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Società delle Nazioni (1920-1946) cos’è e perché fallì

La Società delle Nazioni fu la prima organizzazione internazionale mirata alla pace e alla sicurezza mondiale, voluta dal presidente americano Thomas Woodrow Wilson e istituita nell’ambito della Conferenza di Pace di Parigi (1919), dopo la tragedia della Prima guerra mondiale. Operò dalla sua entrata in vigore, il 10 gennaio 1920, fino al suo scioglimento nel 1946. Fu sostituita dall’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU).

Cosa prevedeva lo statuto della Società delle Nazioni

Lo statuto della Società delle Nazioni fu approvato il 28 aprile 1919 durante la Conferenza di Pace di Parigi. Esso prevedeva:

  • la rinuncia da parte degli Stati membri alla guerra come strumento di soluzione dei contrasti;
  • il ricorso all’arbitrato per risolvere le controversie in modo pacifico e vincolante;
  • l’adozione di sanzioni economiche nei confronti degli Stati aggressori;
  • riduzione degli armamenti nazionali al limite minimo compatibile con la sicurezza interna;
  • amministrazione dei territori ex-coloniali o di imperi sconfitti affidata a potenze vincitrici, con l’obiettivo di portarli verso l’indipendenza.

Società delle Nazioni – Chi ne faceva parte

Ne facevano parte inizialmente tutti gli Stati vincitori della Prima guerra mondiale (Francia, Gran Bretagna, Giappone, Italia), tranne gli Stati Uniti (anch’essi vincitori) sebbene la sua istituzione era stata proposta dal presidente americano Thomas Woodrow Wilson nei suoi «quattordici punti». Gli Stati Uniti non vi aderirono per il loro tradizionale “isolazionismo” della Dottrina Monroe, ossia il rifiuto delle responsabilità mondiali e il ritorno a una sfera di interessi continentali.

In un secondo tempo aderirono la Germania (1926) e l’Urss (1934). La Germania si distaccò nel 1933, anno in cui si ritirò anche il Giappone. L’Urss venne espulsa nel 1939, a causa della guerra con la Finlandia. L’Italia lasciò l’organizzazione nel 1937, come ritorsione alle sanzioni economiche imposte dalla Società delle Nazioni nel 1935, dopo l’invasione italiana dell’Etiopia.

Le cause del fallimento

La Società delle Nazioni finì con l’essere egemonizzata da Gran Bretagna e Francia, fallendo nel suo obiettivo, nei decenni successivi, di prevenire le crisi internazionali a causa dell’assenza degli Stati Uniti, della mancanza di una forza armata propria e dell’inefficacia delle sanzioni economiche, aprendo così le porte al secondo conflitto mondiale, destinato a scoppiare nel 1939.

Estinzione della Società delle Nazioni e nascita dell’ONU

La Società fu dichiarata estinta il 19 aprile 1946 all’indomani del fallimento rappresentato dalla Seconda guerra mondiale e alla nascita, nel 1945, delle Nazioni Unite.

 

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