Austro-Ungarico, Russo, Ottomano) e alla nascita di nuovi Stati.

La Germania subì un forte ridimensionamento del territorio, perdendo l’Alsazia e la Lorena, ritornate alla Francia come prima del 1870. Cedette altri territori a nord alla Danimarca e a est alla Polonia. Complessivamente la Germania perse 70 000 kmq e 6 milioni di abitanti.

Impero austro-ungarico. Sia l’Austria sia l’Ungheria, molto ridotte nel territorio, divennero delle repubbliche. Il secolare impero asburgico era crollato.

Cecoslovacchia. Sui resti dell’Impero austriaco nacque un nuovo Stato indipendente repubblicano, formato dai territori di Boemia, Moravia e Slovacchia.

Iugoslavia. Nacque un nuovo regno per volontà della Serbia, formato da Slovenia, Croazia, Dalmazia, Bosnia, Erzegovina e Montenegro.

Albania e Bulgaria. L’Albania diventò indipendente dall’Impero ottomano e si trasformò successivamente in un regno. La Bulgaria divenne una repubblica indipendente.

Turchia. Il vecchio Impero ottomano, già fortemente indebolito e ridimensionato nel territorio dalle guerre balcaniche (1912-1913), crollò definitivamente e diede vita alla Repubblica turca dopo la rivolta nazionalistica capeggiata da Kemal Ataturk.

Repubbliche baltiche. Nacquero nuovi Stati indipendenti sottratti al territorio dell’Impero russo: Finlandia, Estonia, Lettonia, Lituania.

Italia. Il Regno d’Italia ottenne il Trentino, l’Alto Adige, l’Istria, ma non i territori promessi dal Patto di Londra (1915) in Albania e in Dalmazia.

Gli errori commessi nella Conferenza di Pace di Parigi aprirono la strada alla Seconda guerra mondiale

La Conferenza di Parigi del 1919, che portò ai Trattati di Pace, fu causa di errori che portarono alla scoppio della Seconda guerra mondiale. Questi i principali errori strategici commessi a Parigi nel 1919:

  • il Trattato di Versailles impose alla Germania condizioni punitive, tra cui l’accettazione della piena responsabilità della guerra, la perdita di vasti territori e l’imposizione di ingenti riparazioni economiche. Questo generò un profondo risentimento nel popolo tedesco, creando il terreno fertile per l’ascesa al nazismo.
  • L’Italia, nonostante fosse tra le potenze vincitrici, ottenne solo parzialmente i territori promessi. Questa delusione alimentò il mito della vittoria mutilata e favorì l’ascesa del fascismo.
  • Il principio di autodeterminazione dei popoli venne applicato in alcuni casi e negato in altri, con conseguenze molto gravi sulla stabilità di alcune regioni.
  • Gli Stati Uniti non entrarono nella Società delle Nazioni, indebolendone così il ruolo.
  • Infine, tutte le decisioni vennero prese senza tenere minimamente conto delle potenze sconfitte, che non vennero ammesse alla conferenza.

 

 

 

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