Victor Hugo: biografia, opere, romanzi

Victor Hugo nasce il 26 febbraio 1802 a Besançon, nell’est della Francia. Qui, suo padre presta servizio in qualità di generale dell’esercito di Napoleone Bonaparte.

A soli 25 anni, nel 1827, Hugo si afferma come il caposcuola del Romanticismo francese con la Prefazione al dramma storico Cromwell.

Non aderisce però ai modelli malinconici e solitari che caratterizzano i poeti del suo tempo, ma rappresenta piuttosto il tipo del poeta impegnato nella battaglia culturale e civile, molto attento ai temi sociali. Prende infatti posizione contro il lavoro minorile, è a favore dei diritti delle donne e dell’assistenza pubblica ai poveri.

Il 2 dicembre 1852 Napoleone III è proclamato imperatore dei Francesi e inizia a prendere provvedimenti antiliberali e ad attuare repressioni sempre più intolleranti. Victor Hugo lo attacca duramente e sceglie di andare in esilio in Inghilterra, su un’isola della Manica, dove resta per quasi vent’anni.

Dopo il crollo del Secondo Impero francese (1870) torna a Parigi, circondato dalla venerazione generale e considerato un maestro.

Muore a Parigi il 22 maggio 1885, a 83 anni, senza aver mai smesso di scrivere.

Romanzi di Victor Hugo

Hugo è scrittore, poeta e drammaturgo.

Scrive un romanzo storico, Notre-Dame de Paris (1831), e un romanzo storico della contemporaneità, Les misérables (I miserabili, 1862). Il primo è ambientato intorno alla cattedrale di Parigi nell’anno 1482; il secondo nell’età della Restaurazione.

Seguono altri romanzi, sempre di ispirazione sociale, come I lavoratori del mare (1866) e L’uomo che ride (1869), o di impianto storico, come Novantatré (1874).

Victor Hugo – opere

Victor Hugo è anche poeta e drammaturgo.

Le liriche

La sua produzione lirica si può suddividere in quattro periodi. Il primo va da Odi e ballate del 1826 a Le Orientali (1828) e Foglie d’autunno (1831). La seconda di queste opere spicca per l’abbandono alla fantasia e ai motivi esotici, mentre nelle altre due temi politici e civili si mescolano a sentimenti d’amore, ad accenti intimi, a ricordi e ad affetti familiari.

Le raccolte del secondo periodo sono tutte composte fra il 1835 e il 1840: I canti del crepuscolo, Le voci interiori, I raggi e le ombre.

Le raccolte del terzo periodo sono Le contemplazioni (1856) e I castighi (1853). Nella prima di queste due opere prevalgono i motivi personali dello sconforto per la morte della figlia Léopoldine, annegata nella Senna nel 1843, durante una gita in barca; nella seconda predominano il sarcasmo, la satira, l’invettiva contro Napoleone III e i suoi seguaci che hanno tradito la Repubblica e imposto la dittatura.

Dopo il terzo periodo, negli anni Sessanta e Settanta, Hugo lavora a un vasto poema con cui vuole rappresentare l’epopea dell’umanità: La leggenda dei secoli, finita nel 1883. Qui Victor Hugo si abbandona a una visione della storia dell’umanità, dall’epoca descritta dalla Bibbia alla modernità, sino alle prospettive future.

Le tragedie storiche

Victor Hugo scrive numerosi drammi storici, fra i quali spiccano Ernani, o l’onore castigliano (1830), ambientato nella Spagna del Cinquecento, e Ruy Blas (1838), pure di ambientazione spagnola. Hugo vi attua la sua poetica del grottesco, fondata sulla mescolanza dei generi e degli stili e sul gusto delle forti antitesi. In tutt’e due le opere i protagonisti sono uomini eccezionali e ribelli condannati alla morte da un destino fatale o da una condizione sociale inferiore ai loro meriti.

Tra le altre opere teatrali di Hugo è da ricordare Il re si diverte (1832), da cui Giuseppe Verdi deriverà Rigoletto (1851).