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Mura Aureliane: le mura di Roma

Le Mura Aureliane circondano tutt’oggi il centro storico di Roma e sono tra le cinte murarie antiche più lunghe e meglio conservate al mondo. Andarono a sostituire le antiche Mura serviane del VI secolo a.C. e hanno svolto la loro funzione di difesa della città per ben 1600 anni, fino al 20 settembre 1870, giorno della Breccia di Porta Pia, che sancì l’annessione di Roma al Regno d’Italia.

Le Mura Aureliane quando e perché furono costruite

I lavori iniziarono nel 271 d.C., durante il periodo storico che va sotto il nome di anarchia militare, per volere dell’imperatore Aureliano – per proteggere Roma, la capitale dell’impero, dalle incursioni dei popoli germanici – e furono portati a termine nel 279 dall’imperatore Probo (276-282).

Interventi successivi

Successivamente le mura furono oggetto di interventi da parte degli imperatori Arcadio (377-408 d.C.) e Onorio (384-423 d.C.). Le fonti antiche attestano restauri alle mura eseguiti nel corso del VI secolo d.C. da Teodorico, re degli Ostrogoti, e da Belisario, generale dell’imperatore Giustiniano, durante e dopo la guerra greco-gotica (535-553). Nei secoli seguenti, interventi di restauro alla cinta muraria furono eseguiti da vari pontefici, che, dal XV secolo in poi, ne lasciarono memoria anche attraverso stemmi ed iscrizioni collocati direttamente sulle strutture murarie.

Le dimensioni e la costruzione

Le Mura Aureliane, costruite in opera laterizia con mattoni in prevalenza di recupero, circondavano Roma con una cerchia muraria imponente, lunga circa 19 chilometri (oggi ne sono rimasti circa 12,5), alta circa 6 metri e spessa 3,5.

Ogni 30 metri le Mura Aureliane erano interrotte da torri quadrate, alla cui sommità c’era un ampio locale che ospitava le baliste, macchine da guerra che lanciavano proiettili di pietra. In tutto le torri erano 383 e lungo la cinta muraria si aprivano anche 14 porte principali (alcune delle quali perfettamente conservate) e innumerevoli altre secondarie.

Queste mura gigantesche volevano scoraggiare i nemici dall’attaccare Roma, ma erano principalmente le torri ad avere una funzione difensiva. Per questa ragione le torri vennero studiate e posizionate a una distanza tale da consentire di coprire tutto lo spazio antistante le mura, non consentendo ai nemici di avvicinarsi senza essere colpiti dai proiettili delle baliste.

Le Mura Aureliane vennero inoltre progettate per consentire lo spostamento delle truppe di difesa in tutta sicurezza. Al loro interno correva infatti una galleria che consentiva ai soldati di muoversi. Nella zona superiore, poco al di sotto della zona merlata, vi era il cammino di ronda dove si muovevano i militari addetti alle operazioni difensive e alla sorveglianza. Anche le torri erano divise in più piani, uniti da scale in muratura che permettevano di raggiungere velocemente e al coperto le zone dove erano posizionate le baliste.

Per accelerare i lavori, furono inglobati nella cinta difensiva molte costruzioni precedenti che sorgevano lungo il tracciato delle mura (fra queste, l’Anfiteatro Castrense, la Piramide Cestia, due o forse tre lati del Castro Pretorio), riducendo in tal modo tempi e costi di realizzazione. Allo stesso modo vennero annessi al perimetro murario alcuni acquedotti e anche il fiume Tevere, che non solo fungeva da baluardo difensivo, ma forniva un’abbondante riserva d’acqua, necessaria in caso di assedio.

Tratto di Mura Aureliane vicino Porta San Sebastiano: è visibile il camminamento che permetteva ai soldati di spostarsi rimanendo protetti all'interno delle mura.
Tratto di Mura Aureliane vicino Porta San Sebastiano: è visibile il camminamento che permetteva ai soldati di spostarsi rimanendo protetti all’interno delle mura.

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