Preromanticismo in Europa e Italia

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Preromanticismo in Europa e Italia
Caspar David Friedrich, Abbazia nel querceto, 1809-1810, olio su tela, Berlino, Staatliche Museen

Il Preromanticismo è cosiddetto perché anticipa alcuni temi del Romanticismo vero e proprio. Si diffonde in Europa quasi contemporaneamente al Neoclassicismo, tra gli anni Sessanta e Settanta del XVIII secolo.

Preromanticismo in Europa

Si sviluppa inizialmente nei Paesi del Nord Europa e in particolare in Gran Bretagna, con i Canti di Ossian (1760-1773) dello scozzese James Macpherson e con le opere dei poeti William Blake e Thomas Gray.

In Germania, tra il 1770 e il 1785, nasce il movimento culturale Sturm und Drang (letteralmente “Tempesta e impeto”). Tra gli esponenti più importanti di questo movimento ricordiamo Friedrich Schiller e Wolfgang Goethe, che scrive in questo periodo I dolori del giovane Werther.

Preromanticismo in Italia

Le radici del Preromanticismo italiano sono da riconoscersi nelle traduzioni dei Canti di Ossian e dell’Elegia di Gray (1763-1772) ad opera di Melchiorre Cesarotti.

Gli autori più significativi della tendenza sono però Ippolito Pindemonte e Alessandro Verri. Pindemonte scrive il Saggio di poesie campestri (1788) e il Saggio di prose campestri (1795, poi in edizione definitiva con le poesie nel 1817), che influenzeranno il Foscolo dell’Ortis.

Di  Alessandro Verri, si segnalano soprattutto le Notti romane al sepolcro de’ Scipioni (1792 e, ampliate, 1804), la cui idea fu suggerita dal ritrovamento a Roma, nel 1870, delle tombe degli Scipioni.

Temi e motivi

  • interesse per il soprannaturale (profezie, visioni, viaggi nell’aldilà) e, in generale, per la religione. Rinasce infatti lo studio della Bibbia ed è riscoperta, soprattutto in ambito anglosassone, la Commedia di Dante.

 

  • Diffusione della poesia sepolcrale come modo per meditare sulla morte. È il caso di Pensieri notturni (1742-1745) del poeta inglese Edward Young (1683-1765) o dell’Elegia scritta in un cimitero di campagna (1750) di Thomas Gray (1716-1771). A questo filone si ispirano in particolare i Sepolcri di Foscolo e il poemetto omonimo di Pindemonte.

 

  • Passione per il macabro e il sinistro, per le storie di fantasmi, per un Medioevo visto come età oscura e misteriosa. Si tratta di una tematica esplorata in particolar modo dal cosiddetto romanzo gotico inglese, come per esempio Il castello di Otranto (1764) di Horace Walpole (1717-1797) o Il monaco (1796) di Matthew Lewis (1775-1818).

 

  • Il gusto per la campagna e, in genere, per i luoghi naturali incontaminati.

 

  • Il gusto per i luoghi disabitati, selvatici, arcaici, come i paesaggi della campagna romana che si trovano in tante pitture dell’epoca, o come la ruvida Scozia di Ossian.