romanticismo in europa
Johann Heinrich Fussli, Incubo (1781), Detroit, Institute of Fine Arts

Il Romanticismo in Europa, Russia e Stati Uniti. riassunto di Letteratura

Nel precedente articolo abbiamo esaminato il Romanticismo in Italia. Ora, esaminiamo le letterature dei paesi stranieri in cui il Romanticismo ebbe sviluppi più importanti.

Il Romanticismo in Europa

Germania – È il primo paese europeo in cui si affaccia una “scuola” romantica, un gruppo di intellettuali accomunati da tendenze affini, espresse in manifesti, opere teoriche e opere creative. Già nel corso del Settecento si erano delineate tendenze precorritrici della nuova sensibilità, come lo Sturm und Drang (= tempesta e impeto); ma l’atto di nascita del Romanticismo vero e proprio in Germania è la fondazione della rivista “Athenaeum”, pubblicata a Berlino dal 1798 al 1800 e animata soprattutto dai fratelli August Wilhelm e Friedrich Schlengel. Vi collaborarono anche poeti come Novalis e Tieck, e filosofi come Schleiermacher e Schelling.

Caratteristico del Romanticismo tedesco fu il recupero delle tradizioni nazionali e popolari, collegato al nazionalismo, che nasceva dalla contrapposizione all’oppressione napoleonica e si manifestava come esaltazione dello spirito germanico originario. Espressioni del recupero delle tradizioni nazionali furono: la raccolta di Lieder (canti) popolari anonimi, Il corno magico del fanciullo (1806-08, in tre volumi), curata da Brentano e Achim von Arnim, canti attinti alla tradizione medievale, ma rielaborati dai curatori; le Fiabe antiche germaniche raccolte dai fratelli Grimm (1811-12), che ebbero grande diffusione, anche all’estero. Insieme al gusto del fiabesco e del leggendario, pervaso d’ingenuità popolare, si unisce il gusto per situazioni fantastiche, irreali, di sogno, per atmosfere magiche e per evocazioni spettrali e sinistre.

L’ultima fase è invece caratterizzata da un ripiegamento verso il quotidiano e il familiare. Un documento significativo di questa tendenza sono le Poesie scelte di Gottlob Biedermeier, maestro elementare svevo, pubblicate nel 1855 da Ludwig Eichrodt e Adolf Kussmaul. Biedermeier è una figura inventata, ma rappresenta il piccolo borghese, chiuso nel suo mondo familiare e soddisfatto del suo limitato orizzonte. Tale figura divenne emblematica del gusto di un’epoca, che si suole definire appunto Biedermeier, caratterizzata da un compromesso con la realtà comune e borghese dopo gli slanci mistici e irrazionalistici del primo Romanticismo.

Inghilterra – Il manifesto del Romanticismo inglese può essere considerato la prefazione che William Wordsworth aggiunse nel 1800 alla seconda edizione delle Ballate liriche, a cui aveva partecipato con alcuni testi anche l’amico Samuel Taylor Coleridge (la prima edizione uscì nel 1798). Il programma si articola sostanzialmente in due punti: 1) il poeta deve usare un linguaggio semplice, vicino a quello della gente comune, che erediti quello della tradizione poetica popolare; 2) la poesia deve trattare cose e persone reali, quotidiane, umili.
Questa generazione romantica è detta dei “poeti dei laghi”, poiché amavano soggiornare nella regione dei laghi del Cumberland, nel Nord-Ovest dell’Inghilterra, e ispirarsi alla natura di quei luoghi.

Dal secondo decennio del secolo, la scena letteraria fu dominata da una “seconda generazione” romantica, i cui maggiori rappresentanti si rivelarono George Byron, Percy Bysshe Shelley, John Keats. Questi ebbero fra loro in comune l’ansia di libertà e il conflitto con la società inglese, con il suo rigido moralismo e con le sue convenzioni soffocanti, la fuga verso gli orizzonti sereni del Mediterraneo (l’Italia, la Grecia), il culto della bellezza. Dalla trattazione di realtà quotidiane passarono ad esplorare l’esperienza intima, soggettiva, in opposizione alla massificazione della Rivoluzione industriale, che aveva cancellato l’individualità e l’interiorità. Alla realtà contrapposero mondi alternativi, creati attraverso l’immaginazione. In questa esplorazione, il loro linguaggio si fece più complesso, prezioso, ricco di immagini, spesso denso sino all’oscurità.

La narrativa inglese tende al realismo quotidiano, come testimoniano già all’inizio del secolo i romanzi di Jane Austen (1775-1817), Orgoglio e pregiudizio (1813), Mansfield Park (1814), Emma (1816), che rappresentano la vita della borghesia di provincia. È un aspetto che caratterizzerà la ricca produzione narrativa della successiva età vittoriana, che sarà vicina allo spirito Biedermeier tedesco: la rappresentazione della realtà di ogni giorno, della gente comune e senza storia (di cui già Wordsworth era stato, d’altronde, un precursore).

