I dolori del giovane Werther: riassunto e commento

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i dolori del giovane werther

Il romanzo I dolori del giovane Werther di Johann Wolfang Goethe è pubblicato nel 1774. È l’opera più significativa di quella fase creativa di Goethe influenzata dallo Sturm und Drang (in tedesco “Tempesta e impeto”). Tra il 1772 e il 1775 compone anche la prima versione del Faust, ritrovata oltre un secolo dopo, il cosiddetto Urfaust.

Il romanzo, che ha una seconda edizione nel 1787, conosce subito un successo enorme; il wertherismo diventa una moda fra i giovani, e non mancano casi di suicidio suggeriti dalla vicenda del romanzo.
Conosciuto in tutta Europa, il romanzo ispirerà il personaggio di René creato da Chateaubriand nel 1802 e contemporaneamente quello di Ortis nelle Ultime lettere di Jacopo Ortis di Foscolo.

La vicenda si riferisce a fatti che sarebbero avvenuti fra il 1771 e il 1772 e presenta echi autobiografici.

I dolori del giovane Werther: riassunto della trama

Il romanzo è diviso in due libri.

Primo libro. Werther è un giovane passionale di agiata famiglia borghese; ha grandi capacità individuali, letterarie e artistiche. Lascia la sua città dopo una triste vicenda amorosa (ispirata all’infelice amore di Goethe per una certa Charlotte Buff, promessa sposa di un altro) e si ritira in campagna per stare a contatto con la natura; con sé porta solo i libri dell’amato Omero.

Werther è conquistato dalla semplicità patriarcale della vita contadina. Durante una festa nel villaggio conosce Lotte. È un’anima delicata e sensibile e al tempo stesso piena di gioia vitale; il giovane se ne innamora.

Lotte però è già fidanzata con Albert. Egli è l’esatta antitesi di Werther, in quanto è saggio, equilibrato, posato, razionale in tutti i suoi comportamenti.
Werther, durante un’assenza di Albert, vive un periodo di innocente felicità accanto a Lotte. Ma quando Albert ritorna, nonostante l’amicizia che stringe con lui, non riesce a sopportare l’idea che Lotte lo ami e sia destinata a sposarlo. Cominciano così i suoi tormenti interiori, che lo spingono ad allontanarsi. Trova così un impiego in un’altra città, alle dipendenze di un ambasciatore.

Inizia il secondo libro. Per Werther è impossibile adattarsi all’ambiente meschino della corte, dominato da rivalità e arrivismi, da ottusi pregiudizi di casta e rigide convenzioni. La nascita borghese limita e umilia il giovane; non ammesso a un ricevimento, dà le dimissione dall’incarico.

Decide dopo qualche mese di tornare presso Lotte. Questa si è ormai sposata con Albert. L’amore impossibile provoca in Werther tormenti sempre più atroci, che lo inducono a maturare il proposito del suicidio.

Un giorno, mentre sta leggendo a Lotte i Canti di Ossian di James Macpherson, in una scena dominata dalla commozione e dalle lacrime, la bacia d’impulso e capisce che anche Lotte condivide il suo sentimento. Ma pur straziata, lei lo respinge, rifiutando ogni prospettiva di adulterio. Disperato, Werther con una scusa si fa prestare la pistola da Albert (è Lotte stessa a consegnarla al servo, anche se ha l’oscuro presentimento dell’uso a cui dovrà servire) e con essa si uccide.

Commento

I dolori del giovane Werther è un romanzo epistolare nel quale Goethe introduce un’importante innovazione: riporta solo le lettere del protagonista, dando così all’opera la forma di una confessione intima; solo nella parte finale interviene un narratore esterno, l’«editore» che ha raccolto l’epistolario, a raccontare gli ultimi giorni di Werther prima del suicidio.

Al centro del romanzo vi è la riflessione sul difficile rapporto tra artista e società, un tema (già anticipato dalla Nuova Eloisa di Rousseau) destinato a imporsi nella letteratura successiva.

L’esclusione dall’amore felice e dal matrimonio si può infatti intendere come una metafora dello sradicamento sociale ed esistenziale del protagonista. Egli, infatti, pur essendo un borghese, non può identificarsi con la sua classe perché è portatore di valori inconciliabili con essa (il culto della bellezza disinteressata, lo slancio passionale che respinge ogni calcolo, ogni misura razionale, ritenuta arida e mortificante), ma non può identificarsi neppure con l’aristocrazia, che lo respinge in quanto borghese.

Nei confronti del suo eroe, Goethe assume un atteggiamento complesso e problematico: pur guardandolo con ammirazione e pietà, non lo propone come modello esemplare di comportamento, ma ne critica implicitamente l’eccesso di passionalità, l’immaturità e l’egocentrismo.

Nel romanzo, dunque, si possono cogliere i germi di un’evoluzione che porterà Goethe a superare il titanismo giovanile.