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Reggia di Versailles, origini e storia

La Reggia di Versailles, fatta costruire da Luigi XIV, fu il simbolo della ricchezza e del potere assoluto della monarchia francese e un modello per numerosi edifici europei. In Italia spiccano la Reggia di Caserta e la Palazzina di caccia dei Savoia a Stupinigi.

Il 14 maggio 1643 Luigi XIV, il re Sole, sale sul trono di Francia.
Tra i piani da lui formulati, dopo che Mazzarino morì nel 1661, ve n’era uno di primaria importanza: privare la nobiltà di tutti i suoi poteri politici, lusingandola però con incarichi onorifici compensati con lucrose “pensioni”. Contemporaneamente la indusse a lasciare le proprie residenze e a risiedere a corte, nel sontuoso palazzo che si fece costruire a Versailles, a 15 chilometri da Parigi. In tal modo avrebbe tenuto continuamente sotto controllo gli aristocratici.

I lavori per la Reggia di Versailles durarono 54 anni (dal 1661 al 1715, l’anno della morte del re); all’immensa impresa lavorarono numerosi architetti e ingegneri, tra cui Le Vau, Mansart e le Nôtre. Per la costruzione della Reggia di Versailles furono mobilitati migliaia di uomini e altrettanti cavalli; i materiali utilizzati ammontarono a decine di milioni di tonnellate di pietra, marmi, tubature, carbone per un costo di 100 milioni di franchi d’oro (dalle tasse dei contadini Luigi ne incassava 24 milioni all’anno che non gli bastavano neanche per le spese correnti); ci furono centinaia di morti e migliaia di feriti per incidenti sul lavoro, ma anche migliaia di caduti per la malaria che affliggeva le parti paludose della zona.

Il risultato fu un’immensa residenza racchiusa da un muro di cinta lungo 40 chilometri (a Roma le Mura Aureliane che contengono uno dei più grandi centri storici d’Europa, sono lunghe 12 chilometri e mezzo) in cui si aprivano 24 porte monumentali. All’interno vi erano un “piccolo parco” dedicato alle passeggiate e un “grande parco” destinato alla caccia.

La Reggia di Versailles comprendeva 364 appartamenti nelle ali a sud e a nord, mentre nel corpo centrale si trovavano le sale da ballo e di rappresentanza, gli uffici del governo e gli appartamenti reali. Il complesso accoglieva una corte di 5000 persone che, in particolari occasioni, si accalcavano fino a diventare 10 000.

Una delle meraviglie della Reggia di Versailles era (ed è) la Galleria degli specchi, in cui a ciascuna grande finestra sul giardino corrispondeva, nella parete opposta, un’arcata ricoperta di specchi che rinviavano la luce creando un effetto stupefacente.

Galleria degli specchi, Reggia di Versailles.
La Galleria degli specchi, Reggia di Versailles.

La Reggia di Versailles, tuttavia, era sfarzosa ma non confortevole. D’inverno i corridoi e le stanze erano attraversati da correnti d’aria gelida e non esistevano strutture igieniche. L’unico ad avere una stanza da bagno dotata di una fossa biologica era il re; gli altri si servivano dei vasi da notte perché i gabinetti, posti all’esterno, erano solo 5 per 5000 abitanti.

I cronisti dell’epoca raccontano che i valletti, non sapendo dove gettare gli escrementi propri e dei loro padroni, vuotavano i vasi nei cortili o in un fiumiciattolo che attraversava la cittadina di Versailles, vicina al palazzo.
Uscire per una passeggiata nel parco significava immergersi nel puzzo (e pare infatti che i cortigiani, a differenza del re, evitassero accuratamente i giardini). Quanto ai circa 1000-2000 abitanti della cittadina di Versailles, negli anni centinaia di loro si ammalarono e morirono di tifo.

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