Francia – In Francia un movimento romantico si sviluppò più tardi che in Germania e in Inghilterra, cioè solo nel terzo decennio del secolo. Ma già nell’età napoleonica vi furono personalità che manifestarono appieno la nuova sensibilità. La figura più significativa di questa fase preliminare è quella di François-René de Chateaubriand: nel Genio del Cristianesimo (1802) vi è un’esaltazione della religione cattolica, anche come fonte di ispirazione poetica e artistica, che si oppone al laicismo e al razionalismo del secolo precedente; René (1805) traccia il ritratto di uno dei più tipici eroi romantici, inquieto, infelice e “maledetto”. Sul piano teorico, un’importanza enorme ha Della Germania di Madame de Staël, pubblicata a Londra nel 1813, che diffonde in Francia e in Europa la conoscenza della cultura tedesca contemporanea, della letteratura romantica e della filosofia idealistica.

Il manifesto del movimento romantico fu la prefazione premessa da Victor Hugo alla sua tragedia storica Cromwell (1827). Lo scrittore vi sostiene che nell’arte devono convivere bello e brutto, sublime e grottesco, tragico e comico; regole e convenzioni dei generi devono essere abolite perché si oppongono alla libera rappresentazione della natura; così è da respingere l’imitazione dei modelli, che soffoca l’originalità del genio.

Il Romanticismo francese si espresse soprattutto nella poesia lirica, le cui caratteristiche furono il sentimentalismo delicato e musicale di Alphonse de Lamartine (1790-1869), la grandiosità di Victor Hugo, ricca di colore ma spesso gonfia e retorica, la lirica filosofica e simbolica di Alfred de Vigny (1797-1863) che affronta il problema del male con severo pessimismo, la passionalità estrema di Alfred de Musset (1810-57), la tendenza visionaria e allucinata di Gérard de Nerval, in cui si esprimono le profondità dell’inconscio; il capolavoro di Charles Baudelaire, I fiori del male (1857), si situa al confine tra la cultura romantica e la nuova sensibilità decadente che caratterizzerà la seconda metà del secolo.

Nella letteratura drammatica Hugo, con le sue tragedie storiche, Cronwell, Hernani, Il re si diverte, Ruy Blas, sconvolse le regole della tragedia classica, scatenando violente polemiche con i classicisti. Nella narrativa si hanno romanzi autobiografici come Le confessioni di un figlio del secolo di Musset, romanzi storici come Notre Dame de Paris di Hugo (1831), che ricostruisce un Medio Evo tenebroso e pittoresco, racconti di passioni ardenti in ambienti esotici, romanzi sentimentali e idillico-rusticali come quelli di George Sand (pseudonimo di Aurore Dupin), romanzi sociali e umanitari, a forti coloriture romanzesche e popolari come I miserabili di Hugo, romanzi di appendice, come quelli fortunatissimi di Eugène Sue (1804-57), I misteri di Parigi (1842-43), e di Alexandre Dumas padre (1803-70), I tre moschettieri (1844), Il conte di Montecristo (1845).

Ma la narrativa francese offre soprattutto i vertici del romanzo realistico moderno con i romanzi di Stendhal, Il rosso e il nero (1831) e La certosa di Parma (1839) e La commedia umana di Honoré de Balzac.
Radici nella cultura romantica rivela anche Gustave Flaubert (1821-80), che tende però nelle sue opere a mortificare con implacabile rigore ogni residuo di Romanticismo, grazie soprattutto a una rigorosa impersonalità.

Russia – La letteratura romantica russa del primo Ottocento fu caratterizzata da posizioni liberali e progressiste, critiche verso l’autocrazia zarista e le condizioni per certi aspetti ancora feudali della società. Gli intellettuali romantici furono spesso perseguitati per le loro posizioni con il carcere e l’esilio. Così Aleksandr Puškin (1799-1837), che per le sue idee fu allontanato da Mosca e confinato nella tenuta paterna; così Michail Lermontov (1814-41), che subì l’esilio nel Caucaso per una composizione, In morte di Puškin, in cui accusava gli ambienti aristocratici reazionari dell’ostilità verso il poeta.

In entrambi agisce il modello byroniano. Un tipico eroe romantico è il protagonista del capolavoro di Puškin, Eugenij Onegin (1831), che guarda il mondo dall’alto di una superiorità spirituale che non riesce a realizzarsi nei fatti; così Il demone di Lermontov è un angelo del male esule sulla terra, sdegnoso della mediocrità e teso al sublime, senza però riuscire a realizzarlo nella pratica. Ma mentre Puškin mira ad uno stile essenziale e cristallino, Lermontov accentua i caratteri ribelli e anticonformistici.

Stati Uniti – La letteratura americana nasce tra Sette e Ottocento, dopo la conquista dell’indipendenza, ereditando i generi della cultura europea quali il romanzo sentimentale, il romanzo nero, il romanzo storico-avventuroso.

I romanzi di James Fenimore Cooper (1789-1851), dedicato allo scontro tra i bianchi conquistatori e il mondo selvaggio delle praterie e delle foreste (L’ultimo dei Mohicani, 1826, La prateria, 1827, L’uccisore dei cervi, 1841), sono in fondo la persecuzione del romanzo storico di Walter Scott.

Ma i maggiori narratori americani dell’Ottocento (Poe, Melville e Hawthorne) ricalcano soprattutto le vie del “nero”: ciò è più evidente nei racconti di Edgar Allan Poe, incentrati sul mistero, l’orrore, il brivido dell’arcano, ma si può cogliere anche nei capolavori di Nathaniel Hawthorne (1804-64), La lettera scarlatta (1850) e di Herman Melville, Moby Dick (1851).