caduta di Costantinopoli
Philippe de Mazerolles, L'assedio di Costantinopoli, dalla Chronique de Charles VII di Jean Chartier, 1470 ca.

La caduta di Costantinopoli, capitale dell’Impero bizantino, nelle mani dei turchi ottomani, è vissuta dal mondo cristiano come una terribile catastrofe paragonabile solo alla caduta dell’Impero romano d’Occidente, avvenuta circa mille anni prima.

Per gli ottomani invece la caduta di Costantinopoli è l’atto finale di un lungo e graduale processo di espansione.

L’ascesa dei turchi ottomani

Alla metà del XIII secolo, in Asia Minore, l’impero dei turchi selgiuchidi cade sotto i colpi dell’espansione mongola. Sulle sue rovine si formano vari potentati locali: gli emirati turchi.

Da uno di questi emirati, quello di Bitinia, parte verso la fine del XIII secolo il processo di unificazione politica dell’Anatolia (attuale Turchia), a opera di Othman (o Osman, 1259-1326), fondatore dell’impero che da lui prenderà il nome di “ottomano”.

L’avanzata degli ottomani è inarrestabile: dal 1301 al 1337 i turchi ottengono una serie di vittorie sui bizantini e sugli emirati circostanti. Nel 1326 Othman pone la sua capitale a Bursa, a 250 km da Costantinopoli.

Nel 1354, sotto la guida del nuovo emiro Bayazid, gli ottomani superano lo Stretto dei Dardanelli, dando inizio all’invasione della penisola balcanica: Tracia, Tessaglia, Bulgaria e Macedonia cadono nelle mani dei turchi; 1361 conquistarono Adrianopoli; 1389, con la battaglia di Kossovo, abbattono il regno di Serbia, minacciando i confini dell’Ungheria.

Il re di questo Paese, il futuro imperatore Sigismondo di Lussemburgo, cerca di frenare la loro avanzata ma è sconfitto nella battaglia di Nicopoli del 1396.
Sembra che nulla possa fermare l’avanzata ottomana, che punta inesorabilmente verso Costantinopoli e che il destino di quest’ultima sia oramai segnato. Ma almeno per il momento non è così.

La penetrazione ottomana in Occidente è infatti bloccata da Tamerlano (1336-1405), sovrano turco dell’Asia centrale. Lo scontro decisivo tra le armate di Tamerlano e quelle ottomane avviene nella battaglia di Ankara (1402): gli ottomani subiscono una vera e propria disfatta e il loro dominio si disgrega rapidamente. Ma, morto Tamerlano nel 1405, l’impero da lui edificato si sfascia. Di questo sanno approfittare gli ottomani che, sotto la guida di Murad II (1421-51), riprendono l’espansione verso l’Europa.

È opinione dei più che Costantinopoli non resisterà ancora a lungo. L’imperatore Giovanni VIII Paleologo (1425-48), infatti, nel 1438 si reca in Italia a chiedere l’aiuto dei cristiani d’Occidente, offrendo in cambio la sottomissione della Chiesa di Costantinopoli al papa di Roma. Nel 1439, durante il concilio di Firenze, è proclamata l’unione tra la Chiesa di Costantinopoli e quella di Roma. L’evento, tuttavia, non serve a salvare Costantinopoli dai turchi. Le potenze europee, infatti, non  attraversano un momento felice: Francia e Inghilterra sono spossate a causa della guerra dei Cent’anni, l’Italia è divisa, e così pure la Germania. Quanto al papa, la sua autorità non è più quella di una volta.

L’attacco finale

L’attacco finale inizia il 6 aprile 1453.

Il sultano turco Maometto II (1451-81) attacca Costantinopoli dalla terra e dal mare con un esercito di circa 200.000 uomini. Gli assediati sono quindici volte di meno. L’esercito ottomano dispone di un’artiglieria moderna e potente (tra cui i più grandi cannoni esistenti al mondo a quel tempo), che sbriciola le antiche mura risalenti al V secolo d.C., mentre i bizantini si difendono con armi antiquate. Alla loro disperata richiesta d’aiuto hanno risposto solo 600 veneziani, 700 genovesi guidati dal celebre soldato di ventura Giovanni Giustiniani Longo e una squadra di catalani. Riescono solo a prolungare di qualche giorno la difesa della città.

La caduta di Costantinopoli

La mattina del 29 maggio 1453 i turchi ottomani entrano in Costantinopoli. L’ultimo imperatore bizantino, Costantino XI Paleologo, muore combattendo. Gli abitanti sono massacrati. La chiesa di Santa Sofia è trasformata in moschea. Costantinopoli è chiamata Istanbul e diventa la base sulla quale gli ottomani costruiscono la loro potenza marittima.

Scompare così l’Impero bizantino, diretto erede dell’Impero romano d’Occidente, mentre si consolida l’Impero ottomano, destinato anch’esso a lunga vita. Cessa infatti di esistere solo nel 1922, dopo la Prima guerra mondiale.