La Guerra greco-gotica, anche detta Guerra gotica bizantina, fu combattuta tra il 535 e il 553 fra i Bizantini (di cultura e lingua greca) e gli Ostrogoti, per il dominio sull’Italia (all’epoca governata dal re ostrogoto Teodorico). Fu iniziata dall’imperatore bizantino Giustiniano I (527-565) che voleva ricostituire l’antico Impero Romano. I Bizantini vinsero e l’Italia, che tuttavia uscì profondamente devastata dal conflitto, ritornò sotto il dominio diretto dell’Impero romano d’Oriente (o Impero bizantino).
Guerra greco-gotica: casus belli
Il casus belli della guerra greco gotica fu l’assassinio della regina degli Ostrogoti Amalasunta (figlia del re Teodorico) per ordine del marito e cugino Teodato, con il quale condivideva il regno.
Teodorico era morto nel 526, lasciando sul trono un bambino di appena dieci anni, il nipote Atalarico (526-534), in nome del quale esercitò il potere la madre Amalasunta.
L’aristocrazia ostrogota però mal tollerava il comando di una donna, alla quale si rimproverava per giunta un orientamento eccessivamente filo bizantino. La stessa educazione del giovanissimo re era oggetto di aspri contrasti: i nobili pretendevano che egli non fosse educato – come voleva la madre – alla cultura romana, ma secondo le tradizioni del loro popolo.
Preoccupata per questa tensione che si aggravava di giorno in giorno, Amalasunta avviò contatti segreti con l’imperatore bizantino Giustiniano, cercandone la protezione.
Nel 534 il piccolo Atalarico morì. Amalasunta assunse immediatamente il titolo di regina e associò al regno, sposandolo, il cugino Teodato. Questi però si pose alla guida dell’opposizione gotica, depose la regina e la esiliò in un isolotto sul lago di Bolsena. Qui nel 535 Amalasunta fu uccisa da un sicario.
La Guerra greco gotica – le fasi principali dello svolgimento
Lo sbarco dell’esercito bizantino in Sicilia guidato dal generale Belisario nel 535
L’imperatore bizantino Giustiniano non perse tempo: l’uccisione di una regina amica fu il pretesto per le sue ambizioni espansionistiche e inviò in Italia un esercito affidato al suo generale Belisario. La prima fase della campagna, iniziata nel 535, fu favorevole ai Bizantini: Palermo, Napoli, l’intera Italia meridionale caddero rapidamente nelle loro mani.
La resistenza gotica sotto il re Vitige
Di fronte alla gravità della situazione, gli Ostrogoti deposero Teodato, rivelatosi debole e incapace, ed elessero al suo posto un abile generale, Vitige (536-540). Il nuovo sovrano riuscì a rallentare l’avanzata bizantina, ma non a fermarla: Belisario infatti s’impadronì di Roma e di Ravenna. Vitige fu catturato e deportato a Costantinopoli (540).
Il re ostrogoto Totila riorganizza l’esercito e impegna i Bizantini in una lotta durissima
Il nuovo sovrano degli Ostrogoti, Totila (541-552), organizzò la resistenza con grande abilità: per trovare consenso presso la popolazione italica, liberò gli schiavi e donò terre ai contadini, cercando di contrapporli all’aristocrazia latina favorevole ai Bizantini. Intanto riorganizzò l’esercito, migliorandone l’efficienza, e impegnò i Bizantini in una lotta durissima per il controllo dell’Italia.
Narsete sconfigge Totila nella battaglia di Gualdo Tadino
Nel 552, il valente generale bizantino Narsete, chiamato a sostituire Belisario, sconfisse e uccise il re degli Ostrogoti Totila nella battaglia di Gualdo Tadino (nell’attuale Umbria).
Narsete e la conclusione della guerra greco gotica
L’anno successivo, 553, l’esercito bizantino guidato da Narsete, riusciva a vincere Teia, l’ultimo sovrano ostrogoto, e a porre fine al dominio degli Ostrogoti in Italia.
Alla fine della Guerra greco-gotica (535-553), la penisola era diventata parte dell’Impero romano d’Oriente, ma solo per pochi anni, perché di lì a poco una nuova popolazione barbarica si affacciava ai valichi alpini: i Longobardi.
L’Italia dopo la Guerra greco-gotica: le conseguenze
La Guerra greco-gotica fu responsabile di uno dei periodi più orrendi della storia d’Italia: dopo quasi un ventennio di guerre e devastazioni, era un paese impoverito e stremato; la popolazione decimata da razzie, fame e malattie, in particolare da una tremenda epidemia di peste.

