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Bartolomeo Diaz: il primo a doppiare il Capo di Buona Speranza

L’esploratore portoghese Bartolomeo Diaz (1450-1500) è stato il primo a doppiare (vale a dire a oltrepassare) il capo di Buona Speranza, nel 1488, cioè la punta meridionale del continente africano, nell’odierno Sudafrica, dimostrando che l’Oceano Indiano era accessibile via mare, anche se non arrivò fino alle Indie. Fu Vasco da Gama, dieci anni dopo (1498), a completare l’impresa, raggiungendo Calicut in India, stabilendo in questo modo la rotta marittima per le spezie e aprendo la via ai commerci portoghesi con l’Oriente.

Bartolomeo Diaz – le origini

Bartolomeo Diaz nacque in Algarve, nel sud del Portogallo, intorno al 1450, da una famiglia di navigatori. Studiò matematica e astronomia all’università di Lisbona e per tutta la vita navigò per conto della corona portoghese.

Il contesto storico

Nel XV secolo il commercio con l’Oriente ricopriva un ruolo fondamentale per l’Europa. Il re del Portogallo Giovanni II intuì che il sud dell’Africa poteva essere una porta d’accesso verso l’India. La sua idea era che l’Oceano Indiano non fosse un mare chiuso come si pensava all’epoca, ma che vi si poteva accedere per mare risalendo lungo la costa orientale dell’Africa. L’obiettivo era quello di evitare l’oneroso passaggio via terra attraverso il Medio Oriente.

Bartolomeo Diaz doppia il Capo di Buona Speranza

Nel 1486 il re del Portogallo Giovanni II affidò a Bartolomeo Diaz tre navi, con l’incarico di esplorare la costa orientale dell’Africa. Diaz salpò da Lisbona nell’agosto del 1487. Raggiunse senza rendersene conto l’estremità meridionale dell’Africa, toccando il Cabo do Padrão e quindi la Baia di Sant’Elena. Da qui, sorpreso da furiose tempeste, dovette procedere verso sud oltrepassando senza accorgersene l’estrema punta meridionale dell’Africa. Perciò, quando ritornata la calma, cercò di riguadagnare la costa, dovette retrocedere e trovare la costa stessa spingendosi verso nord-est. Seguitala per un certo tratto toccò un’isoletta che denominò di “Santa Cruz”. Proseguendo ancora verso nord pervenne alla foce di un fiume che egli battezzò Rio Do Infante (oggi Great Fish River) dal nome del comandante della seconda nave della squadra. Da qui, sorpreso da furiose tempeste e obbligato dall’equipaggio, dovette ritornare indietro, ripercorrendo la stessa rotta.

Fu allora che si accorse di aver doppiato (cioè oltrepassato) il Capo e ritrovò anche la nave che credeva perduta. Per questo motivo Diaz chiamò il Capo “Capo delle Tempeste”, che venne poi ribattezzato da Giovanni II “Capo di Buona Speranza”, con riferimento alle buone prospettive commerciali che nascevano da quella scoperta. Da qui, Diaz intraprese il viaggio di ritorno che lo portò a Lisbona nel dicembre 1487.

Il secondo e il terzo viaggio di Bartolomeo Diaz

Anni più tardi, nel 1497, si pensò di organizzare un’altra spedizione per continuare la via ormai tracciata. Il comando venne però affidato al più giovane Vasco da Gama e Diaz lo affiancò con un incarico più modesto, accompagnandolo fino a Capo Verde, per poi lasciarlo continuare da solo fino alle Indie. Vasco da Gama riuscì a completare l’impresa (1498), raggiungendo Calicut in India, stabilendo così la rotta marittima per le spezie e aprendo la via ai commerci portoghesi con l’Oriente.

Nel 1500, Bartolomeo Diaz prese parte infine alla spedizione di Pedro Alvares Cabral e nel corso di questo viaggio raggiunse le coste del Brasile. Nel viaggio di ritorno la sua nave, insieme con altre, naufragò e Diaz morì proprio nei pressi di Capo di Buona Speranza, il 29 maggio 1500.

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