Complesso di Edipo, cos'è. La storia

Complesso di Edipo è, secondo la psicanalisi, lo stato emotivo di amore e di ostilità che il bambino vive tra i tre e i cinque anni nei confronti del genitore di sesso opposto.

Complesso di Edipo: le origini nel mito

Edipo è il nome del protagonista di uno dei miti più celebri della letteratura greca. La sua vicenda è al centro di numerosi poemi epici, andati perduti, e dell’omonima tragedia di Sofocle, che è invece pervenuta.

La storia narra che Laio, padre di Edipo e re di Tebe, aveva saputo dall’oracolo che, se avesse avuto un figlio, questi un giorno lo avrebbe ucciso, avrebbe sposato la madre e avrebbe provocato la rovina della sua casa.

Laio, tuttavia, generò Edipo e per evitare l’avverarsi della profezia, ordinò a un servo di abbandonare su un monte il neonato. Il servo eseguì l’ordine. Poco dopo però un viandante che passava di là per caso udì piangere il bambino. Mosso a pietà, lo raccolse e lo portò al suo signore, il re di Corinto Polibo. Questi, non avendo figli ed essendo desideroso di averne uno, lo allevò come proprio.

Divenuto adulto, Edipo, ebbe una disputa con un tale che, per offenderlo, gli disse che lui non era il vero figlio di Polibo, ma solo un trovatello salvato dalla morte.

Turbato da quella rivelazione, il giovane andò a Delfi per chiedere al dio Apollo chi fossero i suoi veri genitori. L’oracolo di Delfi non gli disse nulla a questo proposito, ma gli predisse che un giorno avrebbe ucciso suo padre e sposato la stessa madre.

Volendo sfuggire a quel destino che lo terrorizzava, Edipo decise di non tornare mai più a Corinto.

Un giorno, mentre si trovava a un bivio incrociò la carrozza su cui viaggiava Laio. Il cocchiere prese così male la curva, che una ruota passò sopra a un piede di Edipo.

Ne nacque un grave litigio e il giovane, per difendersi da Laio che stava per ucciderlo, trafisse proprio quel padre che non aveva mai conosciuto.

Tempo dopo, mentre continuava il suo viaggio, Edipo incontrò la Sfinge e risolse il suo enigma: «Qual è l’animale che ha voce, che il mattino va con quattro piedi, a mezzogiorno con due e la sera con tre?»; Edipo pensò attentamente e rispose: «Quell’animale è l’uomo, che nell’infanzia si trascina carponi; nell’età adulta sta in piedi; nella vecchiaia procede appoggiandosi a un bastone». Spezzato il sortilegio, la Sfinge, rabbiosa, si gettò dalla rupe e morì.

Avendo liberato Tebe da quel mostro sanguinario, Edipo fu accolto dalla città come un trionfatore tanto da riceverne in moglie la regina Giocasta, sua stessa madre.

E così sebbene Laio ed Edipo avessero cercato entrambi di sfuggire alla terribile profezia, tutto si era avverato inesorabilmente.