Tevere, il fiume che ha fatto storia

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Tevere
Veduta aerea dell'isola Tiberina

Il Tevere nasce dal monte Fumaiolo, in Emilia-Romagna, nell’Appennino Tosco-Emilano. Con i suoi 405 chilometri è il terzo tra i fiumi d’Italia, dopo il Po e l’Adige.

È alimentato da diversi affluenti e corsi d’acqua. Tra gli affluenti del Tevere: il Chiascio, il Nera e l’Aniene.

Il fiume Tevere attraversa tutto il Lazio prima di giungere nella zona di Roma. Sfocia a Ostia, nel mar Tirreno, con un delta formato da due rami.

Nell’antichità, il corso del Tevere, lento e placido, favoriva il trasporto di uomini, animali e cose da Nord a Sud. Perciò Roma nacque proprio intorno al Tevere.

Il guado dell’isola Tiberina

Prorpio al di sotto dei colli Palatino e Quirinale, il Tevere forma un guado assai favorevole, corrispondente all’isola Tiberina.

Fin dall’età del bronzo questo luogo divenne molto ambito, per ragioni commerciali. Infatti chi controllava l’isola, controllava un luogo strategico per il passaggio delle mandrie e per lo scambio di prodotti fra l’Etruria (sulla riva sinistra del Tevere) e le fertili pianure di Lazio e Toscana (sulla riva destra).

Il prezioso sale

Il guado dell’isola Tiberina era poi uno dei pochi luoghi dell’Italia centrale, e l’unico dell’intera regione laziale e sabino-umbra, in cui era possibile trovare il sale. Il sale era il prodotto più prezioso scambiato nella Roma arcaica perché fondamentale per la conservazione degli alimenti.

Il porto Tiberino

A sud dell’isola Tiberina, in un’ansa del fiume Tevere oggi interrata, era situato il Porto Tiberino (Portus Tiberinus), il primo porto fluviale di Roma.

Il Foro Boario

Sempre sull’isola Tiberina sorgeva il Foro Boario, il mercato del bestiame; e nelle sue vicinanze fu edificato il primo ponte romano, il ponte Sublicio.

Quest’area ospitava un mercato di grande importanza, posto sotto la protezione del santuario dedicato a Eracle Italico, difensore del bestiame transumante e dei pastori.